Anno Accademico 2017-2018

Vol. 62, n° 2, Aprile - Giugno 2018

ECM: Universo Fegato

16 gennaio 2018

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La valutazione psicologica nell’ambito dei Trapianti

M. Rocco, A. Santi, G. Prinzi, E. Campagna, C. Melia

Negli ultimi anni per gli psicologi che si occupano di trapianti d’organo è risultata evidente la necessità di condividere le esperienze, i dubbi, i protocolli attuati con i colleghi che lavorano negli altri Centri Trapianti Italiani. Questo ha portato alla costituzione nel 2007 della S.I.Psi.T.O., Società scientifica che riunisce le professionalità di area psicologica e psichiatrica che operano nell’ambito dei trapianti.

S.I.Psi.T.O. raccoglie l’esperienza del Gruppo di Lavoro Italiano sugli Aspetti Psicologici e Psichiatrici dei trapianti d’Organo (GLIPsiTO). Costituitosi nel dicembre 1999, nel corso degli anni ha risposto all’esigenza di dare spazio ad un confronto tra gli operatori di area “PSY” dei maggiori Centri Trapianto del nostro Paese, in vista della definizione di una pratica psicologico-psichiatrica protocollata, condivisa e omogenea.

Tale attività ha portato alla elaborazione di Linee di Indirizzo sull’intervento psicologico in area trapianti, che sono state recepite dal Centro Nazionale Trapianti nel 2005 e inviate ai Centri di Trapianto per garantire secondo i criteri stabiliti delle modalità e degli standard assistenziali omogenei su tutto il territorio nazionale.

La S.I.Psi.T.O., nell’ambito dell’ultima Conferenza di Consenso tenutasi a Bergamo il 17 maggio 2017, ha presentato diverse raccomandazioni in ambito psicologico che sono state votate per aggiornare le linee guida. Ma tra le raccomandazioni approvate quella che maggiormente ci interessa oggi è che“ la valutazione psicologica è obbligatoria per i pazienti che effettuano un trapianto “salvavita” ovvero cuore- fegato- polmone”.

Cerchiamo allora di capire meglio che cosa è la valutazione psicologica, a che cosa serve e perché deve essere eseguita in ambito trapiantologico.

La valutazione psicologica è una attenta analisi di tutte le caratteristiche della vita mentale di una persona. È un processo multidimensionale che si basa su fonti diverse: dai colloqui con il paziente all’osservazione del suo comportamento e dalle sue reazioni emotive.

Come in medicina esiste una anatomia e una fisiologia del corpo umano così, simbolicamente, nella nostra psiche esistono delle strutture psichiche che corrispondono all’anatomia e delle funzioni psichiche che corrispondono alla fisiologia.

Nella valutazione psicologica osserviamo oltre alle strutture psichiche anche le varie funzioni che svolgono.

La struttura di cui illustreremo alcuni elementi è quella dell’Io.

Alla persona vengono attribuite un insieme di funzioni mentali di base1:

• Capacità di regolazione, attenzione e apprendimento

(Fattori costituzionali – memoria – attenzione – intelligenza globale)

• Capacità di relazioni e di intimità

(Profondità)

• Qualità dell’esperienza interna

(Livello di sicurezza e rispetto di sé)

• Capacità di formare rappresentazioni interne

(Rappresentazioni del mondo e delle persone che abbiamo nella nostra testa)

• Capacità di differenziazione e integrazione

(delle rappresentazioni interne)

• Capacità di autosservazione

(Insight)

• Capacità di costruire o ricorrere ad ideali interni

(Senso morale)

 

Alla struttura dell’Io vengono attribuite delle funzioni2:

•    Esame di realtà
•    Giudizio
•    Senso di realtà
•    Regolazione e controllo delle spinte, affetti e impulsi
•    Relazione d’oggetto
•    Processi di pensiero
•    Regressione adattiva al servizio dell’Io
•    Funzione difensiva
•    Attività autonoma
•    Attività sintetico-integrativa
•    Padronanza –competenza

 

Abbiamo accennato alla funzione difensiva dell’Io che protegge da esperienze spiacevoli sia interne, come pulsioni e stati affettivi troppo intensi, che esterne, come realtà angoscianti. Quindi attraverso l’uso di un meccanismo di difesa l’Io si difende da un possibile squilibrio.

Un elenco dei meccanismi di difesa tratto da Fenichel3:

•    Sublimazione
•    Negazione
•    Proiezione
•    Introiezione
•    Repressione
•    Formazione reattiva
•    Annullamento
•    Isolamento
•    Regressione

 

Questi sono solo alcuni degli aspetti che vengono presi in considerazione nel corso di una valutazione psicologica che normalmente si articola nel corso di alcuni colloqui clinici e con l’ausilio di test psicodiagnostici.

Quindi, la valutazione psicologica non si pone l’obiettivo di formulare semplicemente una diagnosi psichiatrica, ma di arrivare ad una diagnosi dimensionale e funzionale della personalità comprensiva delle risorse positive e delle energie psichiche disponibili, per comprendere il funzionamento globale della persona, al fine di migliorarne la qualità di vita e  mettere in atto  le modalità di intervento psicologico più efficaci.

Quindi “perché fare la valutazione psicologica nel percorso trapiantologico”?

Sappiamo che il trapianto di fegato è un intervento chirurgico ad alto impatto emotivo, che necessita di una buona compliance e di un buon sostegno sociale e familiare.

Quindi solo attraverso una accurata valutazione psicologica possiamo capire qual è la struttura psichica di quel determinato paziente e possiamo, di conseguenza, decidere che intervento psicologico mettere in atto e con quali obiettivi.


BIBLIOGRAFIA

  1. Lingiardi V, Del Corno F. PDM. Manuale Diagnostico Psicodinamico. Milano: Raffaello Cortina, 2008.
  2. Bellak L, Small L. Psicoterapia d'urgenza e psicoterapia breve. Roma: Il Pensiero Scientifico, 1983.
  3. Fenichel O. Trattato di psicoanalisi delle nevrosi e delle psicosi. Roma: Astrolabio-Ubaldini, 1934.