Anno Accademico 2025-2026

Vol. 70, n° 1, Gennaio - Marzo 2026

ECM: Fondamenti di Medicina Ambientale. Interconnessioni tra Salute umana e Salute degli ecosistemi naturali

13 gennaio 2026

Copertina Atti PrimoTrimestre 2026 per sito.jpg

Versione PDF dell'articolo: Download

Paradosso nucleare: sicurezza energetica o fragilità strategica? Analisi critica della proliferazione di mini-reattori modulari e micro-reattori nucleari in scenari di conflitto

G. Ghirga

Negli ultimi mesi si osserva un proliferare di articoli, comunicati industriali e prese di posizione politiche che presentano i mini-reattori modulari (SMR) e i micro-reattori (MR) come una soluzione moderna, flessibile e quasi “neutra” dal punto di vista del rischio. Tuttavia, questa narrazione appare incompleta e potenzialmente fuorviante.

L’obiettivo di questa analisi non è valutare la tecnologia in sé, ma esaminare le implicazioni strategiche e di sicurezza della diffusione di reattori nucleari di piccola scala in un contesto geopolitico instabile.

Letta alla luce dell’analisi di Darya Dolzikova (RUSI, 2025) sugli impianti nucleari come bersagli e strumenti di coercizione in guerra, dei contributi del Princeton Nuclear Futures Lab su verifica e ispezioni da remoto, e dei documenti IAEA sulla computer security anche per SMR e microreattori, l’entusiasmo per l’atomica “diffusa” trascura una dimensione cruciale, la vulnerabilità sistemica in scenari di conflitto armato.

L’infrastruttura civile come arma coercitiva

La guerra in Ucraina ha dimostrato che un impianto nucleare, in tempo di guerra, cessa di essere una infrastruttura energetica e diventa uno strumento di pressione strategica.

Una grave minaccia associata agli SMR/MR è che questi impianti, proprio per la loro diffusione territoriale, possono diventare obiettivi sensibili. In una Europa che si prepara a scenari di confronto prolungato, moltiplicare i siti nucleari significa moltiplicare i punti di pressione che un aggressore può sfruttare.

Il paradosso dell’ "Area Denial psicologico"

La modularità, presentata come fattore di resilienza, introduce un paradosso: più reattori significa più vincoli operativi per la nazione che deve difendersi da una aggressione militare.

Ogni SMR/MR diventa un potenziale scudo per il nemico. Un aggressore può posizionarsi in prossimità di un impianto sapendo che il difensore eviterà di rispondere al fuoco per timore di un disastro radiologico “fatto in casa”.

Il territorio nazionale si trasforma così in un’auto-ostaggio permanente, riducendo la libertà di manovra militare e politica.

La superficie d’attacco cibernetica

A differenza delle grandi centrali centralizzate, una rete di centinaia di reattori nucleari di piccola scala dipende da sistemi di controllo remoto, telemetria distribuita e connettività digitale. Questo amplia enormemente la superficie d’attacco cyber-fisica. Un attacco informatico non deve necessariamente mirare alla distruzione fisica: può manipolare sensori, generare falsi allarmi, provocare evacuazioni ingiustificate e creare panico.

Episodi documentati nel settore energetico (dalle intrusioni ICS/SCADA agli attacchi contro reti elettriche) mostrano che la destabilizzazione psicologica e istituzionale può essere più efficace del danno materiale.

Il rischio principale non è il rilascio di radioattività, ma il collasso della fiducia sociale.

I rischi documentati dalla letteratura scientifica

Oltre alla dimensione bellica, la letteratura internazionale (MIT, Princeton, UCS) evidenzia criticità strutturali spesso assenti dal dibattito politico:
Proliferazione diffusa
La frammentazione della produzione rende più complessa la tracciabilità del combustibile e dei residui, inclusi isotopi sensibili come il plutonio-239, aumentando il rischio di diversione per uso militare o terroristico.
Sicurezza fisica
Molti modelli “plug-and-play” prevedono siti decentralizzati e senza personale nucleare permanente, esponendoli a sabotaggi, intrusioni e furti di materiale radioattivo.
L’illusione della sicurezza intrinseca
Come avverte l’IAEA (2024), i sistemi di raffreddamento passivo non sostituiscono la sorveglianza ingegneristica. La resistenza dei materiali a corrosione e stress termico su scala industriale non è ancora dimostrata.

Le principali contro-argomentazioni e i loro limiti

I sostenitori degli SMR/MR evidenziano spesso:
• maggiore flessibilità energetica;
• costi ridotti;
• sicurezza intrinseca dei sistemi passivi;
• minore impatto in caso di incidente.

Tuttavia, queste argomentazioni non affrontano la dimensione strategica.

La sicurezza “intrinseca” non protegge da coercizione militare, attacchi cyber o uso psicologico dell’infrastruttura. La riduzione del rischio tecnico non elimina il rischio politico, il quale non dipende dal funzionamento interno del reattore ma da come l’impianto può essere usato, minacciato o percepito in un contesto di conflitto o coercizione.

La coerenza strategica del riarmo

Se l’Unione Europea considera realistico uno scenario di guerra tale da giustificare ingenti spese militari, la coerenza imporrebbe di ridurre, non aumentare, il numero di obiettivi civili ad altissimo impatto coercitivo.

Una minaccia credibile contro una rete distribuita di SMR/MR può rendere politicamente inutile gran parte del riarmo convenzionale: non serve distruggere eserciti se si può generare il timore di un incidente nucleare per costringere un governo alla resa.

Conclusioni

Il nucleare non può essere discusso oggi solo come tecnologia “green” o climatica.

In un contesto di instabilità geopolitica, ogni nuova installazione è un nuovo nodo di vulnerabilità strategica e sociale.

Ignorare questa dimensione significa costruire una sicurezza energetica apparente al prezzo di una fragilità reale e permanente.

Come mostra l’analisi RUSI, la distribuzione e la decentralizzazione degli asset nucleari può modificare il calcolo costi benefici di un attaccante aumentando il numero di bersagli e la complessità della protezione, in un contesto di conflitto questo introduce nuove vulnerabilità strategiche e operative.


BIBLIOGRAFIA

Barretto D, Kreutle M, Glaser A. Crossing Realities, Connecting the Virtual and the Physical World for Remote Inspections. Vienna: INMM & ESARDA Joint Annual Meeting, 2023.

Dolzikova D. Nuclear Facilities as Targets of Military Attack. Assessing Drivers and Implications for Nuclear Safety. Londra: Royal United Services Institute (RUSI), 2025. www.rusi.org.

International Atomic Energy Agency (IAEA). Computer Security at Nuclear Facilities. IAEA Nuclear Security Series. Vienna: IAEA, 2011.

 

 

Dott. Giovanni Ghirga, Membro del Comitato Scientifico ISDE Italia

Per la corrispondenza: