Anno Accademico 2024-2025

Vol. 69, n° 4, Ottobre - Dicembre 2025

Simposio: Giornata mondiale senza tabacco 2025

29 maggio 2025

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La dipendenza da nicotina: un’analisi biopsicosociale alla luce delle evidenze scientifiche recenti

C. Alessio, A. Di Maio

La dipendenza da nicotina rappresenta una delle principali sfide di salute pubblica a livello globale. Nel 2023, in Italia, il 18,7% della popolazione risulta essere un fumatore1. Nonostante i progressi nella riduzione del consumo di tabacco1, l’emergere di nuove modalità di assunzione della nicotina, come le sigarette elettroniche e i dispositivi a tabacco riscaldato, ha introdotto ulteriori complessità nel panorama della dipendenza. Questo articolo esamina i meccanismi neurobiologici, psicologici e ambientali che sottendono la dipendenza da nicotina, integrando le evidenze più recenti dalla letteratura scientifica.

Meccanismi neurobiologici e psicologici della dipendenza

La nicotina agisce principalmente sui recettori nicotinici dell’acetilcolina nel sistema nervoso centrale, modulando il sistema dopaminergico mesocorticolimbico, innescando il rilascio di alcuni neurotrasmettitori, tra cui la dopamina, producendo effetti psicoattivi gratificanti23. L'esposizione cronica alla nicotina porta a una desensibilizzazione e successiva upregulation dei recettori nicotinici, riducendo gli effetti di rinforzo primari e inducendo dipendenza fisica (ad esempio, sintomi di astinenza in assenza di nicotina)4.

L’interruzione dell’assunzione di nicotina, difatti, induce una sindrome da astinenza caratterizzata da sintomi quali irritabilità, ansia, difficoltà di concentrazione, aumento dell’appetito e disturbi del sonno5. Questi sintomi emergono tipicamente entro 4-24 ore dalla cessazione e raggiungono il picco intorno al terzo giorno, attenuandosi progressivamente nelle settimane successive.

Tuttavia, la dipendenza da nicotina non è esclusivamente un fenomeno neurobiologico; essa è profondamente radicata in meccanismi psicologici complessi che influenzano l’iniziazione, il mantenimento e la ricaduta nel consumo di tabacco. Comprendere questi aspetti è fondamentale per sviluppare interventi efficaci e personalizzati.

Il modello transteorico del cambiamento6 descrive il processo di cessazione del fumo come un vero e proprio processo dinamico che si sviluppa nel tempo e non come singolo evento; infatti, nel tentativo di modificare le proprie condotte, le persone seguono un percorso ciclico articolato in fasi (gli stadi del cambiamento): precontemplazione, contemplazione, preparazione, azione e mantenimento.

Il craving, ovvero il desiderio intenso e spesso incontrollabile di fumare, è una componente centrale della dipendenza da nicotina. Questo fenomeno è strettamente legato alla reattività agli stimoli associati al fumo, come l’odore del tabacco o la vista di una sigaretta. Tali stimoli possono evocare risposte fisiologiche e psicologiche significative, aumentando il rischio di ricaduta anche dopo periodi prolungati di astinenza. La reattività agli stimoli è influenzata da fattori individuali come la personalità, il contesto sociale e le aspettative riguardo al fumo.

L’assunzione di nicotina induce piacere e viene utilizzata come strategia per gestire lo stress e le emozioni negative. Inoltre, il fumo migliora la concentrazione, i tempi di reazione agli stimoli e l’esecuzione di determinati compiti. Tuttavia, la ragione di questo miglioramento potrebbe essere dettata dal sollievo dai sintomi dell’astinenza7, quali irritabilità, ansia, umore depresso, anedonia e irrequietezza8.

Inoltre, caratteristiche individuali come l’impulsività, la ricerca di sensazioni forti e la presenza di tratti di personalità specifici possono aumentare la vulnerabilità alla dipendenza da nicotina. Anche, l’età di iniziazione al fumo gioca un ruolo cruciale: l’esposizione alla nicotina durante l’adolescenza può alterare lo sviluppo cerebrale, aumentando il rischio di dipendenza a lungo termine. La nicotina può potenziare l’apprendimento associativo, facilitando la formazione di legami tra il comportamento di fumare e stimoli ambientali specifici. Questo processo contribuisce al mantenimento della dipendenza, poiché gli individui imparano ad associare determinate situazioni o emozioni al consumo di nicotina, rendendo più difficile l’interruzione dell’abitudine.

Esiste una forte associazione tra il fumo e disturbi psichiatrici come la depressione e la schizofrenia. In particolare, le persone con schizofrenia presentano tassi di fumo significativamente più elevati rispetto alla popolazione generale. Diverse ipotesi cercano di spiegare questa correlazione, tra cui l’automedicazione per alleviare i sintomi cognitivi e affettivi della malattia, nonché gli effetti collaterali dei farmaci antipsicotici9.

Nuove forme di fumo e percezione del rischio

Nel 2023, in Italia, è triplicata la percentuale di persone che fumano dispositivi a tabacco riscaldato. Un’alternativa, assieme ad altre nuove forme di fumo, percepita come potenzialmente meno dannosa per la salute rispetto alle sigarette tradizionali10. La percezione della nocività delle sigarette elettroniche tra gli adolescenti è diminuita negli ultimi anni, contribuendo a un aumento del loro utilizzo. Uno studio ha rilevato che l’esposizione alla pubblicità delle sigarette elettroniche è associata a una percezione ridotta del rischio e a un aumento dell’uso tra i giovani. Inoltre, la literacy mediatica sul vaping è risultata inversamente correlata alla suscettibilità all’uso di sigarette elettroniche.

Implicazioni terapeutiche

La comprensione dei meccanismi psicologici della dipendenza da nicotina ha portato allo sviluppo di interventi mirati, come la terapia cognitivo-comportamentale e le tecniche di mindfulness. Questi approcci si concentrano sulla gestione del craving, sulla modifica delle associazioni comportamentali e sul miglioramento delle strategie di coping per affrontare lo stress e le emozioni negative.

Interventi basati sulla mindfulness, l’accettazione e la defusione cognitiva si sono dimostrati efficaci nel ridurre il craving e l’effetto negativo associati alla cessazione del fumo. Difatti, una recente review ha evidenziato che tali strategie possono aumentare le probabilità di astinenza a lungo termine11.

Conclusioni

La dipendenza da nicotina è un fenomeno complesso che coinvolge aspetti neurobiologici, psicologici e sociali. Le nuove forme di consumo, come le sigarette elettroniche e i dispositivi a tabacco riscaldato, richiedono un aggiornamento delle strategie di prevenzione e intervento. È fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza dei rischi associati all’uso di nicotina e sviluppare interventi personalizzati che affrontino i diversi aspetti della dipendenza.


Dott.ssa Chiara Alessio, Psicologa, Università Europea di Roma, A.O. San Camillo-Forlanini

Dott.ssa Anna Di Maio, Psicologa, A.O. San Camillo-Forlanini

Per la corrispondenza: chiaraalessioo@icloud.com

BIBLIOGRAFIA

  1. Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Fumo, alcol, eccesso di peso e sedentarietà - Anno 2023. Statistiche Report 17 dicembre 2024. https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/12/Fumo_Alcol_eccosso-di-peso_sedentarieta_Anno-2023.pdf.
  2. Dajas-Bailador F, Wonnacott S. Nicotinic acetylcholine receptors and the regulation of neuronal signalling. Trends Pharmacol Sci 2004;25:317-24.
  3. Nestler EJ. Is there a common molecular pathway for addiction? Nat Neurosci 2005;8:1445-9.
  4. Wang H, Sun X. Desensitized nicotinic receptors in brain. Brain Res Brain Res Rev 2005;48:420-37.
  5. Hughes JR, Hatsukami D. Signs and symptoms of tobacco withdrawal. Arch Gen Psychiatry 1986;43:289-94.
  6. Prochaska JO, Di Clemente C. Transtheoretical therapy: Toward a more integrative model of change. Psychotherapy: Theory, Research and Practice 1982;19:276-88.
  7. Knott V, Heenan A, Shah D, Bolton K, Fisher D, Villeneuve C. Electrophysiological evidence of nicotine’s distracter-filtering properties in non-smokers. J Psychopharmacology 2009;25:239-48.
  8. Hughes JR, Hatsukami D. Signs and Symptoms of Tobacco Withdrawal. Arch Gen Psychiatry 1986;43:289-94.
  9. Karila L. Disturbi da uso di tabacco. EMC-AKOS-Trattato di Medicina, 2023;25:1-8.
  10. CENSIS. Gli italiani e il fumo: 2° Rapporto sul fumo di sigaretta e prodotti senza combustione in Italia. Censis. 17 aprile 2025.
  11. Elshatarat RA, Abdelkader R, Alahmadi HA, et al. Prevention, control and treatment of tobacco use addiction: A literature review article. Research Journal of Pharmacy and Technology 2024;17:927-33.