Anno Accademico 2025-2026
Vol. 70, n° 3, Luglio - Settembre 2026
Settimana per la Cultura
14 aprile 2026
Settimana per la Cultura
14 aprile 2026
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La Biblioteca Lancisiana di Roma, fondata su iniziativa di Giovanni Maria Lancisi presso l'Ospedale di Santo Spirito in Saxia, conserva al proprio interno un piccolo ma significativo insieme di documenti ufficiali riferiti alla figura del suo fondatore. Bolle papali, brevi apostolici e diplomi di varia natura, permettono di osservare da vicino un fenomeno che la storiografia sulla medicina di età moderna ha messo ripetutamente in luce: la carriera di un medico di corte non si costruisce soltanto attraverso pubblicazioni scientifiche o riconoscimenti professionali, ma anche, e in misura determinante, attraverso una fitta trama di atti giuridici e cerimoniali che ne definiscono lo status, il prestigio e l'appartenenza a un preciso ordine sociale. L’obiettivo di questo contributo è duplice. Da un lato si intende presentare, per la prima volta in forma organica, la tipologia e il contenuto dei principali documenti conservati in questo nucleo, restituendo loro un ordine cronologico e interpretativo. Dall’altro si intende utilizzare questi stessi documenti come chiave di lettura per comprendere il funzionamento dello Stato pontificio come sistema di potere fondato sulla concessione di benefici, privilegi e titoli, di cui la carriera di Lancisi costituisce un caso di studio particolarmente denso e ben documentato.
Prima di entrare nel merito dei singoli documenti è necessario premettere alcune considerazioni sulla situazione archivistica in cui essi si inseriscono. La Biblioteca Lancisiana conserva oggi, quale proprio archivio storico, la documentazione dell’Ospedale di Santo Spirito relativa in prevalenza al periodo successivo all’Unità d’Italia. La documentazione anteriore, e con essa gran parte delle carte prodotte o ricevute nel corso del Settecento, si trova invece dispersa in istituti diversi: l’Archivio Apostolico Vaticano, l’Archivio di Stato di Roma e l’Archivio Centrale dello Stato conservano oggi porzioni significative di quella che un tempo poteva essere considerata una documentazione unitaria. In questo quadro di dispersione, risulta particolarmente rilevante che un nucleo scelto di atti ufficiali riguardanti direttamente Giovanni Maria Lancisi sia rimasto presso la stessa istituzione da lui fondata.
Va precisato che la definizione di "Archivio Segreto" con cui questo nucleo viene indicato non allude ad alcuna forma di occultamento, quanto piuttosto a una selezione qualitativa di documenti di natura pubblica e ufficiale: bolle, brevi, diplomi, riuniti nel tempo per il loro valore probatorio e simbolico. Si tratta, in altre parole, non di semplici carte amministrative, ma di strumenti attraverso cui si è costruita, e in seguito tramandata, la memoria istituzionale del fondatore e la stessa identità della biblioteca.
Giovanni Maria Lancisi: un funzionario-medico dello Stato pontificioGiovanni Maria Lancisi nacque a Roma nel 1654 e, dopo aver conseguito la laurea in medicina presso la Sapienza nel 1672, costruì una carriera che intrecciò strettamente l’attività clinica, l’insegnamento universitario e il servizio di cortea. Fu lettore di chirurgia e anatomia, quindi di medicina teorica e infine, dal 1702, di medicina pratica presso lo Studium Urbis; fu inoltre archiatra pontificio, ovvero medico personale del papa, sotto Innocenzo XI e, dopo un periodo di allontanamento dalla corte, sotto Clemente XI, con il quale il legame fu particolarmente stretto e duraturo. La sua vicenda biografica mostra bene quanto la posizione di un medico di corte fosse soggetta alle oscillazioni della politica pontificia. La morte di Innocenzo XI nel 1689, di cui Lancisi aveva curato l’ultima malattia, comportò per il medico la mancata conferma nell’incarico di archiatra e la rinuncia forzata al beneficio ecclesiastico che gli era stato concesso pochi mesi primab. Solo il progressivo consolidarsi dei suoi rapporti con la Curia, culminato nella nomina a medico ordinario di Clemente XI nel 1700, gli permise di riguadagnare e anzi ampliare enormemente la propria posizione, ricoprendo tra l’altro l’ufficio di protomedico generale di Roma e dello Stato pontificio.
Lancisi non fu dunque soltanto l’autore di opere destinate a segnare la storia della fisiopatologia cardiovascolare o degli studi sulla malaria: fu anche, e per lunghi tratti della sua vita, in primo luogo, un funzionario di rango elevato all’interno dell’apparato curiale, la cui carriera si legittimava tanto sul piano scientifico quanto su quello giuridico-istituzionale. È proprio quest’ultimo aspetto che i documenti dell’Archivio Segreto della Biblioteca Lancisiana permettono di ricostruire con particolare efficacia.
Bolla, breve, diploma: le forme documentarie del potere pontificioPer comprendere la natura e la funzione dei documenti qui presentati è utile richiamare brevemente le principali tipologie della diplomatica pontificia di età modernac. La bolla, il cui nome deriva dal sigillo di piombo (bulla) che ne garantiva l’autenticità, rappresentava la forma più solenne di comunicazione scritta della Cancelleria Pontificia: attraverso di essa il papa interveniva direttamente su questioni di rilievo, quali la concessione di benefici ecclesiastici, canonicati o pensioni. Il breve apostolico, che prende convenzionalmente il nome dalle sue parole iniziali, costituiva invece una forma meno solenne ma non meno efficace, utilizzata per un ventaglio più ampio di provvedimenti, dalle nomine accademiche alle dispense personali, fino a provvedimenti di natura disciplinare come le censure ecclesiastiche. Accanto a questi due strumenti propriamente pontifici, la documentazione lancisiana comprende una terza tipologia, quella del diploma, con cui si intendono qui atti di riconoscimento: accademico, civico, onorifico, emessi non dalla Cancelleria papale bensì da altre autorità: istituzioni scientifiche, comunità cittadine, casate aristocratiche. La compresenza di queste tre tipologie documentarie in un unico nucleo archivistico restituisce con efficacia la doppia natura della carriera di Lancisi, sospesa tra l’appartenenza organica alla corte pontificia e l’inserimento in circuiti di prestigio più ampi, di respiro europeo.
I benefici della corte romana: bolle e brevi tra il 1688 e il 1714Il primo gruppo di documenti conservati nell’Archivio Segreto riguarda la concessione di benefici ecclesiastici, strumento tipico attraverso cui la Curia romana retribuiva e insieme vincolava a sé i propri funzionari, anche quando questi ultimi, come nel caso di Lancisi, non erano insigniti degli ordini sacri maggiori. Una Bolla Pontificia (Fig. 1) datata da Santa Maria Maggiore il 20 novembre 1688 registra la concessione, da parte di Innocenzo XI, di un canonicato nella Collegiata di San Lorenzo in Damaso; pochi giorni dopo, il 29 novembre dello stesso anno, un Breve (Fig. 2) dello stesso pontefice esonerava Lancisi dall’obbligo di residenza e di partecipazione all’ufficiatura corale legato a tale canonicato, permettendogli così di proseguire senza interruzioni la propria attività scientifica e clinica.
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| Fig. 1. Bolla di Innocenzo XI, 1688. Archivio Segreto, Roma, Biblioteca Lancisiana, n. 4. |
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| Fig. 2. Breve di Innocenzo XI, 1688. Archivio Segreto, Roma, Biblioteca Lancisiana, n. 2. |
Nei mesi successivi la sequenza dei provvedimenti prosegue: una Bolla Pontificia di Innocenzo XI (Fig. 3) del 23 maggio 1689 concede a Lancisi un beneficio sulla chiesa di San Pietro di Cascia, nella diocesi di Fiesole, mentre in una ulteriore Bolla Pontificia (Fig. 4) datata 8 ottobre 1691 il pontefice gli assegna una pensione annua di cento scudi gravante sul medesimo canonicato romano. Si tratta, come si è visto, di provvedimenti che si collocano cronologicamente a ridosso della crisi seguita alla morte di Innocenzo XI, e che vanno dunque letti come tappe di una carriera tutt’altro che lineare, sospesa tra concessione e revoca.
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| Fig. 3. Bolla di Innocenzo XI, 1688. Archivio Segreto, Roma, Biblioteca Lancisiana, n. 1. |
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| Fig. 4. Bolla di Innocenzo XII, 1691. Archivio Segreto, Roma, Biblioteca Lancisiana, n. 5. |
A distanza di oltre un decennio, un Breve di Clemente XI (Fig. 5) datato Roma, 4 gennaio 1702, documenta un momento di segno diverso: il Pontefice vi nomina Lancisi alla cattedra di medicina pratica presso il Collegio e Ginnasio della Sapienza, incarico che egli avrebbe mantenuto fino alla morte.
Il documento mostra come, superata la fase più incerta della propria carriera, Lancisi fosse ormai stabilmente inserito nel duplice circuito, curiale e accademico, che caratterizzò il resto della sua vita. Un ulteriore Breve (Fig. 6) datato 17 febbraio 1714, si distingue dagli altri per la sua funzione non individuale ma istituzionale: concesso da Clemente XI su richiesta dell’arcivescovo Sinibaldo Doria, commendatore dell’Arcispedale di Santo Spirito, esso ordinava la scomunica nei confronti di chiunque avesse sottratto libri, codici o manoscritti dalla biblioteca appena fondata da Lancisi senza lasciarne apposita ricevuta scritta al bibliotecario. Il documento testimonia la volontà di tutelare, con lo strumento giuridico più severo a disposizione della Chiesa, la neonata istituzione bibliotecaria, segno di quanto la sua fondazione fosse considerata un’impresa di rilievo pubblicod.
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| Fig. 5. Breve di Clemente XI, 1702. Archivio Segreto, Roma, Biblioteca Lancisiana, n. 7. |
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| Fig. 6. Breve di Clemente XI, 1714. Archivio Segreto, Roma, Biblioteca Lancisiana, n. 11. |
Oltre la corte romana: diplomi di benemerenza, accademie e cittadinanze onorarie
Se le bolle e i brevi documentano il rapporto di Lancisi con la Curia romana, un secondo gruppo di atti, i Diplomi, restituisce l’immagine di una fama che travalicava largamente i confini dello Stato pontificio. Un Diploma di benemerenza (Fig. 7), datato 16 agosto del 1694, redatto su doppio foglio con sigillo, fu concesso a Lancisi dal principe Antonio Floriano di Liechtenstein, allora oratore imperiale presso la Sede Apostolica, in segno di riconoscenza per le cure prestate al Principe stesso, alla moglie e ad altri familiari. Il principe loda la scienza e la perizia medica ("scientia medica vulgo Terrae celeberrimi"), del Lancisi, attestando la sua eccellenza professionale come riconoscimento pubblico. Più che un rapporto personale diretto, questo documento sembra testimoniare una relazione di tipo accademico e di prestigio, inserita nelle reti europee della scienza e del patronage aristocratico, nella quale il riconoscimento tributato al medico pontificio rafforzava, al tempo stesso, il capitale simbolico del principe che lo concedeva.
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| Fig. 7. Diploma di benemerenza di Anton Florian di Liechtenstein per G. M. Lancisi, 1694. Archivio Segreto, Roma, Biblioteca Lancisiana, n. 6. |
Di natura diversa, ma analoga funzione, è il Diploma (Fig. 8) con cui, il 15 novembre 1707, Lukas Schröck, presidente dell’Accademia Cesareo-Leopoldina, attesta l’ammissione di Giovanni Maria Lancisi quale membro dell’Accademia, con l’attribuzione di un nome accademico secondo l’uso consolidato dell’istituzione di assegnare ai propri membri uno pseudonimo scientifico-simbolico. Il testo celebra i meriti scientifici del Lancisi nel campo della medicina, motivando l’ammissione con la fama e il prestigio già acquisiti dal medico romano nella Repubblica delle Lettere. Fondata sotto la protezione dell’Impero asburgico, la Leopoldina rappresentava allora una delle più antiche e prestigiose reti scientifiche d’Europa: l’appartenenza di Lancisi a questo circuito internazionale del sapere, che si affiancava a quella già acquisita presso altre accademie italiane e presso la Royal Society di Londra, mostra come la sua fama scientifica si fosse ormai consolidata ben oltre il perimetro della corte romana.
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| Fig. 8. Diploma di ammissione di G. M. Lancisi all’Accademia Caesareo-Leopoldina, 1707. Archivio Segreto, Roma, Biblioteca Lancisiana, n. 8. |
Un Diploma di cittadinanza onoraria e ammissione al Consiglio dei Quaranta (Fig. 9), datato 22 ottobre 1708, registra l’elezione di Lancisi a cittadino di Urbino da parte del Gonfaloniere, dei Priori e dei Quaranta della città, deliberata all’unanimità. Il fatto che la cittadinanza venga conferita dalle massime istituzioni civiche, e non da un singolo esponente della comunità, segnala la natura pubblica e politica dell’atto: attraverso di esso l’intera comunità urbinate onorava Lancisi e, indirettamente, rinsaldava il proprio legame con la corte di Clemente XI, di cui il medico era ormai figura di fiducia. Le lettere di Lancisi conservate in forma manoscritta presso la stessa Biblioteca Lancisiana costituiscono, del resto, una fonte complementare preziosa per ricostruire la trama di relazioni personali ed epistolari che sottende a questo genere di riconoscimenti ufficiali.
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| Fig. 9. Diploma di cittadinanza onoraria di Urbino per G. M. Lancisi, 1708. Archivio Segreto, Roma, Biblioteca Lancisiana, n. 9. |
Il corpo del privilegio: il titolo di nobiltà e la dispensa quaresimale
Tra i documenti dell’Archivio Segreto, due meritano un’attenzione particolare per il carattere eccezionale del privilegio che sanciscono. Il primo è il Diploma Pontificio (Fig. 10) esecutivo del Motu Proprio di Clemente XI del 9 dicembre 1700, di concessione del titolo di nobiltà a Giovanni Maria Lancisi emanato il 1° gennaio 1714 e sottoscritto dai cardinali capi degli Ordini, Emanuel Théodose de la Tour d'Auvergne de Bouillon, Galeazzo Marescotti e Benedetto Pamphilj. Questo atto formalizzava un riconoscimento che, come emerge dalla biografia curata da Cesare Preti, era già stato concesso in forma più informale, tramite l’uso di uno stemma proprio, nel dicembre 1701e la conferma solenne del 1714 giunge dunque a coronamento di un processo di nobilitazione avviato oltre un decennio prima, e testimonia il grado ormai eccezionale di prossimità raggiunto da Lancisi nei confronti della corte pontificia.
Il secondo documento è un Breve Pontificio (Fig. 11) datato 18 agosto 1716, con cui Clemente XI concede un indulto alimentare quaresimale a Giovanni Maria Lancisi, definito "debole di stomaco", la facoltà di consumare, in privato e senza dare scandalo, latticini, uova e cibi grassi anche durante il periodo quaresimale, con la sola eccezione della Settimana Santa. Per quanto possa apparire a prima vista un documento minore, questa dispensa personale rientra a pieno titolo nel novero degli strumenti attraverso cui la corte pontificia disciplinava, e insieme distingueva, i propri membri più prossimi al potere. La deroga a una norma religiosa di osservanza generale, concessa nominalmente a un singolo individuo, segnala una posizione di favore che si colloca ben al di sopra della norma sociale ordinaria.
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| Fig. 10. Diploma di nobiltà di G. M. Lancisi, Roma, 1 gennaio 1714. Archivio Segreto, Roma, Biblioteca Lancisiana, n. 10. |
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| Fig. 11. Breve di Clemente XI, 1716. Roma, Archivio della Biblioteca Lancisiana, n. 12. |
Oltre Lancisi: il lascito Cremaldelli e la Biblioteca come istituzione vivente
L’ultimo documento qui considerato si allontana cronologicamente dalla vicenda personale di Lancisi, ma ne prosegue idealmente il progetto istituzionale. Si tratta del Diploma di Laurea di Francesco Cremaldelli, datato 16 maggio 1755, entrato a far parte del patrimonio della Biblioteca Lancisiana insieme al lascito librario del medesimo dottore, ricordato dall’iscrizione marmorea tuttora visibile nel vestibolo della biblioteca e risalente al 1850f. Il documento, redatto secondo le forme tipiche del diploma dottorale di età moderna: atto pubblico rilasciato dal collegio universitario a seguito dell’esame di laurea, e provvisto di sigillo a garanzia della sua autenticitàg, si distingue nettamente, per genere e per funzione, dalle Bolle e dai Brevi papali fin qui esaminati: non concede un beneficio, un titolo o una dispensa, ma certifica il conseguimento di un grado accademico, e la sua conservazione presso la Lancisiana dipende non da un legame diretto con Lancisi, bensì dalla successiva volontà testamentaria del possessore. La biblioteca giunse in possesso di questo diploma, come di svariate centinaia di volumi appartenuti a Cremaldelli, esattamente un secolo dopo la sua fondazione, secondo quanto tramanda l’iscrizione posta a memoria del lascito. Il fatto che un documento così lontano nel tempo dalla vicenda del fondatore sia stato scelto per entrare a far parte dello stesso nucleo documentario dedicato a Lancisi non è casuale: esso mostra come l’istituzione bibliotecaria concepita nel 1711 non fosse pensata come un deposito statico legato alla sola memoria del proprio istitutore, ma come un organismo capace di accogliere, nel tempo, ulteriori patrimoni librari e documentari, secondo un modello di accumulazione patrimoniale tipico delle grandi biblioteche di antico regime, fondate su un nucleo iniziale e poi accresciute attraverso lasciti, doni e acquisizioni successiveh.
Dall'archivio alla piattaforma digitale: il progetto PNRRIl patrimonio documentario qui presentato sta oggi vivendo una nuova fase di valorizzazione, che si inserisce in un percorso di apertura al pubblico avviato già negli anni precedenti. Nell’ambito del PNRR, Missione 1, Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 "Cultura 4.0", Investimento 1.1 "Strategie e piattaforme digitali per il patrimonio culturale", la Regione Lazio ha promosso una campagna di digitalizzazione dei beni librari di pregio conservati presso tredici biblioteche del territorio regionale, tra cui la Biblioteca Lancisianai.
Il progetto, avviato a seguito del protocollo d’intesa sottoscritto con la ASL Roma 1 nel giugno 2023, riguarda in particolare gli oltre sessanta incunaboli, le circa 1.600 cinquecentine e le numerose edizioni dei secoli XVII, XVIII e XIX conservate presso la Biblioteca Lancisiana, e si avvia ora, con le fasi esecutive di trasferimento e digitalizzazione dei lotti librari tuttora in corso, verso la propria conclusione.
In questo quadro, anche il cosiddetto Archivio Segreto sarà oggetto di digitalizzazione, con evidenti benefici in termini di conservazione, fruizione. Le risorse digitali prodotte saranno inoltre corredate di metadati descrittivi conformi agli standard nazionali, tali da consentirne l’acquisizione e la reperibilità all’interno dell’infrastruttura software per il patrimonio culturale prevista dal PNRR come obiettivo di sviluppo di lungo periodo.
Non si tratta soltanto di un’operazione di natura tecnica: la trasposizione digitale di questi documenti costituisce un passaggio decisivo per sottrarli alla fragilità materiale della pergamena e per renderli accessibili a un pubblico di studiosi assai più ampio di quello che ha potuto finora consultarli in originale presso la sede storica del Palazzo del Commendatore e all’intera collettività. In prospettiva, l’auspicio è che la digitalizzazione dell'Archivio Segreto possa favorire nuove ricerche comparative con la documentazione lancisiana oggi dispersa presso l’Archivio Apostolico Vaticano, l’Archivio di Stato di Roma e l’Archivio Centrale dello Stato, restituendo per via digitale quell’unità documentaria che le vicende storiche hanno frammentato.
ConclusioniI documenti conservati nell’Archivio Segreto della Biblioteca Lancisiana mostrano come la carriera di un medico nella Roma di fine Seicento e inizio Settecento fosse costruita attraverso una fitta rete di atti ufficiali capaci di definirne identità, status e prestigio. Bolle, Brevi e Diplomi non vanno letti come semplice corredo amministrativo di una biografia già scritta altrove, ma come strumenti attivi di legittimazione, attraverso cui si costruisce, giorno per giorno, la memoria istituzionale di un personaggio e, con essa, quella dell’istituzione che egli stesso ha fondato. Attraverso questi atti emerge la figura di Giovanni Maria Lancisi come medico, funzionario pontificio e uomo di una rete politica e scientifica che si estendeva ben oltre i confini di Roma: una figura la cui carriera, tra concessioni curiali e riconoscimenti internazionali, illumina in filigrana il funzionamento stesso dello Stato pontificio come sistema di potere fondato sulla capacità di concedere, distinguere e legittimare.
a. Preti C. Lancisi, Giovanni Maria. In Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 63. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 2004.
b. Preti C. Lancisi, Giovanni Maria, cit.: sulla nomina a medico ordinario e cameriere segreto di Innocenzo XI (1688) e sulla successiva rimozione dagli incarichi curiali dopo la morte del pontefice.
c. de Lasala F, Rabikauskas P. Il documento medievale e moderno. Panorama storico della diplomatica generale e pontificia. Roma: Pontificia Università Gregoriana, 2003.
d. Carsughi C. La Biblioteca Lancisiana, ovvero Distinto ragguaglio della pubblica libreria eretta l'anno 1714. Roma, 1718.
e. Preti C. Lancisi, Giovanni Maria, cit.: sulla concessione, nel dicembre 1701, dell'uso di uno stemma e di un probabile diploma di nobiltà ad personam da parte di Clemente XI.
f. L'iscrizione marmorea, posta a memoria del lascito, è tuttora visibile a sinistra del vestibolo della Biblioteca Lancisiana; sulla prassi degli accrescimenti successivi del fondo lancisiano attraverso donazioni private cfr. A. Serrai, La Biblioteca Lancisiana, in «Il Bibliotecario», XII (1995).
g. Sulla natura giuridica del diploma di laurea in età moderna, quale atto rilasciato dal collegio dottorale a seguito dell'esame pubblico e munito di sigillo, cfr. de Lasala F, Rabikauskas P. Il documento medievale e moderno, cit.
h. De Angelis P. Giovanni Maria Lancisi, la Biblioteca Lancisiana, l'Accademia Lancisiana. Roma, 1965. Sulla continuità dell'istituzione lancisiana come biblioteca aperta agli incrementi successivi cfr. anche: Serrai A. La Biblioteca Lancisiana, cit.
i. Regione Lazio, PNRR. Digitalizzazione dei beni librari, www.regione.lazio.it; Deliberazione della Giunta Regionale n. 276 dell'8 giugno 2023, Bollettino Ufficiale della Regione Lazio n. 47 del 13 giugno 2023.
Fonti archivistiche
Roma, Biblioteca Lancisiana, Archivio detto “Segreto”: bolle, brevi e diplomi relativi a Giovanni Maria Lancisi (1688-1755).
Roma, Biblioteca Lancisiana, Fondo Lancisi: manoscritti, repertori medici e carteggio di Giovanni Maria Lancisi.
BIBLIOGRAFIA
Bacchini A. La vita e le opere di Giovanni Maria Lancisi. Roma: Stabilimento Sansaini, 1920.
Carsughi C. La Biblioteca Lancisiana, ovvero Distinto ragguaglio della pubblica libreria eretta l'anno 1714 nel Sacro Pontificio Archiospedale di S. Spirito di Roma dall'illustriss., e reverendiss. monsign. Gio. Maria Lancisi ... . Roma: per il de Martiis, vicino alla Pace, 1718.
Crescimbeni GM. Notizie istoriche degli arcadi morti. I. Roma: nella stamperia di Antonio de Rossi, 1720.
Crescimbeni GM. Vita di monsignor Gio. Maria Lancisi … scritta da Gio. Maria Crescimbeni … . Roma: per Antonio de Rossi, nella strada del Seminario Romano vicino alla Rotonda, 1721.
De Angelis P. Giovanni Maria Lancisi, la Biblioteca Lancisiana, l'Accademia Lancisiana nel 250° anno di fondazione. In: Collana di studi storici sull'Ospedale di Santo Spirito in Saxia e sugli ospedali romani. Roma, 1965.
de Lasala F, Rabikauskas P. Il documento medievale e moderno. Panorama storico della diplomatica generale e pontificia. Roma: Pontificia Università Gregoriana, 2003.
Preti C. Lancisi, Giovanni Maria. In Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 63. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 2004.
Serrai A. La Biblioteca Lancisiana. In “Il Bibliotecario”, XII. 1995.
Dott.ssa Patrizia Ricca, Direttore della Biblioteca Lancisiana ASL Roma 1
Per la corrispondenza: patrizia.ricca@aslroma1.it