Anno Accademico 2024-2025

Vol. 69, n° 4, Ottobre - Dicembre 2025

Simposio: Giornata mondiale senza tabacco 2025

29 maggio 2025

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Il tabacco, i nuovi prodotti e l’ambiente: va in fumo la “One Health”?

M. Cattaruzza


Introduzione

Il concetto di “One Health”, promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, sottolinea l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale perché la salute, sia individuale che collettiva, non può essere considerata in modo isolato, ma richiede una visione sistemica e collaborativa tra vari ambiti1.

Il consumo di tabacco per l’uomo è una delle principali cause evitabili di malattia e morte, ma è anche causa di malattia e morte per gli animali, si configura poi come un potente agente di inquinamento ambientale e ha effetti a lungo termine su biodiversità, sostenibilità e giustizia sociale2. L’intera filiera del tabacco, dalla coltivazione allo smaltimento dei rifiuti, genera impatti sanitari, ecologici e sociali di ampia portata3.

Recentemente il concetto di One Health è stato ulteriormente minacciato dalla diffusione di nuovi prodotti come il cosiddetto tabacco riscaldato e le sigarette elettroniche che contribuiscono grandemente all’inquinamento di aria, acqua e suolo, per i materiali di cui sono costituiti, le sostanze chimiche che rilasciano e le batterie che vengono disperse nell’ambiente.

Il presente contributo intende fornire una panoramica integrata degli effetti del tabacco e dei nuovi dispositivi, nell’ottica della “One Health”.

Nuovi prodotti

Negli ultimi anni si è assistito all’emergere di nuovi prodotti come le sigarette elettroniche e i dispositivi cosiddetti a tabacco riscaldato (Heated Tobacco Products, HTPs).

Le sigarette elettroniche sono composte da una grande varietà di tipi con caratteristiche tecniche molto diverse. Esistono quelle a “sistema aperto” dove l’utilizzatore può scegliere i liquidi e mescolarli creando i propri aromi e quelle a “sistema chiuso” dove l’utente non può interagire con il prodotto. In particolare, le sigarette elettroniche note anche come “puff-bar”, diventate molto diffuse recentemente tra i giovani, sono monouso e fruibili in una ampia gamma di aromi, spesso dolci e fruttati. Questi dispositivi, contenenti liquidi con o senza nicotina, vengono riscaldati da una resistenza in metallo alimentata da una batteria al litio. L’aerosol inalato può contenere sostanze irritanti e tossiche per le vie aeree, come dimostrato da diversi studi sulla citotossicità degli aromi, che rivelano alterazioni significative dell’epitelio respiratorio umano4-7. La percezione pubblica però, grazie all’accattivante e persuasiva attività di marketing dell’industria, è di innocuità, favorita anche dalla familiarità con alcuni aromi utilizzati in campo alimentare, ma va ricordato che l’inalazione ha effetti biologici diversi dall’ingestione4.

I prodotti a tabacco riscaldato invece utilizzano “cartucce di tabacco” (dette sticks) simili a sigarette ma contenenti lamine metalliche. Queste, una volta inseriti gli sticks nel dispositivo, trasmettono il calore e riscaldano il tabacco a temperature comprese tra 250°C e 350°C. Sebbene inferiori ai 900°C della combustione delle sigarette tradizionali, tali temperature generano comunque sostanze tossiche e cancerogene89.

Esposizione passiva ed effetti sulla salute

L’esposizione passiva al fumo di tabacco e alle emissioni di sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato, costituisce un problema di crescente rilevanza sanitaria. L'esposizione passiva detta anche esposizione a “fumo/aerosol di seconda mano”, comprende sia il fumo/aerosol “principale” (quello emesso dalla sigaretta o dal dispositivo) sia quello “secondario” (quello espirato dal fumatore/svapatore). L’esposizione passiva si verifica quando una persona che non fuma e/o non svapa, inala involontariamente queste emissioni.

Il fumo passivo è stato classificato come cancerogeno dall’Agenzia di Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, analizzando decenni di studi sperimentali ed epidemiologici sui danni da esposizione al fumo passivo10. Fondamentali sono stati i lavori epidemiologici di Hirayama sui coniugi dei fumatori, che hanno portato a quantificare un aumento del rischio di cancro del 30% per i fumatori “involontari”11. Ma i danni da fumo passivo non si limitano alle patologie tumorali, bensì riguardano anche le patologie respiratorie e cardiovascolari12.

L’esposizione passiva si verifica sia in ambienti chiusi che aperti e la distanza minima di salvaguardia è di 10 metri dalla fonte di esposizione1314.

Recentemente sono emerse evidenze scientifiche relative ai danni prodotti anche dall’esposizione passiva alle emissioni delle sigarette elettroniche e dei prodotti a tabacco riscaldato e sono stati identificati potenziali interferenti endocrini nel tabacco, negli aromi, nei liquidi delle sigarette elettroniche, molti dei quali persistenti nell’ambiente e/o bioaccumulabili15-19.

L’esposizione passiva riguarda sia gli esseri umani che gli animali domestici.

Studi osservazionali indicano che cani e gatti che vivono in ambienti dove si fuma presentano un rischio significativamente maggiore di sviluppare neoplasie, patologie respiratorie croniche, allergie cutanee e oculari, nonché disturbi cardiovascolari.

I gatti, in particolare, risultano più vulnerabili rispetto ai cani, poiché ingeriscono, durante la toelettatura, anche le particelle tossiche depositate sul pelo (fumo di terza mano).

Anche uccelli, pesci e piccoli roditori sono esposti a danni gravi a causa della loro sensibilità fisiologica e della prossimità ambientale con le fonti di esposizione20-24.

Accanto alla tossicità passiva, va segnalato il rischio crescente di ingestione accidentale di mozziconi, sticks di tabacco riscaldato e sigarette elettroniche usa e getta. Infatti, i residui degli sticks, come i mozziconi, vengono dispersi nell’ambiente e possono essere accidentalmente ingeriti da bambini piccoli e/o animali, sia domestici che selvatici e quando la lamina metallica, con margini taglienti, rimane libera dai residui di tabacco, avanzando nel canale digerente, può causare gravi lesioni. Nel 2023, il Centro Antiveleni di Milano ha segnalato 21 casi di ingestione accidentale da parte di bambini sotto i 12 mesi, con gravi conseguenze gastrointestinali2526.

Gli animali, che hanno generalmente un olfatto ben sviluppato, sono attratti dagli aromi dei liquidi delle sigarette elettroniche che possono afferrare e mordere causando la fuoriuscita e l’ingestione di liquido. La pericolosità della nicotina dipende dalla quantità ingerita e dalla taglia dell’animale: per esempio piccole quantità possono essere letali per cani di piccola taglia. Anche le batterie, se ingerite, possono provocare gravi lesioni gastrointestinali e intossicazioni da metalli pesanti.

Impatti ambientali della filiera del tabacco

La produzione del tabacco ha impatti ambientali significativi, estesi lungo tutta la filiera. La coltivazione del tabacco richiede enormi quantità di acqua, fino a 4 litri per ogni sigaretta prodotta; così, un fumatore che fuma 20 sigarette al giorno consuma ben 74 litri di acqua quotidianamente, una cifra insostenibile in un’epoca di crescente scarsità idrica globale. Inoltre, i terreni coltivati a tabacco vengono sottoposti ad un uso intensivo di pesticidi e fertilizzanti, con conseguente contaminazione delle falde acquifere23.

La pianta del tabacco è spesso coltivata in monocoltura e assorbe azoto, fosforo e potassio molto più di quanto non facciano altre piante causando un progressivo impoverimento del suolo con una sua acidificazione e alterazione della struttura chimico-fisica che portano in pochi anni all’abbandono dei terreni e alla desertificazione delle aree23.

L’essiccazione delle foglie di tabacco comporta una deforestazione massiccia: si stima che ogni anno vengano abbattuti oltre 600 milioni di alberi, spesso in aree già vulnerabili del pianeta3.

Il tabacco è anche tra le cause principali di incendi accidentali, incluse le aree boschive, aggravando ulteriormente la crisi climatica.

Inoltre, la coltivazione di tabacco sottrae terre fertili a produzioni alimentari: un ettaro di terreno utilizzato per la coltivazione del tabacco produce 1 tonnellata di foglie, mentre lo stesso terreno potrebbe produrre 14,6 tonnellate di patate, come evidenziato da studi condotti in Malawi, dove una parte significativa della popolazione è denutrita3.

Rifiuti, microplastiche e materiali non riciclabili

I rifiuti generati dai prodotti del tabacco e dalle sigarette elettroniche costituiscono una minaccia crescente per l’ambiente.

I mozziconi di sigaretta sono tra i rifiuti più presenti nei contesti urbani, nelle spiagge e negli oceani; contengono nicotina, metalli pesanti e altre sostanze tossiche che vengono rilasciate nell’ambiente.

Il filtro, composto da materiale plastico (acetato di cellulosa), è resistente alla degradazione biologica e contribuisce in modo significativo all’inquinamento da microplastiche, frammentandosi con il passare del tempo.

Le sigarette elettroniche usa e getta aggravano ulteriormente la crisi ecologica: non sono progettate per essere riciclate, e il loro smaltimento improprio comporta la dispersione di plastica, metalli pesanti e litio. Nel Regno Unito, si stima che due dispositivi elettronici vengano abbandonati ogni secondo, con una perdita annuale di litio sufficiente a produrre oltre 1200 batterie per automobili elettriche27. Inoltre, il litio nelle discariche facilita lo sviluppo di incendi con emissione di fumi tossici e di inquinanti chimici dispersi nell’ambiente.

Conclusione

L’intero ciclo di vita dei prodotti del tabacco – dalla coltivazione allo smaltimento – costituisce una minaccia trasversale alla salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi. Le evidenze raccolte mostrano come un’efficace politica di controllo del tabacco, comprensiva della regolamentazione dei nuovi prodotti, sia non solo una priorità sanitaria, ma anche un imperativo ecologico e sociale. Solo un’azione multisettoriale, guidata dal paradigma One Health, potrà arginare gli effetti distruttivi di un’industria che continua a prosperare a spese del nostro futuro collettivo.


Prof.ssa Maria Sofia Cattaruzza, Dipartimento Sanità Pubblica e Malattie Infettive – Sapienza Università di Roma; Presidente Alleanza per un’Italia senza tabacco; Past-President Società Italiana di Tabaccologia (SITAB)

Per la corrispondenza: mariasofia.cattaruzza@uniroma1.it

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