Anno Accademico 2025-2026

Vol. 70, n° 2, Aprile - Giugno 2026

Conferenza: Il prurito: tra patologie vecchie ed emergenti

17 marzo 2026

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Il prurito: tra patologie vecchie ed emergenti

M. Papi, E. Bressanin, E. Fiscarelli


Introduzione

Il prurito (P) è una spiacevole sensazione cutanea che risveglia il desiderio e il bisogno istintivo del grattamento.

È il sintomo, spesso principale, di numerosissime malattie cutanee. Oltre l’80% delle dermopatie si associano a P dalle prime fasi o può essere indotto nel corso della loro evoluzione. Studi recenti segnalano persino i tumori cutanei non melanoma (epiteliomi baso e spinocellulari) come responsabili di P cutaneo, spesso sin dall’inizio del loro sviluppo1.

Sul piano fisiopatologico, il P è stato considerato per molti anni una conseguenza della stimolazione subliminale delle terminazioni del dolore. Numerosi studi e acquisizioni neurofisiologiche hanno dimostrato, negli ultimi decenni, una sostanziale separazione nella percezione del prurito e del dolore2.

Il P possiede una via neuronale che differisce da quella del dolore nel sistema nervoso centrale e periferico.

Le due vie maggiori del P sono quella istaminergica e quella non istaminergica. Numerosi mediatori sono stati collegati a ciascuna di queste due vie (Tab. 1). Il prurito non istaminergico è responsabile della maggior parte dei tipi di prurito cronico.

 

 
Tab. 1. Mediatori chimici con attività pruritogena (da: Yosopovitch G. J Am Acad Dermatol (AAD), 2022). 

 

Nel prurito cronico, la sensibilizzazione nervosa a livello cutaneo dei nervi periferici viene trasmessa attraverso il midollo spinale al cervello, dove viene elaborata e processata. Non esiste, però, a livello cerebrale un centro unico del prurito.

Aspetti clinici e classificazione del prurito

Sul piano clinico, il P può essere distinto in acuto e cronico (se dura più di 6 settimane, per convenzione), localizzato ad una o più aree o diffuso su tutto l’ambito cutaneo, intermittente, continuo o prevalente in alcune precise ore della giornata. Tutti questi elementi clinici possono caratterizzare alcune specifiche condizioni associate al sintomo3.

Il P è espressione di una malattia cutanea in molti casi, ma può essere il campanello d’allarme di una malattia organica o di un’alterazione del nostro equilibrio idroelettrolitico, ematologico, immunologico, ormonale o di altra situazione sistemica, come per esempio una allergia a farmaci, ad alimenti o inalanti o a sostanze introdotte per i più svariati motivi (es. stupefacenti, farmaci), in grado di determinare una condizione di tossicità (Tab. 2)34.

 

 
Tab. 2. Malattie sistemiche che possono causare prurito.

 

Inoltre, il P è spesso causato da disturbi psicologici e/o psichiatrici che inducono lesioni cutanee secondarie, a volte di difficile interpretazione.

In una percentuale di persone intorno al 10 % la causa non è individuabile e, pertanto, il P si definisce idiopatico.

Diagnosi

Di fronte ad un paziente con lesioni cutanee pruriginose e di non chiara evidenza clinica, facciamo esami microbiologici (per miceti e batteri) ed effettuiamo una biopsia lesionale per l’esame istologico.

Se il P non è legato a un quadro cutaneo e tende a cronicizzare è opportuno eseguire esami di laboratorio e strumentali che possiamo distinguere in primo e secondo livello (Tab. 3)5.

 

 
Tab. 3. Screening del prurito cronico generalizzato o localizzato. 

 

Prurito da malattie dermatologiche

Alcune malattie dermatologiche sono molto pruriginose e il sintomo P è l’elemento centrale della patologia: gli eczemi, la disidrosi, la dermatite atopica, il lichen planus (Fig. 1), le orticarie, le micosi da dermatofiti, le mastocitosi, il pemfigoide bolloso, la dermatite erpetiforme. Le dermatosi citate sono soltanto un numero ristretto tra quelle nelle quali l’intensità del P può essere talvolta parossistica. Insieme ad esse, dobbiamo ricordare le sempre più frequenti parassitosi: scabbia, ectoparassitosi da acari della polvere (Fig. 2), da cimici dei letti (Fig. 3), da pidocchi della testa, da piattole (pidocchi del pube) e da parassiti più rari ed esotici come la larva migrans.

 

Fig. 1. Lichen planus. Fig. 2. Lesioni da punture di acari e linfangiti distrettuali. Fig. 3. Punture lineari da cimici dei letti.

 

Sottolineo che la scabbia, attualmente in apparente ripresa numerica, induce un prurito severo, soprattutto notturno. La diagnosi oggi si avvale anche dell’uso del dermatoscopio che consente spesso di individuare la femmina del Sarcoptes scabiei intenta a scavare cunicoli nella cute con la finalità di deporre le uova2.

Prurito da malattia organica
Prurito da insufficienza renale cronica

È molto frequente. Non è mai acuto. Presente nel 40-85% dei pazienti sottoposti a dialisi. L’origine ancora incerta può essere attribuita alla xerosi cutanea, all’accumulo di metaboliti nella pelle e nelle fibre nervose, a una condizione di iperparatiroidismo secondario o all’uso di prodotti durante la dialisi5. Spesso scompare in seguito a trapianto renale. Le lampade a raggi ultravioletti B (UVB) sono stati usate con vantaggio in molti pazienti.

Prurito da colestasi (prurito epato-biliare)

È un segno precoce di colestasi e precede anche di anni i segni, cutanei o non, della epatopatia. Il ruolo della presenza di sali biliari nella cute sembra essere di fondamentale importanza nella patogenesi del P.

Le patologie più frequenti sono: cirrosi biliare primitiva o secondaria, colangite sclerosante, ostruzioni intra o extraepatiche delle vie biliari, secondarie a stenosi infiammatorie o neoplastiche; si associa in tali condizioni a ittero, feci ipocoliche, segni biochimici e umorali di colestasi (iperbilirubinemia prevalentemente diretta, incremento di fosfatasi alcalina e gamma-GT, ipercolesterolemia)6.

 
Fig. 4. Lesioni da prurito cronico in corso di linfoma di Hodgkin.  
Prurito ematologico

Il P generalizzato è un segno classico e precoce (30%) nei pazienti affetti da linfoma. In particolare, nella malattia di Hodgkin può precedere di mesi lo sviluppo delle adenopatie (Fig. 4). Nei linfomi epidermotropi (micosi fungoide, sindrome di Sezary) si associa alle lesioni cutanee caratteristiche delle malattie. I segni della parapsoriasi precedono in alcuni casi lo sviluppo della micosi fungoide e sono sempre associati a P.

La policitemia vera si manifesta sovente con P acquagenico (dopo bagno o doccia) o scatenato dal calore.

L’anemia ferropriva è stata segnalata come causa di P molti anni fa7. Si ritiene che la ridotta ossigenazione dei tessuti (in particolare cute e annessi) generi infiammazione cronica.

Le mastocitosi sono malattie da proliferazione dei mastociti (orticaria pigmentosa, mastocitoma cutaneo isolato, mastocitosi cutanea diffusa) con potenziale interessamento organico (fegato, ossa). Il P è sintomo cardine di queste patologie cutaneo-sistemiche.

Prurito e tumori solidi

Il P oncogenico o paraneoplastico è stato oggetto di recenti pubblicazioni8 e rappresenta una realtà emergente e debilitante in molti casi. Il rilascio di sostanze pruritogene dalle cellule neoplastiche e le terapie antitumorali praticate, sono ritenute le cause principali del P, che non risponde di solito agli antistamici. È comune nel tumore dello stomaco, del polmone e del pancreas e di altre neoplasie solide.

Prurito nel diabete e da ipertiroidismo

Il diabete è un delle cause classiche di P “sine materia” generalizzato. Può essere spiegato come sintomo secondario della neuropatia diabetica ma è opportuno sempre valutare con attenzione la funzione renale.

Nell’ipertiroidismo il P è sintomo comune (> 4% dei pazienti). Spesso associato a xerosi cutanea e a diradamento dei capelli.

Prurito da malattie neurologiche

Il prurito localizzato suggerisce spesso un’origine neurologica come la compressione di afferenze periferiche o centrali che conduce a degenerazione delle fibre nervose. Il prurito neuropatico si ritrova principalmente quale sequela di una infezione da herpes zoster e nella notalgia parestetica, ma frequente è anche il cosiddetto prurito brachioradiale (prurito del 4° superiore del dorso e dell’arto adiacente in seguito a neuropatia da artropatia o discopatia da C4 a C 7). Altre patologie del sistema nervoso che possono manifestare prurito a seguito di danno delle fibre nervose sono tumori del midollo spinale e la sclerosi multipla.

 
Fig. 5. Neurodermite del dorso.  
Prurito psicogeno e neurodermiti

Molte persone affette da P generalizzato fanno risalire l’inizio della sintomatologia a periodi di particolare stress emotivo. Tuttavia, non è corretto attribuire allo stress la responsabilità del prurito che persiste, senza seguire tutte le tappe necessarie per ricercare le possibili anomalie organiche.

I disturbi del sonno sono stati messi in relazione con il prurito cronico e la qualità di vita dei pazienti9.

Il P può essere stimolato o peggiorato da emozioni negative come stress o stati di eccitamento emozionale quale rabbia, paura, delusione, imbarazzo così come da altri fattori cognitivi. Esiste una evidente correlazione diretta tra incidenza di eventi stressanti, sia maggiori che minori, e sintomi sensitivi cutanei incluso il P. Sul piano clinico si creano aree lesionali di aspetto ipercheratosico e brunastre, legate all’ispessimento cutaneo che è un fenomeno di difesa della cute sottoposta al grattamento ripetuto e spesso convulsivo. Classiche aree bersaglio sono le regioni sovrascapolari e la zona nucale. In Dermatologia vengono definite neurodermiti (Fig. 5).

Prurito indotto da farmaci (iatrogeno) e da oppiacei

Nelle reazioni avverse da farmaci il P è un sintomo comune. Talvolta è presente anche senza segni cutanei di tipo clinico. Le manifestazioni tossidermiche da farmaco sono molto numerose e spesso con caratteri ben identificabili. Di fronte al prurito generalizzato senza segni, la richiesta dei pazienti è sempre nel senso d’individuare la responsabilità causale di uno o più farmaci. Purtroppo, l’indagine è sempre molto difficile se non è lo stesso paziente a sospettare una molecola, magari di nuova assunzione. Le prove di eliminazione progressiva dei farmaci sono complesse da realizzare, richiedono tempi lunghi e sono gravate anche da rischi per i pazienti stessi.

Gli oppiacei possono indurre P probabilmente per liberazione diretta di istamina.

Prurito associato a particolari fasi della vita
Prurito senile

Secondo diversi studi, circa l’11-13% dei pazienti nella fascia d’età superiore ai 70 anni è affetto da P cronico. Il sintomo è più frequente nei mesi invernali, prevale nel sesso maschile e si associa a marcata secchezza cutanea10. Gli emollienti, i prodotti con urea, ceramidi e acido lattico si sono dimostrati efficaci.

È sempre opportuno valutare la possibilità che i farmaci assunti (polifarmacoterapia) possano causare questa condizione di P cronico.

Prurito in gravidanza

La PUPPP (Eruzione Polimorfa della Gravidanza) è una dermatosi benigna e pruriginosa che colpisce circa l'1% delle gestanti, solitamente nel terzo trimestre. Si manifesta con papule e placche diffusi e intensamente pruriginosi. Tende a risolvere spontaneamente subito dopo il parto.

Prurito ano-genitale

Il P anale è sintomo comune soprattutto nel sesso maschile. Interessa la regione perianale, il solco intergluteo ed il perineo fino alla regione scrotale. Sono frequenti le lesioni secondarie da grattamento cronico.

Le più frequenti cause di prurito anale sono: parassiti intestinali, scabbia, dermatofitosi e candidosi, dermatiti da contatto irritative e allergiche, ingestione di spezie o alimenti irritanti (pepe, peperoncino, semi vegetali, lassativi), patologie rettali (emorroidi, ragadi, patologie tumorali).

I fattori psichici e il circolo vizioso del grattamento rendono cronici molti di questi pruriti.

Il P vulvare può essere anch’esso primitivo o secondario a infezioni e parassitosi.

Le principali cause di prurito vulvare sono: presenza di candida e trichomonas vaginale, scabbia e pediculosi, infezioni da dermatofiti, patologia da contatto (profilattici, diaframma, tessuti sintetici etc.), lichen sclero-atrofico, lichen planus, psoriasi, alcune neoplasie.

Nelle forme più resistenti una elettromiografia può evidenziare una radicolopatia lombo-sacrale o una nevralgia pudendale4.

Le prurigo

Prurigo è un termine molto usato in Dermatologia che manca però di una definizione precisa. Non è stato ancora accertato se le tipiche lesioni papulose o nodulari, intensamente pruriginose, siano il risultato diretto del grattamento o siano causate primariamente e in maniera diretta dal processo patologico che ne è la causa (Fig. 6).

Sotto il profilo clinico, si tratta di lesioni papulose, nodulari e a piccole placche che si localizzano prevalentemente agli arti, nelle quali il P è assoluto protagonista, anche se alcuni pazienti, seppur ricoperti di lesioni escoriate, negano però di grattarsi (Fig. 7, 8).

La forma più comune è nota come prurigo nodulare di Hyde. Spesso si creano lesioni ipercromiche su cute olivastra ed esiti di tipo distrofico-cicatriziali2.

La terapia locale con corticosteroidi e inibitori delle calcineurine è in parte efficace. Le lampade UVB e i nuovi farmaci biologici (anti IL 4, IL13, IL31) sono usati con eccellenti risultati.

 

Fig. 6. Prurigo nodulare degli arti inferiori. Fig. 7. Prurigo nodulare delle mani. Fig. 8. Area di risparmio dorsale in paziente con prurito cronico.

 

Note di terapia

Il trattamento sintomatico del P deve essere iniziato quanto prima compatibilmente con le indagini in atto.

In caso di prurito da malattia dermatologica, tutte le terapie specifiche possono eliminare o attenuare il P. È opportuno ricordare che la sensazione di P persiste spesso per alcuni giorni o settimane dopo la guarigione biologica del disturbo (es. eczemi, dermatofitosi, scabbia) e, pertanto è consigliabile, a volte, proseguire la terapia adottata per alcuni giorni anche in assenza di segni clinici di malattia.

Le terapie sistemiche, soprattutto in caso di prurito cronico, sono da definire in relazione alla patologia sospettata. I farmaci immunosoppressori devono essere utilizzati con cautela e con la sicurezza di aver escluso patologie tumorali che sostengono la sintomatologia pruriginosa1112.

 

Principali trattamenti locali
• Emollienti
• Corticosteroidi, inibitori calcineurine (d. atopica)
• Capsaicina
• Calamina 8%
• Ultravioletti A e B
• Antifungini
• Antiparassitari

 

Principali trattamenti sistemici
• Antistaminici anti-H1 ultima generazione (cetirizina, desloretadina, ebastina…)
• Idrossizina (antipruriginoso, ansiolitico)
• Corticosteroidi, altri immunosoppressori
• Antidepressivi (doxepina)
• Gabapentin, pregabalin (prurito neurogeno)
• Biologici (anti IL4 e IL13), inibitori Janus kinasi (JAK)

 

Conclusioni

Il P caratterizza una larga maggioranza di malattie cutanee. Di alcune è sintomo cardine da sempre. Per altre, per esempio la psoriasi, è diventato sintomo importante negli ultimi due decenni. Infatti, in passato veniva descritta come disturbo nel quale il P era soltanto occasionale. Questa sorta di “patomorfosi” può spiegarsi con i cambiamenti terapeutici locali, l’uso frequente di terapie sistemiche e le diverse condizioni sociali che viviamo.

Il P è un sintomo aspecifico e si ritrova in molte malattie organiche, con le conseguenze del grattamento ripetuto o cronico che crea sulla cute lesioni di tipo secondario, spesso difficili da inquadrare.

Quando il P è cronico necessita un’attenta valutazione a tappe successive partendo dagli esami di laboratorio e microbiologici, per poi passare agli esami istologici e alle ricerche strumentali più complesse.


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Prof. Massimo Papi, Dermatologo, Responsabile ADOI Vulnologia e Dermatologia Vascolare, Roma

Dott.ssa Elena Bressanin, Fisiatra, Master in Dermatologia, Roma

Dott.ssa Ersilia Vita Fiscarelli, Infettivologa, Docente Università Tor Vergata, Roma

Per la corrispondenza: ma.papi57@gmail.com