Anno Accademico 2024-2025

Vol. 69, n° 2, Aprile - Giugno 2025

ECM: Il dolore in Patologia e Chirurgia Vascolare ... e non solo

25 marzo 2025

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È possibile la coesistenza della terapia farmacologica con la nutraceutica?

V. Cotticelli

La crescente complessità dei pazienti, legata all’aumento dell’età media, la presenza di comorbilità e la polifarmacoterapia ha portato la ricerca scientifica alla necessità di individuare terapie sicure, efficaci e con poche interazioni farmacologiche che possano essere utilizzate per il trattamento del dolore.

Come riportato in varie reviews sistematiche e meta-analisi12, generalmente il trattamento delle sindromi dolorose, soprattutto nei pazienti anziani, dovrebbe privilegiare l’uso di terapie che non determinino eccessivi effetti collaterali, quali quelli sedativi, utilizzando farmaci efficienti e sicuri: in quest’ottica è stato proposto l’uso di principi “Nutraceutici”3.

Il termine nutraceutico è un neologismo coniato da Stephen DeFelice che, fondendo le parole “Nutrition” e “Pharmaceutical4, definì nutraceutico una sostanza di origine vegetale, animale o parte di essa, in grado di determinare effetti benefici sulla salute5-7, compresi prevenzione e trattamento di patologie croniche, quali sindrome metabolica, diabete, stroke, patologie cardiovascolari8-10. La definizione di nutraceutico, tuttavia, non è ancora del tutto delineata, spaziando in un’area grigia tra alimenti, supplementi alimentari e farmaceutici: si tratta di vitamine, proteine, minerali, fibre, aminoacidi, grassi11-15 derivati da sostanze di origine animale (zoonutrienti, per es. acidi grassi omega 3) o vegetale (fitonutrienti, per es. flavonoidi, fitosteroidi, etc) con noti effetti terapeutici (Tab. 1-4). I nutraceutici sono prodotti con un buon profilo di sicurezza, elevata biodisponibilità e pochi effetti indesiderati1617. È necessario sottolineare, però, che l’attuale legislazione europea non fa menzione del termine “nutraceutico”: queste sostanze sono classificate nell’ambito di “cibi destinati a usi nutrizionali particolari” (PARNUTS: Food for Particular Nutritional Uses; Direttiva 89/398/EEC, 1989 e successivi emendamenti1819), includendo supplementi alimentari destinati ad usi medici specifici, qualora ne sia stato validato il profilo di sicurezza e l’efficacia attraverso studi “in vitro ed in vivo”.

 

Tab. 1. Usi terapeutici dei macronutrienti.

 

Tab. 2. Usi terapeutici degli oligoelementi.

 

Tab. 3. Funzioni e usi terapeutici delle vitamine.

 

Tab. 4. Usi terapeutici di sostanze simili alle vitamine.

 

Recenti reviews indagano l’efficacia dei nutraceutici nel trattamento del dolore, in particolare nella terapia del dolore neuropatico20-22.

Il dolore neuropatico è classificato in due categorie in base alla sua origine: centrale, causato cioè da alterazioni o danni del sistema nervoso centrale, oppure periferico, dovuto ad alterazioni o danni del sistema nervoso periferico (comprese le fibre periferiche fibre Aβ, Bδ, C, i neuroni sensitivi e motori)23. Nel dolore neuropatico centrale, che si sviluppa come conseguenza di lesioni o patologie del sistema nervoso centrale (infezioni, quali mieliti od encefaliti, stroke, traumi cerebrali, sclerosi multipla, malattia di Parkinson, etc.24), l’iperreattività e/o l’ipereccitabilità neuronale, conseguente a livello fisiopatologico ad alterazioni nella trasmissione del segnale intracellulare, all’attivazione della microglia, all’aumento dei fattori pro-infiammatori e dei mediatori dell’infiammazione così come allo stress ossidativo25, causano dolore persistente. Nella neuropatia periferica dovuta a disfunzione dei nervi periferici, sebbene sia coinvolta anche un’attività neuronale ectopica nei nervi afferenti e nelle radici dorsali gangliari, a livello fisiopatologico sembrerebbero essere implicate un’alterazione dei canali del sodio, la sensibilizzazione dei nocicettori e l’inteconnessione tra le fibre nervose26.

In considerazione di queste evidenze sono stati proposti quali target primari per il trattamento del dolore neuropatico27:

  • i canali ionici del sodio voltaggio dipendenti, i canali del calcio, i canali TRP (Transient Receptor Potential) che sono correlati all’ipereccitabilità neuronale alla base del dolore spontaneo;
  • i recettori del GABA (Acido γAmmino-Butirrico) la cui attivazione in modelli sperimentali riduce sia l’ipereccitabilità neuronale che la nocicezione28,i recettori serotoninergici, adrenergici, endocannabinoidi (CB1 e CB2), del glutamato29;
  • le cellule microgliali la cui attivazione è implicata nella neuroinfiammazione, neurotossicità ed ipereccitabilità neuronale30 (Fig. 1, 2).

 

Fig. 1. Meccanismi della neuroinfiammazione.

 

Fig. 2. Dalla fisiologia al dolore neuropatico.

 

Sebbene in generale le linee guida per il trattamento del dolore neuropatico, suggeriscano un approccio terapeutico farmacologico31, è possibile integrare a questo tipo di approccio l’uso di prodotti nutraceutici che consentano di migliorare la sintomatologia algica3. A tale scopo sono state indicate numerose sostanze (Tab. 1-4). Alcune di queste, che vengono impiegate in formulazioni terapeutiche, sono:

  • la capsaicina, riducendo i livelli di sostanza P ed inibendo la sintesi di mediatori proinfiammatori (IL-1β, IL-6, TNF-α), è efficace nella neuropatia diabetica e nel dolore cronico muscoloscheletrico32;
  • la curcumina, inibendo l’attività di protein-kinasi coinvolte nella trasmissione del segnale, è un candidato promettente per il trattamento del dolore neuropatico33;
  • β-cariofillene, legando i recettori endocannabinoidi CB2, stimola il rilascio di endorfine e modula la trasmissione dell’impulso algogeno34;
  • le vitamine del complesso B (B1, B6, B12), indispensabili per il trofismo del sistema nervoso, sono risultate efficaci nella riduzione dei sintomi della neuropatia periferica35;
  • la vitamina D, oltre al ruolo nell’omeostasi del calcio, si è dimostrata implicata nella funzionalità nervosa e nella riduzione dell’infiammazione, alleviando il dolore neuropatico36;
  • l’acido α-lipoico in recenti studi37 si è dimostrato utile sul controllo dei sintomi della neuropatia periferica migliorando la qualità di vita;
  • l’N-palmitoiletanolamide (PEA), riducendo l’attivazione della microglia ed aumentando la produzione di IL-10, partecipa alla risoluzione della neuroinfiammazione e del dolore indotto da stimoli acuti38.

Le sostanze nutraceutiche si sono rivelate efficaci nella prevenzione e nel trattamento di varie patologie, rappresentando un valido supporto non un’alternativa alla terapia farmacologica convenzionale, sebbene siano necessari ulteriori studi.


Dott.ssa Virginia Cotticelli, Chirurgia Vascolare Aurelia Hospital, Roma

Per la corrispondenza: virginiacott@libero.it

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