Anno Accademico 2025-2026
Vol. 70, n° 1, Gennaio - Marzo 2026
Seduta Inaugurale
04 novembre 2025
Seduta Inaugurale
04 novembre 2025
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Negli ultimi settant’anni, l’umanità ha vissuto una fase di progresso senza precedenti. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, indicatori fondamentali del benessere umano – alfabetizzazione, riduzione della povertà estrema, mortalità infantile e aspettativa di vita – hanno mostrato miglioramenti straordinari. Tuttavia, tali conquiste si basano su un modello di sviluppo che ha progressivamente eroso i fondamenti biofisici del sistema Terra. L’era moderna è così divenuta teatro di una contraddizione storica: la prosperità umana cresce mentre la stabilità planetaria declina1.
La Grande Accelerazione e l’Era dell’AntropoceneLa “Grande Accelerazione”, descritta dallo Stockholm Resilience Centre, evidenzia la crescita simultanea di indicatori socio-economici e impatti ambientali dal 1950 in poi1. Tale dinamica ha condotto all’Antropocene, una nuova epoca geologica definita dal predominio dell’attività umana sui processi terrestri2. Le concentrazioni atmosferiche di CO₂ hanno superato le 420 ppm, livelli mai registrati negli ultimi tre milioni di anni3. Questa trasformazione ha alterato il bilancio energetico del pianeta, innescando un riscaldamento globale che minaccia la resilienza del sistema climatico.
La Crisi Climatica: la minaccia centrale del XXI SecoloIl cambiamento climatico rappresenta una crisi sistemica multidimensionale. L’aumento delle temperature globali comporta fenomeni sempre più estremi: scioglimento dei ghiacciai, innalzamento del livello dei mari, desertificazione e incendi diffusi3. Le conseguenze sociali e sanitarie sono profonde: aumento della mortalità da ondate di calore, insicurezza alimentare, carenza d’acqua e migrazioni ambientali4.
Gli effetti della crisi climatica si distribuiscono in modo diseguale: i Paesi a basso reddito subiscono le conseguenze più gravi pur avendo contribuito in misura marginale alle emissioni globali, ponendo al centro il tema della giustizia climatica5.
Conseguenze ambientali e sociali: biodiversità e vulnerabilitàLa perdita di biodiversità – con circa un milione di specie a rischio estinzione6 – rappresenta una delle maggiori minacce per la stabilità ecologica. Gli ecosistemi forniscono servizi essenziali come impollinazione, purificazione dell’acqua e regolazione climatica; la loro degradazione mette in pericolo la sicurezza alimentare e la salute umana7.
Inoltre, l’alterazione dei cicli biogeochimici di azoto e fosforo, l’inquinamento chimico e la deforestazione contribuiscono al superamento di sei dei nove limiti planetari definiti da Rockström et al.8. Tali limiti rappresentano le soglie entro cui l’umanità può operare in sicurezza senza compromettere la stabilità del sistema terrestre.
La Salute Planetaria: un paradigma integrato e rigenerativoIl paradigma della Salute Planetaria9 integra le dimensioni ecologiche, sociali e sanitarie, riconoscendo che la salute umana dipende dall’integrità dei sistemi naturali. Questo approccio transdisciplinare è strettamente connesso al concetto di One Health, che evidenzia l’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale.
Sul piano operativo, la Salute Planetaria invita a ridefinire le politiche di sviluppo in coerenza con i limiti ecologici e i principi di equità sociale, ponendo la resilienza socio-ecologica come obiettivo centrale. Essa richiede nuove forme di governance multilivello, in cui scienza, istituzioni e società civile collaborino nella co-creazione di soluzioni sostenibili10.
Etica e Governance nell’Epoca dell’AntropoceneAffrontare la crisi planetaria implica una profonda revisione dei valori etici e dei modelli decisionali. L’Antropocene ci obbliga a superare la visione antropocentrica della modernità, riscoprendo un’etica della corresponsabilità ecologica11. La transizione verso società resilienti e rigenerative richiede nuovi indicatori di benessere – come il Wellbeing Economy Index – e strumenti di pianificazione capaci di integrare scienza, economia e giustizia sociale.
La sfida è culturale prima che tecnologica: ridefinire il senso della prosperità in termini di equilibrio, cura e rigenerazione del vivente.
Invito all’azione: costruire un futuro sostenibile e giustoIl futuro dell’umanità dipende dalla capacità di coniugare scienza, governance e responsabilità morale. La transizione verso un’economia decarbonizzata, la protezione della biodiversità e la riduzione delle disuguaglianze sociali sono i pilastri di una strategia globale di rigenerazione planetaria.
Come afferma E.O. Wilson, “abbiamo ereditato un pianeta perfetto, ma rischiamo di lasciarlo inadatto alla vita”. La Salute Planetaria offre un nuovo contratto sociale tra umanità e Terra, fondato su giustizia, conoscenza e cooperazione: un orizzonte in cui la sopravvivenza diventa progetto condiviso e la sostenibilità un principio etico universale.
BIBLIOGRAFIA
Prof. Walter Ricciardi, Professore Ordinario di Igiene e Direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma; Presidente del Mission Board for Cancer della Commissione Europea e dell’European Mission Board for Vaccination
Per la corrispondenza: Walter.Ricciardi@unicatt.it