Anno Accademico 2025-2026

Vol. 70, n° 3, Luglio - Settembre 2026

Settimana per la Cultura

14 aprile 2026

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Tesi di Laurea: “Associazione tra i livelli circolanti di miRNA del tessuto adiposo e la distribuzione ed il livello di adiposità in pazienti affetti da tumori gastrointestinali” (Sintesi)

V. Mancino


Introduzione

La cachessia è una sindrome frequentemente riscontrata nei pazienti con cancro in stadio avanzato.

In accordo con la letteratura scientifica, possiamo definire la cachessia neoplastica come una sindrome multifattoriale, caratterizzata dalla perdita progressiva di peso corporeo, massa muscolare e tessuto adiposo che non può essere completamente corretta con un supporto nutrizionale convenzionale, associata ad un aumento del catabolismo proteico1.

La caratteristica clinica più importante della cachessia è la perdita involontaria di peso, dovuta principalmente a perdita di massa muscolare, altre caratteristiche tipiche della cachessia sono l’aumento dello stato infiammatorio (quasi sempre presente in corso di malattie croniche), alterazioni metaboliche e riduzione dell’appetito (anoressia) con conseguente riduzione nella assunzione di nutrienti (ipofagia)2.

Ad esse sono ascrivibili i principali sintomi del paziente cachettico quali anoressia, anemia, fatigue, che contribuiscono al quadro clinico complesso e alla compromissione della qualità di vita del paziente3.

Il secretoma tumorale rappresenta un elemento distintivo e determinante nella patogenesi della cachessia neoplastica. I tumori rilasciano un ampio spettro di molecole in grado di indurre direttamente il catabolismo nei tessuti bersaglio. Tra queste si annoverano numerose citochine pro-infiammatorie, eicosanoidi e altri mediatori con effetti specifici a livello tissutale, quali le proteine da shock termico 70 (HSP70) e 90 (HSP90)4 membri della superfamiglia del transforming growth factor-β (TGFβ), tra cui activine, miostatina e TGFβ stesso, con azione sul muscolo scheletrico, nonché l’adrenomedullina, attiva a livello del tessuto adiposo5.

I mediatori pro-infiammatori ad azione catabolica sono stati ampiamente studiati come effettori centrali della cachessia. Le prostaglandine, in particolare la prostaglandina E, sono coinvolte nel riassorbimento osseo tumorale e nell’ipercalcemia paraneoplastica, e nei modelli animali sono state implicate nell’induzione di un marcato catabolismo muscolare. Tra i peptidi infiammatori associati alla cachessia figurano: interleuchina 6 (IL-6), regolatore centrale del metabolismo muscolare; interleuchina 1 (IL-1); fattore di necrosi tumorale (TNF); interferone gamma (IFNγ); leukemia inhibitory factor (LIF); growth/differentiation factor 15 (GDF15); e TWEAK (TNF-like weak inducer of apoptosis, noto anche come TNFSF12) (Fig. 1). Le cellule tumorali e immunitarie rappresentano le principali fonti di produzione di questi mediatori, la cui azione è sufficiente a promuovere la deplezione tissutale nei principali organi bersaglio, in particolare il muscolo scheletrico. Tuttavia, evidenze dirette provenienti da studi clinici sull’uomo risultano ancora limitate.

 

Fig. 1. Baracos VE. Nat Rev Dis Primers 2018.

 

Negli ultimi anni, è emerso un crescente interesse per il ruolo attivo del tessuto adiposo nella patogenesi della cachessia oncologica. Le evidenze attuali indicano che le alterazioni qualitative e quantitative del tessuto adiposo non rappresentano semplici epifenomeni secondari alla progressione tumorale, bensì veri e propri promotori della sindrome cachettica, con un impatto sfavorevole sulla sopravvivenza dei pazienti oncologici6. Studi recenti hanno dimostrato che la perdita di tessuto adiposo può precedere la diagnosi clinica di neoplasia, configurandosi come un evento precoce e potenzialmente predittivo della malattia7.

È fondamentale considerare che il tessuto adiposo non svolge unicamente una funzione di riserva energetica, ma agisce come un organo endocrino complesso, coinvolto nel rilascio di ormoni, nella modulazione della risposta infiammatoria, nella regolazione dell’espressione genica e nel bilancio energetico sistemico8. In tale contesto, la cachessia tumorale si associa a marcate modificazioni morfologiche e funzionali del tessuto adiposo, che comprendono sia una riduzione della massa che una compromissione della sua funzione metabolica9 (Fig. 2).

 

Fig. 2. Valutazione istomorfometrica del tessuto adiposo sottocutaneo (ematossilina-eosina ×200). L’area trasversale (CSA) degli adipociti è risultata significativamente ridotta nei pazienti oncologici cachettici rispetto ai non cachettici (#P = 0.031).

 

In particolare, in pazienti con tumori gastrointestinali sottoposti a resezione chirurgica, sono state osservate significative alterazioni istomorfologiche come sopra riportare, come anche:
• aumentato browning;
• aumentata lipolisi;
• alterata secrezione di adipochine.

I miRNA sono piccoli RNA non codificanti lunghi circa 22 nucleotidi che regolano in senso negativo l’espressione genica. La regolazione dell’espressione genica avviene a livello post-trascrizionale, attraverso la degradazione o l’inibizione della traduzione dell’RNA messaggero.

Sono stati scoperti nel 1993 e identificati nel plasma umano per la prima volta nel 194810. Ad oggi, nel genoma umano sono stati identificati più di 2.500 miRNA maturi e si ritiene che questo numero sia destinato ad aumentare nei prossimi anni11.

I miRNA possono essere suddivisi in due categorie:
• miRNA espressi in modo ubiquitario da diversi tipi cellulari/tissutali;
• miRNA presenti ed espressi solo da alcuni tessuti (definiti tessuto-specifici).

Il meccanismo di silenziamento indotto dal miRNA dipende dal grado di complementarità del legame con l’mRNA. Una bassa complementarità determina l’inibizione della traduzione, mentre un appaiamento perfettamente complementare induce la degradazione dell’RNA messaggero12.

Inizialmente i miRNA furono identificati nei tessuti e successivamente nei fluidi biologici. Una volta rilasciati nei biofluidi, i miRNA possono agire come messaggeri e regolare le funzioni cellulari con modalità autocrina, paracrina o endocrina.

Recenti studi hanno evidenziato il ruolo di miR-26a-5p, miR-128, miR-144, miR-181a-5p e miR-155 nella modulazione di processi chiave del metabolismo adiposo, quali la lipolisi, il “browning” del tessuto adiposo bianco (WAT) e l’adipogenesi.

Obiettivi dello studio

Il presente studio si propone di analizzare le variazioni nel profilo dei miRNA circolanti in relazione alle alterazioni del tessuto adiposo, con l’obiettivo di confrontare:
1. pazienti oncologici rispetto a soggetti di controllo;
2. pazienti oncologici con cachessia rispetto a quelli senza;
3. soggetti con differenti livelli di adiposità (bassa vs alta) e distribuzione del tessuto adiposo, quest’ultima valutata mediante tomografia computerizzata (TC).

Materiali e metodi

È stato condotto uno studio clinico osservazionale cross-sectional su pazienti con nuova diagnosi di tumore gastrointestinale (tumore gastrico, del colon e del pancreas), patologie note per essere frequentemente associate a cachessia, candidati a resezione chirurgica del tumore, e su soggetti di controllo sottoposti a intervento chirurgico per patologie benigne. L’arruolamento è stato effettuato presso il Dipartimento di Scienze Medico-Chirurgiche dell’Università Sapienza di Roma, Italia. Gli esperimenti sono stati condotti presso il Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione della stessa Università.

Criteri di inclusione:
– età ≥ 18 anni;
– diagnosi recente di tumore (≤ 4 settimane);
– assenza di trattamenti antitumorali o antinfiammatori prima dell’intervento;
– capacità di fornire il consenso informato scritto.

Criteri di esclusione:
– presenza di condizioni concomitanti che potessero indurre malnutrizione, quali infezioni, insufficienza epatica, renale o cardiaca, patologie reumatologiche, segni evidenti di malassorbimento o ostruzione intestinale, nonché disfagia.

Alla prima visita, sono stati raccolti i dati demografici, l’anamnesi clinica e i dati relativi alla stadiazione e all’istologia del tumore. Sono stati registrati peso corporeo (kg) e altezza (m), calcolato l’indice di massa corporea (BMI, kg/m²) e rilevato il peso abituale e l’eventuale perdita di peso non intenzionale nei sei mesi precedenti. La diagnosi di cachessia è stata effettuata secondo i criteri di Fearon.

In condizioni di digiuno, sono stati prelevati campioni ematici in provette con EDTA per la determinazione dei biomarcatori infiammatori e nutrizionali, tra cui la proteina C-reattiva (PCR) e l’albumina, mediante tecniche di laboratorio standard.

Attraverso esami TC, è stata misurata l’area di tessuto adiposo addominale a livello della terza vertebra lombare (L3), quantificando sia il tessuto adiposo totale (TAT) che quello viscerale (VAT), come precedentemente descritto13. L’area del tessuto adiposo sottocutaneo (SAT) allo stesso livello è stata calcolata sottraendo il VAT dal TAT. I livelli di adiposità sono stati classificati come alti o bassi sulla base del valore mediano di SAT, VAT e TAT (sopra la mediana: alto; sotto la mediana: basso), secondo una metodologia già applicata in precedenza14.

Per l’analisi della composizione adiposa addominale è stato utilizzato il software OsiriX Lite (v11.0.3, Bernex, Svizzera).

Per l’analisi dei profili di miRNA circolanti, i campioni di sangue a digiuno sono stati raccolti prima dell’intervento chirurgico in provette Vacutainer® con EDTA, centrifugati a 3000 rpm per 15 minuti a 4°C. Il plasma soprastante è stato immediatamente aliquotato in criovials e conservato a -80°C fino all’analisi.

L’RNA totale è stato estratto dai campioni di plasma (250 μl per campione) utilizzando il kit miRNeasy Serum/Plasma (Qiagen, Germantown, MD, USA) secondo le istruzioni del produttore. La quantificazione dell’RNA è stata eseguita tramite spettrofotometro Multiskan Sky (Thermo Fisher Scientific, Waltham, MA, USA). La sintesi del cDNA è stata effettuata a partire da 10 ng di RNA totale utilizzando il kit TaqMan Advanced miRNA cDNA Synthesis (Applied Biosystems, Thermo Fisher Scientific, Waltham, MA, USA), seguendo il protocollo del produttore.

La PCR quantitativa Real-Time è stata condotta con il TaqMan Fast Advanced Master Mix (Applied Biosystems, Thermo Fisher Scientific, Waltham, MA, USA), utilizzando il sistema QuantStudio® Real-Time PCR (Applied Biosystems, Thermo Fisher Scientific, Waltham, MA, USA). La quantificazione è stata effettuata con le sonde specifiche TaqMan miRNA Assay (Applied Biosystems, Thermo Fisher Scientific, Waltham, MA, USA) per:
– hsa-miR-26a-5p (478926_mir);
– hsa-miR-128-3p (477892_mir);
– hsa-miR-144-3p (477913_mir);
– hsa-miR-155-3p (477926_mir);
– hsa-miR-181a-5p (477857_mir).

I dati sono stati normalizzati utilizzando hsa-miR-16-5p (477860_mir) come controllo interno. I risultati sono stati analizzati con il software SDS2.4 (Applied Biosystems, Bedford, MA, USA), e il fold-change è stato determinato con il metodo 2−ΔΔCT, come precedentemente descritto15.

I dati ottenuti sono stati espressi come media ± deviazione standard (DS) o come errore standard della media (SEM), oppure come mediana e intervallo interquartile (25°–75° percentile), in funzione della distribuzione delle variabili continue. La normalità della distribuzione è stata valutata mediante il test di Shapiro-Wilk. In base alla distribuzione dei dati, sono stati applicati test parametrici (test t di Student per confronti a due gruppi, e ANOVA a un fattore per confronti tra più gruppi) o non parametrici (test di Mann-Whitney e test di Kruskal-Wallis, rispettivamente).

Per analizzare l’associazione tra i livelli di espressione dei miRNA e l’indice di massa corporea (BMI), è stato calcolato il coefficiente di correlazione di Spearman. Un valore di p < 0.05 è stato considerato indicativo di significatività statistica.

Tutte le analisi statistiche sono state effettuate utilizzando i software IBM® SPSS Statistics, versione 26 (IBM Corp., Armonk, NY, USA) e GraphPad Prism, versione 5.0 (GraphPad Software, San Diego, CA, USA).

Risultati

Abbiamo arruolato un totale di 37 pazienti affetti da cancro gastrointestinale (23 maschi), affetti da cancro del colon-retto (n = 32; 21 maschi), gastrico (n = 4; 1 maschio) e pancreatico (n = 1; 1 maschio). L’età media era di 71.6 ± 11.9 anni e il BMI (kg/m²) era di 24.1 ± 3.8. Il gruppo di controllo includeva 14 pazienti sottoposti a intervento chirurgico per patologie benigne (tra cui colecistectomia, ernia addominale e cisti), con un’età media di 58.1 ± 14.2 anni e un BMI di 25.0 ± 3.3. I pazienti oncologici erano più anziani rispetto ai controlli (p = 0.001) e il BMI non presentava differenze tra i due gruppi.

Nei pazienti oncologici, la cachessia è stata diagnosticata in 18 pazienti oncologici su 37 (49%). I pazienti con cachessia, rispetto ai non cachettici, presentavano un BMI ridotto (22.8 ± 3.8 vs. 25.3 ± 3.6, p = 0.044). I valori medi (cm²) di SAT, VAT e TAT nei pazienti oncologici erano rispettivamente 182.6 ± 72.3, 152.8 ± 86.7 e 335.5 ± 145.2.

Nei pazienti cachettici, abbiamo osservato un valore di SAT inferiore rispetto ai non cachettici (157.6 ± 63.7 vs. 206.2 ± 73.5, p = 0.039), ma non è stata osservata alcuna differenza nei valori di VAT e TAT.  

In tutti i pazienti oncologici, il BMI era fortemente e positivamente correlato con il SAT (r = 0.77, p < 0.001), VAT (r = 0.64, p < 0.001) e TAT (r = 0.74, p < 0.001).

Nella Fig. 3, mostriamo le differenze nei miRNA plasmatici tra pazienti oncologici e controlli. In particolare, nei pazienti oncologici abbiamo riscontrato livelli più elevati di miR-26a, miR-128, miR-155 e miR-181a rispetto ai controlli (p < 0.05). Non sono state osservate differenze nel miR-144 tra i due gruppi (Fig. 3). Inoltre, nei pazienti oncologici il miR-128 è risultato correlato negativamente con il BMI (rho = -0.380, p = 0.022), mentre non sono state rilevate correlazioni significative tra il BMI e gli altri miRNA testati (Fig. 4). Non sono state osservate differenze nei livelli di miRNA in base allo stadio del tumore (dati non mostrati). In base alle classi di BMI, i pazienti con BMI < 25 presentavano livelli plasmatici di miR-26a più elevati rispetto ai pazienti oncologici con BMI ≥ 25 (p = 0.035), così come rispetto ai controlli (p < 0.001); una tendenza simile è stata osservata per miR-128 nel gruppo oncologico (p = 0.071). Non sono state osservate ulteriori differenze tra le classi di BMI nei pazienti oncologici per gli altri miRNA (Fig. 5).

 

Fig. 3. Differenze nei miRNA circolanti tra pazienti oncologici e controlli. I livelli di miRNA circolanti sono stati analizzati mediante PCR quantitativa in tempo reale (Real Time PCR) da pazienti con cancro gastrointestinale (n = 37) e dal gruppo di controllo (n = 14). I dati mostrano una maggiore espressione di miR-26a (p = 0.002) (A), -128 (p = 0.047) (B), -155 (p = 0.004) (D) e -181a (p = 0.007) (E) nei pazienti oncologici rispetto ai controlli. Non è stata osservata alcuna differenza nei livelli di miR-144 nei pazienti oncologici rispetto ai controlli (C). I dati sono stati normalizzati rispetto al miR-16 da due repliche biologiche. *p < 0.05, **p ≤ 0.01, ***p ≤ 0.001.

 

Fig. 4. Correlazioni tra miRNA circolanti e BMI in pazienti oncologici. L'espressione di miR-128 ha mostrato una correlazione negativa con il BMI (rho = -0.380, p = 0.022) (A). Non sono state rilevate correlazioni significative tra gli altri miRNA e il BMI (B–E). Abbreviazioni: BMI, indice di massa corporea.

 

Fig. 5. Differenze nei miRNA circolanti tra pazienti oncologici e controlli in base alle classi di BMI. I livelli di miRNA circolanti sono stati analizzati nei pazienti oncologici in base alle classi di BMI (kg/m²) (BMI < 25, n = 22; BMI ≥ 25, n = 14) rispetto al gruppo di controllo (n = 14). (A) I livelli di espressione di miR-26a erano più elevati nei pazienti oncologici con BMI < 25 rispetto a quelli con BMI ≥ 25 (p = 0.035) e rispetto ai controlli (p < 0.001). (B) MiR-128 ha mostrato una sovraespressione nei pazienti oncologici con BMI < 25 rispetto ai controlli (p = 0.008), mentre non è stata osservata alcuna differenza rispetto a quelli con BMI ≥ 25 (p = 0.071). (D, E) I livelli di miR-155 e miR-181a erano più elevati nei pazienti oncologici con BMI < 25 rispetto ai controlli (rispettivamente p = 0.010 e p = 0.003), mentre i livelli di miR-155 erano più elevati nei pazienti oncologici con BMI ≥ 25 rispetto ai controlli (p = 0.017). (C) Non sono state osservate differenze nei livelli di miR-144 tra i gruppi. *p < 0.05, **p ≤ 0.01, ***p ≤ 0.001. Abbreviazioni: BMI, indice di massa corporea.

 

Nella Fig. 6 mostriamo le differenze nei miRNA plasmatici tra pazienti oncologici con e senza cachessia e controlli.

In particolare, i livelli plasmatici di miR-26a sono risultati più elevati nei pazienti cachettici (p = 0.007), così come nei non cachettici (p = 0.005) rispetto ai controlli; questo è stato osservato anche per miR-181a (p < 0.05) (Fig. 6).

Differenze tra pazienti cachettici e controlli sono state riscontrate anche per miR-155 (p < 0.001) e non hanno raggiunto la significatività tra non cachettici e controlli (p = 0.072). Inoltre, miR-155 ha mostrato una tendenza all’aumento nei pazienti cachettici rispetto ai pazienti non cachettici (p = 0.087). Non sono state osservate differenze significative tra i gruppi per miR-128 e miR-144 (Fig. 6).

 

Fig. 6. Differenze nei miRNA circolanti tra pazienti oncologici cachettici e non cachettici e controlli. I livelli di miRNA circolanti sono stati analizzati in pazienti oncologici con cachessia (n = 18), senza cachessia (n = 19) e controlli (n = 14). I dati mostrano una maggiore espressione di miR-26a (A), miR-155 (D) e miR-181 (E) nei pazienti con cachessia (rispettivamente p = 0.005, p = 0.001 e p = 0.023) rispetto ai controlli e una maggiore espressione di miR-26a (A) e miR-181 (E) nei pazienti oncologici senza cachessia (rispettivamente p = 0.007 e p ​​= 0.012) rispetto ai controlli. Per miR-128, abbiamo osservato una tendenza all'aumento dell'espressione nei pazienti cachettici rispetto ai controlli (p = 0.057) (B). Non è stata osservata alcuna differenza nei livelli di miR-144 nei pazienti oncologici con/senza cachessia rispetto ai controlli (C).*p < 0.05, **p ≤ 0.01, ***p ≤ 0.001.

 

In base al livello di adiposità (valori mediani bassi vs. alti di VAT, SAT e TAT, risultanti come segue: 130.70, 167.57 e 322.56 cm²), abbiamo osservato per alcuni miRNA differenze significative tra pazienti oncologici e controlli (Fig. 7). Non sono state riscontrate differenze tra pazienti oncologici con bassa vs. alta adiposità (Fig. 7).

 

Fig. 7. Differenze nei miRNA circolanti in base al livello di adiposità tra pazienti oncologici e controlli. Abbiamo analizzato i dati in base al livello mediano di adiposità, come segue: basso (n = 19) vs. alto (n = 18) di VAT (mediana: 130.70 cm²), SAT (mediana: 167.57 cm²) e TAT (mediana: 322.56 cm²) e nei controlli (n = 14). [(A), da sinistra a destra] I dati mostrano una maggiore espressione di miR-26a (p = 0.003), miR-155 (p = 0.004) e miR-181 (p = 0.023) nei pazienti oncologici con VAT basso rispetto ai controlli e una maggiore espressione di questi miR nei pazienti oncologici con VAT alto rispetto ai controlli (rispettivamente p = 0.011, p = 0.024, p = 0.012) [(B), da sinistra a destra] I livelli di espressione di miR-26a, miR-155 e miR-181 erano più elevati nei pazienti oncologici con SAT basso rispetto ai controlli (rispettivamente p = 0.004, p = 0.006 e p = 0.016) ed erano anche significativamente più elevati nei pazienti oncologici con SAT alto rispetto ai controlli (rispettivamente p = 0.010, p = 0.019 e p = 0.018). [(C), da sinistra a destra] Considerando il TAT, abbiamo osservato che miR-26a, miR-155 e miR-181 erano più elevati nei pazienti oncologici con TAT basso rispetto ai controlli (rispettivamente p = 0.008, p = 0.001 e p = 0.022) e che miR-26a e miR-181a erano più elevati nei pazienti oncologici con TAT alto rispetto ai controlli (rispettivamente p = 0.004 e p = 0.012). *p < 0.05, **p ≤ 0.01, ***p ≤ 0.001. Abbreviazioni: VAT, tessuto adiposo viscerale; SAT, tessuto adiposo sottocutaneo; TAT, tessuto adiposo totale.

 

Discussione

Il presente studio conferma la presenza di significative alterazioni cliniche e nutrizionali nei pazienti affetti da tumore gastrointestinale sottoposti a resezione chirurgica. Sebbene l’indice di massa corporea (BMI), principale parametro antropometrico di routine in ambito clinico, non mostrasse differenze tra i pazienti oncologici e il gruppo di controllo, è stata riscontrata un’alta prevalenza di cachessia (49%) nei pazienti oncologici.

I risultati ottenuti mostrano che i pazienti che soddisfacevano i criteri diagnostici di Fearon per la cachessia presentavano una significativa riduzione del tessuto adiposo sottocutaneo (SAT), suggerendo la presenza di alterazioni metaboliche del tessuto adiposo già nelle fasi iniziali della malattia. In questo contesto, è interessante osservare come il fenomeno dell’atrofia adiposa sia stato documentato anche prima della diagnosi clinica di tumore pancreatico7.

Nel nostro studio, l’analisi dei profili di espressione dei miRNA ha evidenziato livelli significativamente più elevati di miR-26a, miR-128, miR-155 e miR-181a nei pazienti oncologici rispetto ai controlli. Approfondendo la distribuzione in relazione al BMI, abbiamo riscontrato che miR-26a risultava sovraespresso nei pazienti con BMI < 25 kg/m² rispetto a quelli in sovrappeso o obesi (BMI ≥ 25 kg/m²) e rispetto ai soggetti di controllo. Per quanto riguarda miR-128, non sono emerse differenze statisticamente significative.

D’altro canto, è stato riportato che la sovraespressione di miR-128 potrebbe modulare il metabolismo del tessuto adiposo attraverso il controllo dell’adipogenesi e della lipolisi16. Tuttavia, le evidenze disponibili non permettono ancora di trarre conclusioni definitive sull’implicazione fisiopatologica di questi miRNA.

Abbiamo inoltre osservato differenze significative nell’espressione di miR-26a e miR-181a in funzione della presenza di cachessia rispetto ai controlli; tuttavia, anche tra i pazienti non cachettici e i soggetti di controllo erano presenti differenze rilevanti. Di conseguenza, non è ancora possibile delineare con certezza il coinvolgimento diretto di tali miRNA nella cachessia neoplastica. È interessante notare che miR-155, che condivide un pattern di espressione simile con miR-26a e miR-181a, tendeva ad essere maggiormente espresso nei soggetti cachettici rispetto a quelli non cachettici, sebbene tale differenza necessiti di ulteriori conferme su una coorte più ampia.

Il ruolo del miR-155 risulta particolarmente interessante in relazione alla perdita di tessuto adiposo, poiché alcune evidenze lo indicano come promotore di alterazioni metaboliche del tessuto adiposo, attraverso la soppressione dell’adipogenesi e la stimolazione del processo di “browning” del tessuto adiposo in diversi modelli di tumore, inclusi quelli gastrointestinali e mammari1718.

L’analisi della composizione corporea, con particolare attenzione all’adiposità, ha evidenziato una riduzione significativa del SAT nei pazienti cachettici rispetto a quelli non cachettici. L’assenza di differenze nel tessuto adiposo viscerale (VAT) potrebbe essere spiegata con la fase precoce della malattia tumorale in cui si trovavano i pazienti. La nostra osservazione è coerente con studi precedenti che hanno evidenziato il coinvolgimento precoce del SAT nei processi catabolici. Sah et al., ad esempio, hanno riportato una perdita significativa di SAT fino a 18 mesi prima della diagnosi clinica di tumore pancreatico, precedendo l’atrofia del VAT e della massa muscolare scheletrica19.

Nel nostro studio, l’analisi dei sottogruppi di pazienti cachettici con differente livello di adiposità totale (TAT) ha evidenziato che solo miR-155 risultava significativamente aumentato nei soggetti con basso TAT rispetto a quelli con elevata adiposità e privi di cachessia. Questo dato potrebbe suggerire un coinvolgimento specifico del miR-155 nei pazienti con elevato stato catabolico.

È importante sottolineare alcune limitazioni del nostro studio. Innanzitutto, la popolazione oncologica era costituita prevalentemente da pazienti con tumore del colon-retto, il che può limitare la generalizzazione dei risultati ad altri tumori gastrointestinali. Inoltre, l’età media più elevata dei pazienti oncologici rispetto ai controlli potrebbe aver influenzato la distribuzione del tessuto adiposo. L’inclusione di altri sottotipi tumorali, come quelli gastrici o pancreatici, potrebbe rivelare modulazioni aggiuntive nel profilo dei miRNA. Un’ulteriore limitazione riguarda l’assenza di una valutazione diretta dell’adiposità nei soggetti di controllo, aspetto che potrebbe avere rilevanza clinica nel confronto tra le condizioni tumorali/cachettiche e quelle fisiologiche. Tuttavia, per motivi etici, non è stato possibile sottoporre i soggetti sani a esami TAC per l’analisi della composizione corporea.

Abbiamo selezionato un pannello di miRNA noti per essere coinvolti nei processi metabolici del tessuto adiposo. Sebbene un’analisi più ampia mediante tecniche di sequenziamento di nuova generazione (NGS) possa identificare ulteriori miRNA rilevanti, il nostro approccio, basato su dati biologici consolidati, è stato già validato in studi precedenti20. Infine, l’analisi dei sottogruppi, come quello dei pazienti cachettici con differente livello di adiposità, è stata condotta su un numero limitato di soggetti e richiede ulteriori conferme in studi di dimensioni maggiori.

Conclusioni

Nel presente studio, sono emerse modulazioni di specifici microRNA (miRNA) implicati nel metabolismo del tessuto adiposo e nella fisiopatologia della cachessia, analizzati nel plasma di pazienti oncologici. In particolare, il miR-155 ha mostrato un’espressione differenziata in relazione sia alla presenza di cachessia che a un ridotto livello di adiposità, quest’ultima valutata mediante tomografia computerizzata (TC). L’identificazione del coinvolgimento dei miRNA nei meccanismi patogenetici della cachessia potrebbe rappresentare un utile strumento per una diagnosi precoce delle alterazioni nutrizionali e metaboliche associate alla malattia neoplastica, ponendo le basi per lo sviluppo di strategie terapeutiche mirate e innovative.


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Dott. Vincenzo Mancino, Corso di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia “C”, Facoltà di Medicina e Odontoiatria, Sapienza Università di Roma

Sintesi della Tesi di Laurea discussa il 17/06/2025

Relatore: Prof. Alessio Molfino, Facoltà di Medicina e Odontoiatria, Sapienza Università di Roma

Per la corrispondenza: vincenzomancino16@gmail.com