Anno Accademico 2025-2026

Vol. 70, n° 2, Aprile - Giugno 2026

ECM: La gamba gonfia

10 febbraio 2026

Copertina Atti SecondoTrimestre 2026 per sito.jpg

Versione PDF dell'articolo: Download

La terapia Shiatsu, un approccio multisistemico nel trattamento della gamba gonfia

P. Moliterni

Lo Shiatsu è una terapia manuale la cui storia inizia nel 1930, in Giappone, quando Tokujiro Namikoshi fondò a Tokyo la prima scuola giapponese di Shiatsu. Questa tecnica il cui nome significa “digitopressione”, affonda le proprie radici nella Medicina tradizionale cinese con prime testimonianze scritte nel periodo 1046-256 a.C.

Negli anni tra il 1940 ed il 1950 lo Shiatsu si diffuse e divenne una terapia riconosciuta dalle istituzioni sanitarie giapponesi. Negli anni ‘60-’70 iniziò a diffondersi anche in Europa e negli Stati Uniti.

Lo Shiatsu giapponese di T. Namikoshi non accoglie formalmente la “teoria dei meridiani” cui sono sottese l’agopuntura e la digitopressione cinese1. Namikoshi volle creare un ponte tra la cultura medica scientifica occidentale e quella orientale. La sua scelta fu resa anche possibile grazie all’apertura alle influenze culturali scientifiche occidentali, compresa la Medicina, durante l’epoca precedente del governo dell’imperatore Mutsuhito (1867-1912). Il maestro Namikoshi coniugò, quindi, la conoscenza della cultura medica occidentale, integrandola alla terapia Shiatsu ispirata ad antiche tradizioni orientali.

Nella Medicina tradizionale cinese, così come nella Medicina tradizionale giapponese, la salute deriva da un “equilibrio energetico” che si attua quando il sangue fluisce senza ostacoli nei vasi sanguigni, “dimora del sangue”, creando un rapporto armonico tra gli organi e il sistema neuroemotivo.

È necessario prendere atto che la Medicina orientale, sia nella ricerca eziologica che nella cura, ha sempre mostrato una visione olistica e un’attenzione particolare alla relazione tra l’essere umano, l’ambiente, i cambiamenti geotermici e climatici.

La Terapia Shiatsu

Lo Shiatsu si svolge con micropressioni, utilizzando le dita delle mani, sui punti (tsubo) che si trovano lungo tutto il corpo, precisamente individuati in relazione a linee anatomiche. Sono 780 punti principali ed altri complementari.

La terapia procede generalmente con pressioni leggere, la cui frequenza viene adeguata e adattata scrupolosamente alla situazione clinica e all’età del paziente. Infatti, l’azione benefica della digitopressione non è direttamente proporzionale alla forza esercitata, ma alla lettura attenta e dinamica della “resistenza tissutale” del paziente. La pratica dello Shiatsu implica, dopo un’accurata anamnesi, la necessaria e adeguata consapevolezza dei segnali che i tessuti manifestano.

La determinazione della “tensione e resistenza tissutale” è, per il terapista, un aspetto indispensabile da rilevare e uno strumento prezioso di comprensione e valutazione per la condotta adeguata della terapia. Per questi motivi è possibile utilizzarla anche in Neonatologia per trattare neonati prematuri al fine di velocizzare lo sviluppo psiconeuromotorio, coadiuvando l’opera del medico.

Spesso, nelle fasi acute, la terapia è tanto più efficace quanto più distante è l’azione delle pressioni dai distretti anatomici interessati dalla patologia.

Nel trattamento Shiatsu, a seconda della situazione, si svolgono cicli di terapia adeguati al caso, solitamente con frequenza bisettimanale.

La "gamba gonfia" e le patologie vascolari

La “gamba gonfia” è un sintomo riferito frequentemente o comunque clinicamente spesso rilevato tra i nostri pazienti. Viene rappresentato anche come sintomo secondario.

Il medico angiologo o chirurgo vascolare propone generalmente la terapia Shiatsu nei casi in cui, svolta la terapia medica o chirurgica, persistano sintomi di gonfiore, dolore e sensazione di pesantezza.

La terapia Shiatsu è quindi un sistema articolato che prevede un esame accurato del paziente e della patologia; integra le tradizionali terapie riabilitative vascolari e a volte è consigliata, in via alternativa, nei casi in cui il massaggio o le manipolazioni risultino, seppur temporaneamente, controindicate.

Tra le patologie oggetto di cura da parte del terapista Shiatsu, in questo ambito specifico o ad esso correlato, troviamo le patologie vascolari distrettuali, l’insufficienza venosa cronica, tromboflebiti, artriti, connettiviti, forme autoimmunitarie, patologie cardiache con aritmie e tachicardie trattate affiancandosi alle terapie tradizionali; trombosi venose profonde, patologie traumatiche con amputazioni della gamba in fase riabilitativa post operatoria, pseudoartrosi tibiali, esercitando anche un’azione coadiuvante per la terapia del dolore.

In tutte queste patologie vascolari, la terapia Shiatsu è molto efficace e scevra da rischi collaterali se esercitata da persone preparate e in contatto con il medico specialista.

La ripresa della deambulazione nelle situazioni più rilevanti o anche rendere il passo più stabile e agevole è, a volte, impedito dalla sofferenza muscolare tensiva preesistente ma non sempre presa in considerazione o trattata specificatamente. Per questo, il terapista deve poter valutare e agire eventualmente anche su queste alterazioni. Molti pazienti hanno sovente alterazioni neurobiologiche pregresse, rilevate durante la visita, come la sindrome da iperattività, disturbi dell’attenzione, vertigini soggettive, alterata qualità del sonno, disturbi dell’umore, alterazioni della termoregolazione, a volte mai diagnosticate e quindi mai prese eventualmente in esame; alcune di queste sindromi, trattate con la terapia Shiatsu, possono anche essere concausa di alterazioni vascolari secondarie non sempre rilevabili strumentalmente.

Il gonfiore della gamba è una alterazione riscontrabile anche incidentalmente e associata a varie altre patologie, che traggono importanti benefici da questa terapia manuale.

Oltre ai casi enunciati, la sindrome fibromialgica, le gambe senza riposo, le emicranie e le cefalee muscolo tensive, le tendinopatie, i disturbi alimentari, le patologie della colonna vertebrale, le forme autoimmuni come l’artrite reumatoide, la sclerosi multipla, il LES, il Parkinson, le atassie, la sclerodermia e la celiachia, la gastrite, l’insonnia, e tante altre sono le patologie spesso trattate.

La gamba gonfia è, nella mia trentennale esperienza, una condizione patologica di frequente riscontro. Il paziente può descrivere, oltre al gonfiore alle gambe, vari sintomi tra cui senso di pesantezza, dolore, presenza di cute secca, prurito, parestesie o torpore; sovente si riferiscono crampi, prevalentemente notturni. Al termine della seduta, il paziente evidenzia la sensazione di leggerezza sulle gambe, minor dolore se presente e una notevole riduzione dell’edema e della congestione. Quindi si ottiene un’azione linfodrenante, ma il terapista non svolge alcuna azione manuale meccanica di drenaggio, bensì pressioni leggere sia nel distretto interessato che distanti da esso.

In alcuni casi, per esempio quando si presentano iniziali o conclamati segni di flogosi, in associazione con la valutazione dello specialista, si può ritenere inopportuno trattare direttamente la gamba. L’azione viene quindi svolta sulla pianta del piede, se possibile o, eventualmente, si isola l’arto interessato privilegiando altre zone del corpo ed ottenendo risposte altrettanto efficaci.

Si attiva, quindi, un effetto riflesso, una neurostimolazione del sistema nervoso autonomo. I benefici, oltre che per il sistema vascolare, si evidenziano in tante altre patologie indicate per la terapia Shiatsu.

Meccanismi di azione decongestionante del sistema circolatorio in terapia Shiatsu

La terapia Shiatsu ha effetti biologici mediati per via neuroendocrina tramite archi riflessi. Può attivare, per neurostimolazione, il midollo spinale, il tronco encefalico, l’ipotalamo e aree connesse.

L’impulso provocato dalle pressioni viene trasmesso al talamo e alla corteccia; quindi nel sistema discendente dal tronco encefalico (centri della sostanza grigia periventricolare del mesencefalo e del bulbo e il locus coeruleus del ponte). Le fibre di queste vie giungono a interneuroni delle corna dorsali del midollo che stimolate rilasciano endorfine, encefaline, serotonina, noradrenalina. La terapia stimola efficacemente una migliore regolazione di questi neurotrasmettitori2-5.

La serotonina, svolgendo nel caso specifico anche una complessa azione nel controllo della tensione dei vasi sanguigni e linfatici, partecipa alla regolazione del flusso sia dei vasi arteriosi e venosi che linfatici67. Il trattamento degli arti gonfi induce un evidente effetto linfodrenante e decongestionante.

Le anomalie di questo “messaggero chimico” in particolare, possono potenzialmente provocare anche ricadute patologiche sull’attività cardiovascolare.

È importante sottolineare la principale funzione di questa antica pratica terapeutica: la stimolazione di un naturale processo regolatore, per via riflessa, del sistema nervoso autonomo mirato ad armonizzare la fisiologica e adeguata secrezione di questi neuro-ormoni. È altrettanto necessario evidenziare quanto sia importante valutarne l’andamento in circolo, ma altrettanto complessa, se non impraticabile, la loro oggettiva misurazione.

La serotonina, in particolare, è senza alcun dubbio, fra i più rilevanti neurotrasmettitori, per le complesse funzioni regolatrici che contribuisce a svolgere. Molte patologie sono sottese direttamente o indirettamente ad una sua inadeguata e alterata secrezione.

Per le situazioni patologiche di cui si è parlato e, in particolare per quelle vascolari, è utile mettere in evidenza la diversa attività biologica del sistema serotoninergico tra uomini e donne8. Alcuni studi hanno evidenziato che tendenzialmente il tasso medio di sintesi di serotonina negli uomini possa essere più elevato rispetto alle donne che sono per questo motivo più frequentemente al limite dell’alterazione patologica. La ricerca ha comunque dimostrato che gli estrogeni hanno un generale effetto stimolante sull’attività della serotonina910. Quindi, nelle donne, il decremento temporaneo degli estrogeni può rendere ancor più critica la produzione del neurotrasmettitore. Ciò si riscontra in particolare nelle cefalee, in alcune alterazioni vascolari, nelle crisi umorali, nelle alterazioni immunitarie, nei disturbi metabolici solo per citarne alcune. Questi aspetti, nella terapia Shiatsu, sono evidenti e oggetto di studio e di valutazione da molti anni.

La terapia Shiatsu: campi di applicazione

La cefalea è stata fondamentale per la ricerca sugli effetti dello Shiatsu e anche della Agopuntura. Le cefalee muscolo tensive e le emicranie sono state le prime sindromi indicate e curate con la terapia Shiatsu quando questa giunse in Occidente, suscitando, gradualmente, grande interesse per gli ottimi risultati raggiunti1112. I pazienti, senza l’utilizzo di farmaci, vedevano scomparire i sintomi di una patologia che per anni aveva seriamente compromesso la qualità della loro vita.

Durante il trattamento dell’emicrania, si ha una riduzione significativa della frequenza delle crisi cefalalgiche e della intensità del dolore; nel 70% dei casi, si ottiene una remissione della sindrome. Malgrado gli ottimi risultati ottenuti, solo dopo molti anni, però, lo Shiatsu iniziò a riscuotere maggiore attenzione anche nell’ambito medico e accademico.

I pazienti con cefalea o emicrania hanno anamnesi da cui si evince un deficit di secrezione prevalentemente di serotonina, ovvero manifestano livelli così bassi da risultare anomali13-15. Sono pazienti che assumono frequentemente farmaci analgesici importanti o i betabloccanti o gli antiepilettici. L’evidenza immediata degli effetti della terapia dopo un ciclo di sedute è stato l’incremento di endorfine nei pazienti che descrivevano una significativa riduzione del dolore e della tensione muscolare, con la progressiva riduzione dei farmaci assunti.

La patologia che meglio illustra le modalità di azione e i complessi effetti anche vascolari della terapia Shiatsu è la fibromialgia16. È una patologia che trattiamo con successo ormai sempre più frequentemente negli ultimi vent’anni e rappresenta l’archetipo dell’alterazione neurobiologica.

La fibromialgia, come noto, include molte patologie, anche vascolari in fieri o conclamate, e presenta un quadro semeiotico complesso, ma soprattutto evidenzia nel deficit di secrezione di serotonina e noradrenalina il cardine eziologico. Anche le numerose patologie che compongono la sindrome partecipano ad un’armonica dissonanza corale. I disturbi circolatori e, in particolare, il gonfiore delle gambe, associato in molti casi a tendinosi silente dell’achilleo, risulta uno dei segni prognostici frequenti e importanti che solo in alcuni casi hanno evidenze significative agli esami strumentali.

Sicuramente il dolore muscolo tendineo e di conseguenza articolare è il sintomo più evidente e rappresentato dal paziente fibromialgico. Però, dopo un’approfondita ricerca anamnestica, sono spesso rintracciabili sintomi più importanti tra cui una correlata sofferenza vascolare pregressa e attuale.

I pazienti fibromialgici, nel 50-60 % dei casi, hanno sofferto o soffrono di cefalea muscolo tensiva, emicranie e di tante altre sindromi associate. La cute dei pazienti fibromialgici è spesso bianca, dolente o dolorabile; presentano vasocostrizioni che si alternano a vasodilatazioni; si rilevano lesioni cutanee e desquamazioni, torpore, prurito, geloni. Oltre al gonfiore delle gambe, sovente, manifestano tachicardia, a volte riferiti episodi di fibrillazioni atriali; si evidenziano alterazioni della termoregolazione ovvero, complessivamente, una disarmonia del sistema neurovagale.  Non è raro registrare anche forme autoimmunitarie.

Questi pazienti sono attualmente molto numerosi e rispondono alla terapia Shiatsu in modo eccellente, tanto più se giungono in visita in una fase non troppo avanzata della malattia.

La terapia, come già evidenziato, ha la potenzialità di rilevare segnali importanti, tra cui quelli vascolari (vasospasmi), cardiaci (aritmie), gastrointestinali con tensioni diaframmatiche, alterazioni dell’umore, disturbi dell’alimentazione, stress muscolo tendinei anche se sfumati; è quindi possibile intervenire prevenendo patologie destinate spesso a palesarsi negli anni seguenti e che vengono ancora oggi valutate come ineluttabili, come le tachicardie farmacoresistenti e le fibrillazioni atriali, o le tendinosi con lesioni complete, le malattie autoimmuni, le crisi di panico e altre sindromi oggi in aumento allarmante.

Lo studio delle dinamiche della serotonina e della noradrenalina ha reso necessaria l’esplorazione e l’integrazione di altre materie, solo apparentemente distanti. Ne è derivata la constatazione neurobiologica della connessione tra l’andamento di alcuni sintomi e le variazioni geotermiche che provocano aumento di umidità. L’aumento di umidità produce una iposecrezione di serotonina e noradrenalina17. Si è osservato che la maggiore umidità prodotta da impennate significative e altalenanti del surriscaldamento terrestre (vapore acqueo e CO2) induce naturalmente una reazione alterata nei pazienti che, “navigando” con un contenuto borderline di questi neurotrasmettitori, possono entrare rapidamente in una situazione di crisi acuta. In questi casi si può registrare un incremento di sofferenze vascolari, di tachicardie, di disturbi pressori, di crisi d’ansia, di insonnia, del dolore muscolare, di cefalee e di disturbi intestinali, di alterazioni immunitarie.

Alcuni di questi sintomi associati potrebbero essere inquadrati in una “climopatia”, con importanti e prevalenti rischi della componente cardiovascolare.

Per comprendere meglio questa tematica, è stato necessario il confronto con neurobiologi, fisici della terra, geologi, climatologi, bioclimatologi e antropologi. Le dinamiche dei sintomi e della clinica nei pazienti con alterazioni vascolari o neurologiche hanno sorprendentemente mostrato la relazione fisiologica o patologica tra uomo e ambiente e quindi il grado di resilienza individuale.

Appare necessario studiare le ricadute dei cambiamenti geotermici e climatici degli ultimi decenni sul funzionamento del sistema nervoso autonomo e sulle capacità di adattamento umano.

Conclusioni

La terapia Shiatsu rappresenta un valido supporto complementare al trattamento angiologico contribuendo alla modulazione neurovegetativa e alla gestione dei sintomi vascolari.

L’orchestra del Sistema Nervoso Autonomo è programmata e creata per mantenere l’armonia anche quando i brani che la vita ci propone sono complessi.

Mi auguro che questo intervento possa suscitare riflessioni sulla necessità di una Medicina resiliente, capace di integrare i saperi scientifici con un pensiero e metodo filosoficamente efficace.


BIBLIOGRAFIA

  1. Namikoshi T. The complete book of Shiatsu therapy. Japan Publications, distributor, U.S., Kodansha International/USA through Harper & Row, 1981.
  2. Oki S, Ouchi K, Watanabe M, Mandai N. Physical and Psychological Effects of the Shiatsu Stimulation in the Sitting Position. Health 2017;9:1264-72.
  3. Lee EJ, Warden S. The effects of acupuncture on serotonin metabolism. Eur J Integr Med 2016;8:355-67.
  4. Cui J, Song W, Jin Y, et al. Research Progress on the Mechanism of the Acupuncture Regulating Neuro-Endocrine-Immune Network System. Vet Sci 2021;8:149.
  5. Cheng KJ. Neurobiological mechanisms of acupuncture for some common illnesses: a clinician's perspective. J Acupunct Meridian Stud 2014;7:105-14.
  6. Côté F, Fligny C, Fromes Y, Mallet J, Vodjdani G. Recent advances in understanding serotonin regulation of cardiovascular function. Trends Mol Med 2004;10:232-8.
  7. Herr N, Bode C, Duerschmied D. The Effects of Serotonin in Immune Cells. Front Cardiovasc Med 2017;4:48.
  8. Jovanovic H, Lundberg J, Karlsson P, et al. Sex differences in the serotonin 1A receptor and serotonin transporter binding in the human brain measured by PET. Neuroimage 2008;39:1408-19.
  9. Amin Z, Canli T, Epperson CN. Effect of estrogen-serotonin interactions on mood and cognition. Behav Cogn Neurosci Rev 2005;4:43-58.
  10. Bendis PC, Zimmerman S, Onisiforou A, Zanos P, Georgiou P. The impact of estradiol on serotonin, glutamate, and dopamine systems. Front Neurosci 2024;18:1348551.
  11. Long AF. The effectiveness of Shiatsu: findings from a cross-European, prospective observational study. J Altern Complement Med 2008;14:921-30.
  12. Robinson N, Lorenc A, Liao X. The evidence for Shiatsu: a systematic review of Shiatsu and acupressure. BMC Complement Altern Med 2011;11:88.
  13. Szczudlik A. Rola serotoniny w patomechanizmie migreny [The role of serotonin in the pathophysiology of migraine]. Neurol Neurochir Pol 1992;Suppl 2:14-27.
  14. Aggarwal M, Puri V, Puri S. Serotonin and CGRP in migraine. Ann Neurosci 2012;19:88-94.
  15. Deen M, Christensen CE, Hougaard A, Hansen HD, Knudsen GM, Ashina M. Serotonergic mechanisms in the migraine brain - a systematic review. Cephalalgia 2017;37:251-64.
  16. Yuan SL, Berssaneti AA, Marques AP. Effects of Shiatsu in the management of fibromyalgia symptoms: a controlled pilot study. J Manipulative Physiol Ther 2013;36:436-43.
  17. Nakagawa H, Matsumura T, Suzuki K, Ninomiya C, Ishiwata T. Changes of brain monoamine levels and physiological indexes during heat acclimation in rats. J Therm Biol 2016;58:15-22.

 

 

Dott. Paolo Moliterni, Centro “Il Contrappunto”, Via Crati 10, Roma

Per la corrispondenza: pmoliterni15@gmail.com