Dott. Paolo Valle

U.O.C. Chirurgia Generale, Ospedale S. Eugenio, ASL Roma 2

Articolo pubblicato in:

Anno Accademico 2024-2025

Vol. 69, n° 2, Aprile - Giugno 2025

ECM: Il dolore in Patologia e Chirurgia Vascolare ... e non solo

25 marzo 2025

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Malattia Venosa Cronica

P. Valle

Il dolore venoso è una sensazione dolorosa associata a patologie del sistema venoso, principalmente agli arti inferiori. È spesso legato a Insufficienza o Malattia Venosa Cronica (Trombosi Venosa Profonda o Varici), che hanno ovviamente quadri clinici diversi ma sicuramente riconducibili ad una patologia venosa.

Caratteristiche del Dolore Venoso

− Localizzazione: prevalentemente agli arti inferiori, specialmente a livello del polpaccio.

− Tipo: pesantezza, senso di tensione, sordo e persistente, crampiforme (notturno).

− Peggioramento: con la stazione eretta prolungata, alla fine della giornata e con l’uso di calzature non idonee.

− Miglioramento: con il riposo, il sollevamento degli arti e l’uso di calze elastiche (prescritte dal medico).

Diagnosi e Trattamento
Diagnosi: Esame clinico, Ecocolordoppler venoso, Screening per Trombofilia
Terapia:

− elasto-compressiva (calze elastiche);

− medica con flebotonici, antitrombotici eparinici;

− chirurgica ed endovascolare (termica e non termica);

− ripresa di un corretto stile di vita: attività fisica, evitare la sedentarietà e controllare il peso e uso di scarpe idonee.

Quadri clinici particolari (Fig. 1)
  1. Claudicatio venosa
  2. Sindrome delle gambe senza riposo
  3. Sindrome della Pedrada
1. Claudicatio venosa

È una condizione caratterizzata da dolore e senso di pesantezza agli arti inferiori, che si manifesta durante la deambulazione e migliora con il riposo. È causata da un’insufficienza venosa cronica o da un'ostruzione venosa, che impedisce il corretto ritorno del sangue al cuore.

 

Fig. 1. Quadri clinici particolari della malattia venosa cronica.

 

2. Sindrome delle gambe senza riposo (Restless Legs Syndrome, RLS)

È un disturbo neurologico caratterizzato da un'irresistibile necessità di muovere le gambe, spesso accompagnata da sensazioni spiacevoli, come formicolii, prurito o parestesie.

Caratteristiche della RLS

− Sintomi principali: fastidio alle gambe, che si manifesta soprattutto a riposo o durante la notte.

− Sollievo con il movimento: camminare o muovere le gambe riduce temporaneamente i sintomi.

− Peggioramento serale/notturno: i sintomi sono più intensi nelle ore serali e notturne, disturbando il sonno.

Cause e Fattori di Rischio

− Idiopatica (primaria): può avere una base genetica e insorgere senza una causa evidente.

− Secondaria: legata a condizioni come carenza di ferro, insufficienza renale, diabete, gravidanza o uso di alcuni farmaci (antidepressivi, antistaminici, neurolettici).

Diagnosi

La diagnosi è clinica e basata sui sintomi riferiti dal paziente. Possono essere utili esami del sangue per escludere carenze di ferro o altre patologie associate.

Trattamento e Rimedi

− Modifiche dello stile di vita:

• evitare alcol, caffeina e nicotina;

• mantenere un buon ritmo sonno-veglia;

• praticare esercizio fisico moderato.

− Integratori: se presente una carenza di ferro, il medico può prescrivere integratori.

− Farmaci (nei casi più gravi):

• agenti dopaminergici (pramipexolo, ropinirolo);

• anticonvulsivanti (gabapentin, pregabalin);

• benzodiazepine per migliorare il sonno.

La RLS può influire significativamente sulla qualità della vita, ma con una gestione adeguata è possibile ridurre i sintomi e migliorare il riposo notturno.

3. Sindrome della pedrada

È una lesione muscolare acuta che colpisce principalmente il muscolo gastrocnemio, ovvero il polpaccio. Il termine “pedrada” deriva dallo spagnolo e significa “sassata”, perché chi ne è colpito riferisce la sensazione improvvisa di una sassata o di uno strappo violento nella parte posteriore della gamba.

Questa lesione è causata da una contrazione improvvisa e violenta del muscolo, spesso in situazioni di scatto, salto o cambio di direzione. È frequente negli sportivi, in particolare nei calciatori, tennisti e podisti.

Sintomi

− dolore acuto e improvviso al polpaccio, come una "frustata/sassata";

− difficoltà nel camminare o appoggiare il piede;

− possibile gonfiore o ematoma nella zona interessata.

Diagnosi

− esame clinico (test di palpazione e mobilità);

− ecografia muscolare (per verificare l'entità della lesione);

− risonanza magnetica (in casi più complessi).

Trattamento

Fase acuta (primi giorni): riposo, ghiaccio, compressione con bendaggi anelastici, elevazione dell’arto.

Fase di recupero: fisioterapia con esercizi di stretching e rinforzo progressivo, terapie fisiche (laser, ultrasuoni) per accelerare la guarigione, ritorno graduale all’attività sportiva, evitando movimenti bruschi.

Dopo una sindrome della pedrada, a causa dell’Immobilizzazione a cui è sottoposto il paziente ed alla compressione locale (ematoma/edema) può verificarsi una trombosi venosa gemellare.

Cambiano i sintomi:

− dolore persistente al polpaccio, anche a riposo;

− gonfiore localizzato e senso di tensione;

− cute arrossata o più calda del normale;

− sensazione di gamba pesante o affaticata;

− segno di Homans positivo (dolore al polpaccio durante la dorsiflessione del piede).

Principali trattamenti

− bendaggio anelastico (3 settimane);

− EBPM sec. Classe di rischio (Caprini Score);

− drenaggio ecoguidato percutaneo (ematoma ancora non organizzato).

In conclusione, possiamo affermare che il dolore venoso è una entità clinica ben definita, le cui caratteristiche indirizzano bene la necessità di un approfondimento diagnostico in ambito vascolare. Purtroppo molti pazienti con patologie come le sindromi radicolari, quelle muscolo scheletriche ed i reumatismi distrofici e neurodistrofici sono indirizzati inutilmente in ambito vascolare rallentando in maniera significativa l’iter diagnostico-terapeutico.


Dott. Paolo Valle, Responsabile Attività di Chirurgia Flebologica - UOC Chirurgia Generale – Ospedale Sant’Eugenio – Roma; Co-Direttore Scuola Nazionale SIC/SICVE di Chirurgia Flebologica

Per la corrispondenza: paolo.valle@aslroma2.it