Anno Accademico 2024-2025

Vol. 69, n° 4, Ottobre - Dicembre 2025

Simposio: L'urgenza aortica nel terzo millennio

27 maggio 2025

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Aneurisma rotto dell’aorta addominale: trattamento endovascolare o chirurgia open?

E. Marone, L. Rinaldi

La rottura dell’aneurisma aortico addominale (AAA), nonostante il progressivo miglioramento dei risultati del trattamento in emergenza, rappresenta ancora la decima causa di morte nel Mondo Occidentale, con un tasso di mortalità peri-operatoria compreso tra il 25% e il 50% a seconda delle casistiche1.

La mortalità e le complicanze associate al trattamento open o endovascolare degli AAA rotti sono influenzati da:
- pressione sistolica alla presentazione <70mmHg;
- età;
- sesso femminile;
- ASA>4;
- caratteristiche anatomiche ostili (AAA para- o iuxtarenali)2.

La diffusione del trattamento endovascolare, anche in regime di urgenza, rientra senza dubbio tra i fattori che hanno contribuito a ridurre significativamente mortalità e complicanze associate alla rottura di AAA, ma la sua fattibilità rimane oggetto di dibattito, soprattutto in merito al potenziale ritardo nel trattamento a causa della centralizzazione e dell’esecuzione di esami diagnostici.

Il trattamento endovascolare, infatti, permette di controllare rapidamente l’emorragia mediante il clampaggio endoluminale con pallone, ove necessario, e ristabilire così rapidamente l’emodinamica del paziente. Evitando la laparotomia, si riducono le complicanze respiratorie e cardiache, in modo da poter trattare anche soggetti con età e comorbidità tali da essere altrimenti destinati alla palliazione3.

Se, da una parte, i primi studi retrospettivi non hanno rilevato alcuna differenza in termini di mortalità e qualità della vita tra riparazione open (OSR) ed endovascolare (EVAR) degli aneurismi addominali in rottura, la pubblicazione dei risultati dello studio randomizzato IMPROVE (Immediate Management of Patients with Ruptured Aneurysm: Open Versus Endovascular Repair, 2009-2013), condotto su 558 pazienti, di cui 183 trattati per via endovascolare e 275 per via open, ha stabilito chiaramente una significativa riduzione della mortalità a 30 giorni nei pazienti sottoposti ad EVAR2, 4-6. I successivi studi osservazionali condotti negli ultimi dieci anni, oltre a confermare tali risultati, hanno dimostrato che il vantaggio dell’EVAR in termini di mortalità si mantiene fino a cinque anni di follow-up, in assenza di differenze statisticamente significative in termini di qualità della vita e di risultati a più lungo termine78. In ragione di tali evidenze, le attuali Linee Guida Europee raccomandano, ove fattibile, di preferire un approccio endovascolare al trattamento open degli AAA in rottura, con un livello di evidenza IA, approccio che ha ricevuto ulteriore impulso con l’esplosione della pandemia Covid19, grazie alla minore invasività e alla possibilità di evitare l’anestesia generale a beneficio dell’anestesia loco-regionale29.

Le attuali evidenze a supporto del vantaggio del trattamento endovascolare dimostrano, oltre ad una ridotta mortalità, una maggiore probabilità di essere dimessi al domicilio dopo intervento rispetto ai pazienti sottoposti al trattamento open, e, aggiustando i dati per età e comorbidità, una qualità della vita a lungo termine non differente rispetto alla popolazione generale, purché l’intervento sia eseguito in Centri ad alto volume e da equipe con sufficiente esperienza8.

Nonostante la ridotta invasività, la gestione endovascolare ottimale dell’emergenza aortica richiede, oltre ad un’adeguata esperienza e alla disponibilità immediata di un vasto repertorio di materiali, un alto livello di assistenza anestesiologica ed intensivistica nel periodo peri-operatorio. In particolare, oltre alle complicanze chirurgiche intrinseche a tutti gli interventi di chirurgia maggiore ed alle complicanze emodinamiche legate alla rottura dell’aorta, tra le complicanze più nefaste dell’EVAR eseguito in regime di emergenza figura la sindrome compartimentale addominale, che si manifesta nel 15-17% dei casi e si associa ad una mortalità peri-operatoria di quattro volte superiore rispetto alla già elevata mortalità dell’intervento non complicato10. Per questa ragione, le Linee Guida Europee raccomandano il monitoraggio della pressione intra-addominale nell’immediato post-operatorio1.       

In conclusione, il trattamento endovascolare è indicato come prima scelta nella rottura degli AAA, ove fattibile, in ragione della riduzione di mortalità e complicanze. L’ottimizzazione dei risultati del trattamento nella rottura degli AAA richiede:
- centralizzazione dei pazienti verso Centri di Riferimento, in quanto non si è dimostrato un aumento della mortalità a seguito del ritardo dovuto ai tempi di trasferimento;
- esecuzione di esame diagnostico di II Livello (angio-TC), in quanto non si è dimostrato alcun aumento della mortalità a seguito del ritardo dovuto ai tempi di esecuzione dell’esame;
- scelta dell’opzione endovascolare (EVAR) se fattibile, ed esecuzione della procedura in anestesia locale, che è risultata associata ad una significativa riduzione della mortalità peri-operatoria;
- monitoraggio peri-operatorio della pressione intracompartimentale addominale26.


Prof. Enrico Maria Marone, Professore Ordinario di Chirurgia Vascolare, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università del Salento; Direttore UOC di Chirurgia Vascolare Ospedale Vito Fazzi, Lecce

Dott. Luigi Federico Rinaldi, Dirigente Medico UOC di Chirurgia Vascolare Ospedale Morelli, Sondalo (SO)

BIBLIOGRAFIA

  1. Wanhainen A, Van Herzeele I, Bastos Goncalves F, et al. Editor’s Choice e European Society for Vascular Surgery (ESVS) 2024 clinical practice guidelines on the management of abdominal aorto-iliac artery aneurysms. Eur J Vasc Endovasc Surg 2024;67:192e331.
  2. Badger SA, Harkin DW, Blair PH, et al. Endovascular repair or open repair for ruptured abdominal aortic aneurysm: a Cochrane systematic review. BMJ Open 2016;6:e008391.
  3. Rinaldi LF, Marazzi G, Brioschi C, Pallini M, Visetti E, Marone EM. Ruptured abdominal aortic aneurysm in a 93-year-old patient: is palliative care always the correct approach? J Cardiovasc Surg 2022;63:390-1.
  4. Desgranges P, Kobeiter H, Katsahian S, et al. ECAR Investigators. Editor’s Choice – ECAR (Endovasculaire ou Chirurgie dans les Anévrysmes aorto-iliaques Rompus): A French Randomized Controlled Trial of Endovascular Versus Open Surgical Repair of Ruptured Aorto-iliac Aneurysms. Eur J Vasc Endovasc Surg 2015;50:303-10.
  5. Reimerink JJ, Hoornweg LL, Vahl AC, et al. Endovascular repair versus open repair of ruptured abdominal aortic aneurysms: a multicenter randomized controlled trial. Ann Surg 2013;258:248-56.
  6. IMPROVE trial investigators; Powell JT, Hinchliffe RJ, Thompson MM, et al. Observations from the IMPROVE trial concerning the clinical care of patients with ruptured abdominal aortic aneurysm. Br J Surg 2014;101:216-24; discussion 224.
  7. Umegaki T, Kunisawa S, Kamibayashi T, Fushimi K, Imanaka Y. Comparison of In-Hospital Outcomes between Open Aneurysm Repair and Endovascular Aneurysm Repair for Ruptured Abdominal Aortic Aneurysm: A Retrospective Cohort Study Using Japanese Administrative Data. Ann Vasc Dis 2024;17:351-7.
  8. Spanos K, Kouvelos G. Where Do You Go and How Do You Live after Intervention for a Ruptured Abdominal Aortic Aneurysm? Eur J Vasc Endovasc Surg 2025:69:702-3.
  9. Rinaldi LF, Marazzi G, Marone EM. Endovascular Treatment of a Ruptured Pararenal Abdominal Aortic Aneurysm in a Patient With Coronavirus Disease-2019: Suggestions and Case Report. Ann Vasc Surg 2020;66:18-23.
  10. Hörer TM, Abu-Zidan FM, McGreevy DT, Nilsson K, Djavani Gidlund K. Abdominal Compartment Syndrome After Endovascular Repair of Ruptured Abdominal Aortic Aneurysms: A Single-Center Experience of Total Endovascular Care for Ruptured Abdominal Aneurysms. J Endovasc Ther 2025. doi: 10.1177/15266028251328494.