Anno Accademico 2025-2026
Vol. 70, n° 3, Luglio - Settembre 2026
Settimana per la Cultura
14 aprile 2026
Settimana per la Cultura
14 aprile 2026
Versione PDF dell'articolo: Download
La dissezione anatomica ha radici molto antiche, la stessa etimologia del termine Anatomia ha in sé il profondo significato della dissezione. La dissezione si è sviluppata nei secoli e la sua pratica è stata sempre strettamente legata all’architettura dei teatri anatomici. Il mio obiettivo non è quello di trattare la storia della pratica dissettoria, ma quello di focalizzarne lo stato dell’arte e il ruolo della dissezione anatomica nell’età contemporanea, in cui sono disponibili le ricostruzioni anatomiche tridimensionali virtuali.
La dissezione anatomica va distinta dal riscontro autoptico per accertare la causa di morte o le eventuali responsabilità legali. Lo scopo e, soprattutto, le modalità operative delle due procedure differiscono notevolmente. La dissezione anatomica prevede un trattamento di fissazione per la conservazione della salma, necessaria per la dissezione, ed ha delle tempistiche più lunghe rispetto al semplice esame autoptico o medico-legale. La dissezione, a scopo didattico, di studio e ricerca, rischia di essere poco utilizzata per una serie di motivi, tra cui la carenza di salme, la necessità di strutture altamente specializzate per il trattamento e la conservazione delle salme stesse e, non ultima, la possibilità di indagare l’interno del corpo umano con tecniche strumentali di diagnostica per immagini che minacciano di sostituire la dissezione anatomica.
Prima del 2020, in assenza di norme dedicate, l’utilizzo del corpo post mortem per finalità di studio è stato disciplinato dal regolamento di polizia mortuaria, che riservava all’insegnamento e alle indagini scientifiche i cadaveri che non fossero richiesti da congiunti. Ma tale disposizione risultava e risulta inaccettabile dal punto di vista etico, perché la donazione del corpo dovrebbe ispirarsi a un principio di solidarietà, che presupponga una libera e consapevole decisione. Pertanto, in mancanza di una regolamentazione dedicata, negli istituti anatomici venivano utilizzate solo salme non richieste da congiunti o salme di persone che, con grande generosità, decidevano autonomamente di donare il proprio corpo per lo studio, manifestando direttamente le loro volontà agli istituti utilizzatori.
Nel febbraio 2020, la legge 10/2020 ha introdotto in Italia norme specifiche in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post-mortem a fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica da parte di soggetti che hanno espresso in vita il loro consenso. La legge, in sintesi, prevede che la dichiarazione di consenso alla donazione del proprio corpo o dei tessuti debba essere redatta nelle forme previste per le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT). La donazione non è rivolta a uno specifico destinatario, ma sono i soggetti pubblici preposti che individuano la struttura ricevente (centri di riferimento), sulla base di criteri territoriali. I centri di riferimento sono abilitati dal Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Il centro per la dissezione in Anatomia Umana di Sapienza Università di Roma è centro di riferimento per la conservazione e l’utilizzazione dei corpi dei defunti ai fini di studio, di formazione e di ricerca scientifica ai sensi della Legge 10/2020. Il centro, dotato di una moderna sala settoria allestita per consentire lo svolgimento di attività didattiche e di ricerca nel completo rispetto delle norme di sicurezza per gli utilizzatori, propone e promuove numerose attività didattiche pre- e post- laurea rivolte a studenti e medici in formazione, quali dissezioni delle grandi cavità corporee, internati elettivi di dissezione anatomica, attività di ricerca di anatomia macroscopica.
Tra le attività, quelle che hanno massima diffusione sono le dissezioni delle grandi cavità che vengono organizzate per tutti gli studenti del secondo anno del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia di Sapienza e prevedono due momenti distinti, una lezione plenaria nella sala anatomica, che si avvale di un sistema a telecamere che proietta la dissezione in diretta in tutte le aule collegate e, successivamente, una ostensione del preparato anatomico per tutti gli studenti, divisi in piccoli gruppi, direttamente in sala settoria, per l’osservazione e lo studio.
La dissezione seguita in diretta dagli studenti, oltre a proporre un approccio topografico dell’Anatomia, dimostra le strutture che via via emergono e vengono isolate. Le stesse tecniche e gli strumenti utilizzati per dissecare, come le sole mani per i piani di clivaggio naturali, bisturi anatomico poco tagliente o bisturi chirurgici, danno una idea della reale consistenza dei tessuti dissecati ed i loro rapporti. L’impatto della lezione plenaria e la ostensione diretta, sono state indagate entrambe, tramite un questionario, somministrato agli studenti che hanno partecipato. I dati raccolti si riferiscono ad un campione di 518 studenti negli anni accademici 2022/23, 2023/24 e 2024/25. Per la lezione plenaria sono stati analizzati alcuni aspetti come l'approccio topografico, l'impatto della partecipazione alla dissezione in diretta, le procedure tecniche. Il 90% degli studenti che hanno assistito alla lezione plenaria ha espresso, per i parametri analizzati, una valutazione positiva.
Ma il momento sicuramente più coinvolgente ed importante è l’ostensione del preparato. È il primo contatto dello studente con il corpo umano, che in qualche modo prelude all’approccio con il paziente. Successivamente all’ostensione a piccoli gruppi, sono stati analizzati diversi aspetti, quali la visualizzazione reale e la comprensione delle strutture anatomiche complesse, il coinvolgimento emotivo nell’osservazione e studio del corpo umano. Anche in questo caso le valutazioni sono risultate molto positive. In particolare, più del 50% degli studenti ha affermato che l’esperienza è risultata più interessante rispetto alle aspettative e il 92% del gruppo testato che è una esperienza indispensabile per la formazione di medico.
Infine, anche per il docente la dissezione è un momento importante di ricerca e di didattica; l’evidenziazione delle strutture anatomiche non finisce mai di stupire ed emozionare. Inoltre, la didattica in sala settoria, senza barriere di ruoli, permette facilmente di trasferire direttamente l’esperienza e l’entusiasmo agli allievi.
La dissezione anatomica costituisce pertanto un momento didattico essenziale e insostituibile per lo studente e per il rapporto docente-studente. Ciò che riscuote maggiore interesse è l’osservazione diretta del preparato anatomico. L’importanza di questo momento per lo studente è legata indubbiamente all’impatto emotivo derivante dal primo contatto con una salma che è fondamentale, quale preludio di un futuro rapporto con il paziente, che avvicina lo studente alla Anatomia reale e alla variabilità delle forme anatomiche. Attualmente in Anatomia il concetto di normalità oltre ad essere poco inclusivo, in controtendenza rispetto agli orientamenti moderni, può risultare molto pericoloso in quanto potrebbe discriminare forme o individui che non risultino esattamente nel 50° percentile, pur presentando una mantenuta funzionalità dei sistemi. In Anatomia Umana l’aggettivo “normale” risulta pertanto obsoleto in quanto intercetta una forma ideale non reale. La forma si manifesta con infinite sfaccettature che arricchiscono, con la loro variabilità anche le possibilità di funzionamento e, in qualche modo, apre una nuova prospettiva di normalità. La variabilità dell’Anatomia macroscopica è oggetto di studio e ricerca, di notevole interesse anche per l’Anatomia chirurgica. Il preparato anatomico diventa quindi un ambito in cui lo studente impara la sacralità ed il rispetto per il corpo umano, ne scopre la unicità, la perfezione e l’imperfezione al tempo stesso, esercita la sua attitudine alla diagnosi e alla ricerca, trova forme diverse e le confronta con una letteratura scientifica di riferimento. Pertanto, oltre al valore didattico dello studio dell’Anatomia, questo momento ha un valore metodologico aggiunto: insegna allo studente a fare ricerca e ad usare tutti i sensi per ottenere informazioni, come la vista e il tatto. Lo studente userà informazioni visive, informazioni tattili, ma anche di temperatura e olfattive per un corretto esame obiettivo, che deve precedere la semeiotica strumentale.
La dissezione anatomica rimane nei secoli un momento didattico fondamentale per la formazione di un medico, soprattutto nell’era contemporanea in cui la realtà virtuale rischia di prendere il sopravvento, allontanando dal contatto fisico, che è importante recuperare. Come non esistono corpi virtuali, non esistono uomini virtuali e malati virtuali, e mi piace pensare che sia proprio per questo che gli studenti apprezzano la didattica in sala settoria, in una sorta di ricerca e recupero della dimensione Umana.
Prof.ssa Rosa Vaccaro, Dipartimento di Scienze Anatomiche, Istologiche Medico Legali e dell'Apparato Locomotore, Sapienza Università di Roma
Per la corrispondenza: rosa.vaccaro@uniroma1.it