Anno Accademico 2025-2026
Vol. 70, n° 1, Gennaio - Marzo 2026
Simposio: Le vasculopatie da COVID e POSTCOVID
25 novembre 2025
Simposio: Le vasculopatie da COVID e POSTCOVID
25 novembre 2025
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Il COVID-19 ha causato una grave malattia sistemica, di alto rilievo clinico e sociale e rimane un problema di salute pubblica a causa della continua evoluzione del SARS-CoV-2 e della sua prevalenza in determinati Paesi.
Nella gestione delle ulcere cutanee le criticità emerse in campo clinico sono correlabili alle conseguenze dell’evento pandemico e all’azione diretta del virus.
Indubbiamente la pandemia ha causato un sovraccarico di lavoro negli Ospedali e una ristrutturazione dei servizi, con particolare attenzione alle complicazioni di carattere internistico. L’immobilità prolungata dei pazienti affetti da gravi patologie respiratorie ha portato ad un aumento delle lesioni da pressione. Uno studio condotto in un reparto di Medicina Interna riporta un aumento percentuale di questo tipo di ulcere dal 15% in epoca pre-COVID al 18% nel corso del primo anno di COVID-191. Vi è poi da considerare che, a causa del timore di esporsi al contagio, molti pazienti hanno evitato i controlli clinici.
Un’altra criticità di rilievo è correlata all’azione del virus stesso, che induce un aumento della coagulazione, attaccando direttamente le cellule endoteliali, che sono dotate degli stessi recettori dell’enzima di conversione dell’angiotensina 2 (ACE2) utilizzati dal virus per entrare nelle cellule ospiti. L’aumento della coagulazione può anche essere strettamente legato al processo infiammatorio. Attraverso un meccanismo immunomediato. In alcune persone il virus induce le cellule immunitarie a rilasciare un flusso di segnali chimici che aumenta l’infiammazione, che è legata alla coagulazione e alla formazione di trombi con diversi meccanismi2.
Uno studio condotto mediante biopsia cutanea dei bordi di ulcere da pressione sacrale in pazienti affetti da COVID-19 a confronto con pazienti esenti da infezione, ha rivelato nel primo gruppo di pazienti la presenza di vasculopatia trombotica (incremento del numero di vasi trombizzati) e un aumento dell’attivazione di neutrofili. I suddetti reperti testimoniano una risposta trombotica e antiinfiammatoria al COVID-193.
È stata anche riportata una possibile correlazione tra mortalità, incremento dei valori del D-dimero e sindrome post-trombotica nei pazienti affetti da COVID-194.
Alla luce delle suddette considerazioni, riveste un particolare significato uno studio condotto su ulcere vascolari nel periodo pandemico. Sono stati elaborati due questionari concernenti la gestione delle ulcere vascolari e proposti il primo a Medici e Infermieri e il secondo a Pazienti e Caregivers. Esaminando le risposte al primo questionario (46 partecipanti) emerge che si è verificato un cambiamento nella medicazione nel 76% dei casi, una semplificazione nel 50%, una diminuzione negli appuntamenti nel 82% e una scomparsa nei contatti nel 21% dei casi.
I dati più salienti del secondo questionario (39 partecipanti) riguardavano un mantenimento degli appuntamenti clinici solo nel 22% dei casi, una semplificazione della medicazione nel 33%, un peggioramento dell’ulcera nel 15%5.
Fermo restando il ruolo fondamentale del vaccino, riconosciuto ampiamente dal mondo scientifico, per completezza di trattazione va riportato anche un aspetto dibattuto durante il periodo pandemico e rappresentato dalle possibili complicanze delle vaccinazioni. È riportato in Letteratura un caso di vasculite leucocitoclasica insorta due settimane dopo il vaccino e risoltasi dopo un lungo iter terapeutico (due interventi di debridement chirurgico, corticosteroidi, antibiotici, immunosoppressori)6.
In conclusione, le ulcere cutanee, e in particolare le ulcere vascolari, rappresentano l’espressione di una patologia che deve essere identificata e adeguatamente trattata il più precocemente possibile. La lesione poi deve essere seguita nella sua evoluzione e medicata in relazione alle caratteristiche del fondo e del grado di essudazione. Non va mai dimenticato che la presenza di una ulcera nella gran parte dei casi provoca dolore e altera sensibilmente la qualità di vita dei pazienti7, 8. Durante la pandemia COVID-19, il meccanismo di azione del virus e le difficoltà organizzative nel controllo periodico delle lesioni hanno comportato certamente un peggioramento dei quadri clinici, soprattutto in ambito vascolare.
BIBLIOGRAFIA
Prof. Giorgio Guarnera, Chirurgia Vascolare Aurelia Hospital, Roma; Studio Appia 197, Roma
Per la corrispondenza: gguarnera@tiscali.it