Anno Accademico 2025-2026
Vol. 70, n° 1, Gennaio - Marzo 2026
Simposio: Questioni aperte nella gestione delle infezioni dell'out-patient ematologico
02 dicembre 2025
Simposio: Questioni aperte nella gestione delle infezioni dell'out-patient ematologico
02 dicembre 2025
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In Italia, si è osservata, negli ultimi anni, una crescita della popolazione con età superiore ai 65 anni raggiungendo il valore del 24.3% della popolazione e si prevede nel 2050 possa raggiungere il 34.6% (Fig. 1).
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| Fig. 1. Piramide delle età della popolazione italiana (dati ISTAT). |
A lato, si sta osservando anche un incremento delle diagnosi di neoplasie che si avvicinano al 1.3%/anno negli uomini ed allo 0.6%/anno nelle donne. Grazie alle nuove terapie ed agli screening precoci, la mortalità per le diverse neoplasie si sta riducendo. Tutto questo comporta un progressivo aumento della prevalenza dei pazienti che necessitano di una assistenza continua nel tempo. Ciò comporta che l’organizzazione sanitaria dovrà progressivamente modificarsi cercando di passare da un’assistenza ospedale-centrica al territorio.
Attualmente la maggior parte delle patologie ematologiche vengono trattate in Day-Hospital o negli ambulatori, con i pazienti che vivono al proprio domicilio. Nei reparti ematologici i posti letto sono occupati prevalentemente da pazienti con patologie acute che devono essere sottoposti a trattamenti intensivi, come chemioterapie ad alte dosi, trapianto di cellule staminali, CAR-T, etc. Questa porzione di pazienti è solo la punta dell’iceberg rispetto alla totalità di quelli ematologici. Inoltre, è da osservare che i pazienti ematologici, nella maggior parte dei casi, presentano uno stato di immunodeficienza e fragilità legati sia alla patologia primitiva che ai trattamenti a cui vengono sottoposti e di conseguenza presentano spesso complicanze che li costringono a terapie tempestive. Per tale motivo, oltre a rivolgersi al proprio medico curante, molto più spesso, si presentano ai Dipartimenti di Emergenza degli ospedali più vicini alla residenza. Nei casi migliori vengono inquadrati e rinviati al proprio domicilio. Ma, nella maggior parte dei casi necessitano di un ricovero più o meno prolungato. Restano quindi nei Pronto Soccorso per un periodo variabile a seconda della disponibilità dei posto-letto negli altri reparti, quando disponibili; nella maggior parte dei casi vengono trasferiti nelle Medicine Interne dell’ospedale stesso. Qui vengono trattati con il supporto degli ematologi, se presenti all’interno, oppure dagli internisti presenti nella struttura non sempre confidenti con i trattamenti specifici per le diverse patologie ematologiche (Fig. 2). Solo raramente riescono a raggiungere i reparti di Ematologia o Malattie Infettive.
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| Fig. 2. Percorso del paziente ematologico con complicanze nei Dipartimenti di Emergenza. |
Al fine di migliorare e ridurre la permanenza di tale tipologia di paziente presso i Dipartimenti di Emergenza, già colmi di pazienti con molte patologie anche infettive, si è proposto di attivare un percorso con i diversi ospedali romani per accogliere nel minor tempo possibile tali pazienti. Presso la Medicina Interna della casa di cura Villa Betania sono stati attivati dei posti letto dove accogliere tale tipologia di pazienti. Qui operano, in equipe, ematologi ed internisti nelle varie specializzazioni al fine di poter garantire un’assistenza completa. Al momento sono stati accolti oltre 300 pazienti. Sono stati valutati 248 fino a dicembre 2024 (Tab. 1).
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Il tempo di attesa per il ricovero, dopo la richiesta di trasferimento è stato di 24-48 ore.
La durata mediana di ricovero presso la struttura è stata di 10 giorni. Dopo la risoluzione dell’evento acuto, i pazienti sono stati rinviati, nella maggior parte dei casi, ai propri ematologi di riferimento (79%). Solo una bassa quota di pazienti per fragilità o per multi-morbidità o per patologia rapidamente progressiva sono stati avviati ad un’assistenza domiciliare o ad un hospice (Tab. 2).
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| Tab. 2. Distribuzione negli anni dei ricoveri di pazienti ematologici e tipologia di dimissione (*Ricoveri fino a dicembre 2024). |
Come mostrato in Fig. 3, il numero di pazienti è andato progressivamente aumentando nel tempo e questo fa pensare ad un riscontro positivo da parte dei gruppi di riferimento. La mortalità delle diverse complicanze è stata bassa (4%).
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| Fig. 3. Numero dei pazienti ricoverati in reparto negli anni di riferimento. |
Conclusioni
In considerazione dei nuovi approcci terapeutici e dell’aumentare dell’età media della popolazione, si dovrà pensare ad una nuova organizzazione per l’assistenza dei pazienti ematologici che continuano ad aumentare nel tempo grazie ai progressi dei trattamenti ed alla possibilità di un trattamento domiciliare. Una nuova modalità di assistenza dovrà essere attuata al fine di non creare un eccessivo affollamento dei dipartimenti di emergenza e per garantire loro una corretta assistenza.
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Dott. Alessandro Andriani, Consulente Ematologo Villa Betania - Giomi, Roma
Per la corrispondenza: alessandro.andriani1@tin.it