Anno Accademico 2025-2026

Vol. 70, n° 1, Gennaio - Marzo 2026

Simposio: Le vasculopatie da COVID e POSTCOVID

25 novembre 2025

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Introduzione

L. Gasbarrone

Sono trascorsi quasi sei anni da quando, l’11 marzo 2020, l’OMS ha dichiarato la “pandemia COVID-19”1. Dopo tre anni trascorsi con due lockdown e vari episodi di recrudescenza della diffusione dell’infezione, sempre l’OMS il 5 maggio 2023 ha dichiarato la fine della pandemia COVID-192. Ma è davvero finita, se ancora oggi ci ritroviamo qui a parlarne, dopo aver contato 800 milioni di casi totali nel mondo? Ovviamente per “casi” intendiamo persone venute a contatto con il virus, documentato da positività al tampone, e non persone necessariamente ammalate, ma il numero apparentemente elevato è certamente sottostimato e non rende conto di chi non si è sottoposto al tampone o di chi lo ha fatto autonomamente senza dichiararne il risultato.

Il COVID non ci ha abbandonato anche perché parliamo delle sue conseguenze, il Long COVID. Su quest’ultimo, che sembra interessare il 10-20% degli ammalati di COVID-19, in Italia circa il 9,3%, non c’è uniformità di definizione, variabile da poche settimane a mesi e in alcuni casi con persistenza di sintomi, anch’essi incerti per tipo e durata, anche a distanza di anni, tanto che in alcune realtà sono stati istituiti ambulatori dedicati.

Di fronte quindi all’evidenza della persistenza della circolazione del virus COVID-19, Il Ministero della Salute di concerto con l’Istituto Superiore di Sanità pubblica ogni sabato report settimanali sull’andamento dei nuovi casi, dei guariti e dei deceduti. Negli ultimi mesi si è assistito ad un nuovo aumento dei casi, culminato nella settimana dal 2 all’8 ottobre scorso con 4.272 nuovi casi, fortunatamente in costante discesa nelle settimane successive. Alla data del 19 novembre u.s. in Italia si sono avuti, dal gennaio 2020, 27.018.408 casi positivi! Considerando che al momento la popolazione italiana è costituita da poco meno di 59 milioni di persone e considerando sottostimato il numero dei casi rilevati, possiamo dire che in Italia la diffusione del virus ha colpito più della metà dell’intera popolazione. Sempre alla data del 19 novembre il numero totale dei deceduti per l’infezione in Italia è stato 199.469, mentre i casi attualmente positivi risultano 205.6793.

È interessante consultare la dashboard del Ministero della Salute dove, oltre ai numeri riportati, è possibile documentarsi dai dati forniti dalle singole regioni sull’andamento specifico e su quello nazionale, sulle maggiori/minori concentrazioni della circolazione virale nelle singole città4.

Il Long COVID ha una storia ancora non definita, molto diversa nelle divere popolazioni, con una prevalenza media di circa 7%, ma molto variabile, minore in Grecia (poco > 4%) e maggiore in Norvegia (poco > 10%), in Italia considerata poco > 9%. Su questa patologia si sta ancora studiando: i rilievi al momento ci dicono che le prevalenze maggiori si riscontrano nel sesso femminile, in età 45-54 anni e in persone affette da 3 o più patologie5. Studi recenti sembrerebbero attribuire alcuni aspetti vascolari del Long COVID alla persistente presenza di micro coaguli circolanti in questi pazienti6.

Quindi, alla luce di questi dati, dobbiamo ammettere che il COVID è ancora tra noi e che ancora incerte sono le conoscenze circa l’infezione virale e soprattutto le sue conseguenze a lungo termine.


BIBLIOGRAFIA

  1. who.int.https://www.who.int/dg/speeches/detail/who-director-general-s-opening-remarks-at-the-media-briefing-on-covid-19---11-march-2020.
  2. https://www.who.int/news/item/05-05-2023-statement-on-the-fifteenth-meeting-of-the-international-health-regulations-(2005)-emergency-committee-regarding-the-coronavirus-disease-(covid-19)-pandemic.
  3. https://www.salute.gov.it/new/it/tema/covid-19/report-settimanali-covid-19/.
  4. https://mappe.protezionecivile.gov.it/it/mappe-e-dashboards-emergenze/dashboards-coronavirus/situazione-desktop/.
  5. OECD (2025). The prevalence and impact of Long COVID in the primary care population: Findings from the OECD PaRIS survey. Paris: OECD Publishing, 2025. https://doi.org/10.1787/119b0e8f-en.
  6. Thierry AR, Usher T, Sanchez C, et al. Circulating Microclots Are Structurally Associated With Neutrophil Extracellular Traps and Their Amounts Are Elevated in Long COVID Patients. J Med Virol 2025;97:e70613.

 

 

Dott.ssa Laura Gasbarrone, Presidente della Accademia Lancisiana ETS

Per la corrispondenza: gasbarronelaura@gmail.com