Anno Accademico 2025-2026
Vol. 70, n° 1, Gennaio - Marzo 2026
Seduta Commemorativa
18 novembre 2025
Seduta Commemorativa
18 novembre 2025
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| Prof. Giulio Alberto Cinotti |
Il percorso umano e scientifico del Prof. Giulio Alberto Cinotti si identifica totalmente con lo sviluppo della Nefrologia nell’Università di Roma, in Italia e all’estero nella seconda metà del secolo scorso.
Le basi culturali e scientifiche del Prof. Cinotti erano solidamente radicate nella Medicina Interna o - come all’uso delle Università Italiane del periodo - con la “Clinica Medica”. Nel secondo dopoguerra la Medicina Interna aveva conosciuto una crescita vivace, spinta dalle nuove tecnologie diagnostiche strumentali e dall’avvento di farmaci innovativi come gli antibiotici, gli antidiabetici e l’insulina, i cortisonici. Presto tuttavia la crescita scientifica nei diversi settori della Medicina Interna aveva condotto ad una differenziazione delle competenze per organo o apparato (cuore e vasi, organi endocrini, malattie infettive, polmoni e appunto reni).
La direzione presa dal Prof. Cinotti, eccellente internista formato alla scuola dei Proff. Di Guglielmo e Frugoni nella I Clinica Medica del Policlinico e successivamente nella Patologia Medica diretta dal Prof. Cataldo Cassano, fu presto orientata verso le Malattie Renali, terra alquanto incognita in quegli anni in cui glomerulonefriti e pielonefriti esitavano spesso in insufficienza renale senza che vi fossero mezzi per contrastare la progressione verso l’uremia. Soprattutto non vi erano tecniche di sostituzione della funzione renale nei pazienti con danno renale acuto o nei cronici, nel momento in cui l’emodialisi muoveva ancora i primi passi in una fase iniziale di applicazione clinica.
Proprio in quel periodo pionieristico il Prof. Cinotti entrò a fare parte di una ristretta cerchia di esperti di malattie renali come il Prof. Fiaschi e il Prof. Andres, sviluppando la tecnica della biopsia renale come strumento diagnostico per decifrare la complessità delle glomerulonefriti ed accertarne la natura immunologica o secondaria a malattie sistemiche. La stretta relazione del Professore con i formidabili Anatomo-patologi della Scuola romana dell’epoca, in primis i Proff. Ascenzi e Marinozzi, successivamente i Proff. Tullio Faraggiana e Andrea Onetti Muda, portò rapidamente il Policlinico di Roma all’avanguardia della Nefrologia nazionale. Tutto questo parallelamente a Scuole di eccellenza come quella di Milano (Proff. D’Amico, Locatelli, Ponticelli), di Napoli (Proff. Giordano, Andreucci), di Bologna (Bonomini), di Torino (Vercellone, Piccoli), di Padova e Verona (Prof. Maschio). Oltre all’organizzazione di varie edizioni dei Congressi Nazionali delle Società Italiane di Nefrologia e dell’Ipertensione Arteriosa, il Prof. Cinotti fu promotore di diversi Corsi di Aggiornamento e per oltre 15 anni delle classiche Giornate Nefrologiche Romane.
Nel giro di pochi anni la Nefrologia Italiana si rapportò con successo alle analoghe e storiche realtà Europee e Statunitensi, e la frequentazione e collaborazione scientifica con la comunità internazionale vide sempre il Prof. Cinotti in prima linea, attraverso le Società Scientifiche Nazionali (SIN) e Internazionali (ERA-EDTA, ASN, ISN). Diversi allievi e collaboratori del Professore trascorsero periodi di studio e ricerca in qualificati Laboratori e Ospedali Italiani ed esteri, non trascurando successivamente la tecnica allora emergente della emodialisi, che consentiva la sopravvivenza dei malati acuti e cronici e rappresentava un ponte verso il Trapianto Renale, la cosiddetta Terapia Sostitutiva della funzione renale.
Probabilmente però il passaggio più importante nella carriera accademica del Prof. Cinotti fu nel 1980 l’attribuzione della I Cattedra di Nefrologia e la contemporanea istituzione della Scuola di Specializzazione in Nefrologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, nucleo di formazione di decine di Specialisti che negli anni successivi hanno animato e spesso diretto le principali Unità Operative Universitarie ed Ospedaliere di Roma e del Lazio. L’insegnamento universitario della Nefrologia è stato poi continuato da alcuni dei suoi allievi che gli sono succeduti alla Cattedra di Nefrologia (in ordine temporale i Proff. Francesco Pugliese, chi vi parla - Paolo Menè presso la Facoltà del Sant’Andrea - e Sandro Mazzaferro).
Da questa breve cronistoria vorrei estrapolare alcune considerazioni sulla formidabile esperienza umana e professionale del Professore, che ha tra l’altro partecipato attivamente negli anni alle riunioni dell’Accademia Lancisiana che oggi lo onora. In primo luogo la passione per la scienza e la ricerca nell’ambito Nefrologico, ma non solo. Della lunga frequentazione con Lui, che ho avuto il privilegio di intrattenere fino agli ultimi giorni del suo percorso di vita, ricordo le ore di studio e lettura che dedicava ogni giorno fino a tarda sera, riportando poi a noi Collaboratori temi di attualità scientifica spesso in ambiti diversi della Medicina e non solo strettamente renali.
La vivacità delle discussioni e la profondità delle sue analisi non hanno mai finito di sorprenderci, insieme alla profonda cultura umanistica e allo spirito critico venato di un sottile umorismo, sempre amichevole e incoraggiante per noi più giovani alle prese con le difficoltà della professione e di carriera. Tra le sue tante espressioni e intercalari preferiti ricordo in particolare “ho ben capito”, frutto delle sue radici romane di San Lorenzo, dove ha vissuto da giovane, ma anche dei suoi luoghi del cuore, Genzano e Bolsena nel Lazio e Punta Ala in Toscana. Mi ha sempre colpito questo “ho ben capito”, perché effettivamente il Professore aveva capito prima di tanti e forse di tutti che la Nefrologia aveva un futuro tra le Scienze Mediche, e che sarebbe stata una scelta di vita fruttuosa per noi che lo abbiamo seguito per tanti anni.
Resta a noi e alle future generazioni di Nefrologi un esempio di vitalità intellettuale, dedizione alla Medicina e umanità difficilmente eguagliabile. Il nostro Maestro è ancora qui con noi, e non solo nella professione. Ci ha lasciato un incarico importante, continuare il suo percorso umano e scientifico, non dimenticando di onorare quotidianamente la sua memoria.
BIBLIOGRAFIA
Cagli V, Cinotti GA. La difficile nascita della Nefrologia Romana. Giornale Italiano di Nefrologia 2009;26: 377-83.
Cassano C, Fiaschi E, Andres GA, et al. La sindrome nefrosica. Atti dei Congressi della Società Italiana di Medicina Interna: 61° Congresso, Napoli 17-19 ottobre 1960.
Fabbrini A, Cinotti GA, Giacomelli F. Splitting of the glomerular basement membrane. Postgrad Med J 1962;38:491-6.
Prof. Paolo Menè, Cattedra di Nefrologia, “Sapienza” Università di Roma, Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare; UOC Nefrologia e Dialisi – A.O.U. Sant’Andrea
Per la corrispondenza: paolo.mene@uniroma1.it