Anno Accademico 2025-2026

Vol. 70, n° 1, Gennaio - Marzo 2026

Simposio: Questioni aperte nella gestione delle infezioni dell'out-patient ematologico

02 dicembre 2025

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Le complicanze infettive nei pazienti ematologici fragili: epidemiologia, percorso diagnostico, trattamento

C. Girmenia

L’epidemiologia delle complicanze infettive in ambito ematologico risente molto della epidemiologia delle malattie del sangue e della evoluzione del loro trattamento. Se da una parte l’incidenza delle malattie del sangue (le nuove diagnosi), in particolare delle patologie oncoematologiche, non è cambiata molto negli ultimi decenni, la prevalenza (le nuove e le vecchie diagnosi) è notevolmente aumentata a causa della aumentata sopravvivenza di molti pazienti con malattia persistente. Questo dipende dal fatto che gran parte dei progressi terapeutici non hanno portato alla guarigione definitiva della patologia oncoematologica ma piuttosto al contenimento della malattia grazie a trattamenti prolungati.

In sostanza molti pazienti convivono a lungo, in alcuni casi per decenni, con la malattia e con le terapie croniche. Questa nuova realtà epidemiologica rende l’ematologia una specialità di “territorio” in quanto gran parte dei pazienti viene gestita in regime ambulatoriale e solo una piccola parte e per un breve periodo in regime di ricovero.

Questa emergente ematologia di territorio si traduce in nuove strategie di controllo delle infezioni con la ridefinizione delle strategie assistenziali, in particolare riguardanti le infezioni comunitarie, della crescente popolazione ematologica presente nel territorio.

Si rende necessario da una parte definire le strategie di prevenzione infettiva tenendo conto del rischio infettivo elevato ma prolungato nel tempo, dall’altra adattare i servizi assistenziali specialistici ad una realtà territoriale. Per tale motivo si ravvede poco spazio per la profilassi antimicrobica, in particolare antibatterica e antifungina, e, al contrario, molto la necessità di estendere l’applicazione della pratica vaccinale che, per alcuni patogeni, sembra essere l’unica applicabile per strategie di prevenzione a lungo termine.

La sensibilizzazione dei pazienti e dei medici curanti all’importanza dell’uso dei vaccini rappresenta una sfida con non poche difficoltà ma che sembra necessaria e l’unica percorribile nel contesto delle moderne strategie assistenziali in oncoematologia.


 

Dott. Corrado Girmenia, Responsabile UOSD Pronto Soccorso e Accettazione Ematologica, AOU Policlinico Umberto I, Roma

Per la corrispondenza: girmenia@bce.uniroma1.it