Anno Accademico 2024-2025

Vol. 69, n° 3, Luglio - Settembre 2025

Settimana per la Cultura

15 aprile 2025

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La musica ritrovata negli archivi della Biblioteca Lancisiana

P. Ricca

Questo contributo si prefigge di analizzare e valorizzare i codici e i documenti che racchiudono partiture musicali, elemento fondante dell’antico archivio musicale dell’Ospedale Santo Spirito. Tali materiali, recentemente scoperti all’interno degli archivi della Biblioteca Lancisiana, verranno esaminati e contestualizzati, integrandoli con i riferimenti ai noti titoli già presenti nel catalogo, al fine di arricchire gli studi sull’archivio musicale del Santo Spirito, finora delineati.

La musica all’interno dell’Ospedale Santo Spirito in Sassia non si limitava ad essere un semplice complemento liturgico, ma rappresentava una profonda forma di comunicazione culturale, religiosa e sociale, abbracciando l'intera comunità composta da pazienti, pellegrini e autorità ecclesiastiche.

Già nel XVI secolo, Bernardino Cirillo, commendatore dell’Ospedale, si soffermava sull’importanza della musica descrivendola come un vero e proprio farmaco capace di influenzare positivamente sia l’anima che il corpo. Per Cirillo, la musica aveva la capacità di placare le emozioni, rasserenare gli animi, innalzare lo spirito e lenire le sofferenze interiori dei malati, purché fosse caratterizzata da armonia, ordine e aderisse ai principi liturgici. Le sue riflessioni si collegano al pensiero di Gioseffo Zarlino, rinomato teorico musicale e maestro della cappella della Basilica di San Marco a Venezia, il quale nel suo trattato “De Le Istituzioni Harmoniche” (Fig. 1) considerava la musica non solo come uno strumento per intrattenere, ma soprattutto come un mezzo per purificare l’anima attraverso una pratica disciplinata e spirituale. L’Ospedale Santo Spirito vantava una Cappella Musicale che rivaleggiava per prestigio con la Cappella Musicale della Corte Papale, contribuendo a rafforzare il legame tra l’Ospedale e la città di Roma. Attraverso celebrazioni liturgiche interne ed esibizioni pubbliche nelle processioni, tale istituzione conferiva all’Ospedale grande visibilità. La Cappella Musicale del Santo Spirito era composta da un maestro di cappella, cappellani cantori e un organista, che animavano con la loro presenza le messe, i vespri e le festività liturgiche.

 

Fig. 1. Codice lancisiano LX.I.25. Gioseffo Zarlino. Le istituzioni armoniche (particolare). Biblioteca Lancisiana.

 

Tra i musicisti associati alla cappella si annoverano nomi celebri della scuola romana come Giovanni Battista Casali, Luigi Rossi, Domenico Scarlatti e Giovanni Battista Pergolesi, Girolamo Frescobaldi oltre ad altre figure meno conosciute.

Le rappresentazioni musicali avvenivano in spazi appositi all’interno del complesso ospedaliero, più precisamente nella cappella principale, collocata in prossimità delle aree di cura per garantire l’accesso a pazienti, pellegrini e personale sanitario. In linea con le tradizioni delle istituzioni religiose più rinomate, questa separazione fisica rispettava le esigenze liturgiche pur mantenendo un legame funzionale con l’Ospedale.

La documentazione sulle attività musicali e liturgiche dell’Ospedale Santo Spirito, tra XV e XVIII secolo, è in parte sopravvissuta grazie all’antico archivio musicale dell’Istituzione (Fig. 2). Tuttavia, questo patrimonio ha subito significative dispersioni1, come riportato nella lettera di Pietro De Angelis2 rinvenuta nella Biblioteca Lancisiana: “Dell’archivio di musica dell’antica Cappella non rimane più traccia ad eccezione dei libri descritti nell'allegato B, poiché fu donato a Pietro Ravalli su richiesta” (Fig. 3).

 

Fig. 2. Manoscritto "Libro Corale". Biblioteca di Ratisbona. 

Fig. 3. Codice lancisiano XX.3. Lettera autografa di Pietro De Angelis. Biblioteca Lancisiana.

 

Il codice lancisiano a stampa XX.3, recentemente ritrovato nella Biblioteca Lancisiana, in origine apparteneva all’antico archivio musicale dell’Ospedale Santo Spirito come testimonia un’antica postilla rinvenuta nel codice (Fig. 4). Questo codice reca il timbro della Biblioteca stessa e lo stemma del Lancisi, segno della sua acquisizione probabilmente in epoca lancisiana. Il codice, datato 1592 e dedicato ad Alberto Duca di Baviera, presenta nella prima parte un elenco di composizioni liturgiche per la Messa. Tra gli autori delle composizioni figurano Jacobus de Kerle e Cristoforo Morales: il primo fu uno degli ultimi rappresentanti della scuola franco-fiamminga, noto per le sue composizioni sacre che combinavano la polifonia tradizionale con gli stili della scuola romana di Palestrina; il secondo, attivo a Roma per un decennio, è ricordato per il suo “Magnificat”, tramandato nella seconda parte del codice (Fig. 5). Morales trascorse dieci anni a Roma, dove già da tempo cantori spagnoli erano impiegati nella Cappella Papale3.

 

Fig. 4. Codice lancisiano XX.3. Biblioteca Lancisiana. 
Fig. 5. Codice lancisiano XX.3 Jacobus De Kerle. Particolare partitura del Magnificat. Biblioteca Lancisiana.

 

Il codice lancisiano IX.6.7 del 1711, intitolato “Osservazioni per ben regolare il coro della Cappella Pontificia” attesta la stretta connessione tra la Cappella Musicale dell’Ospedale e quella Pontificia. Questo legame è evidenziato sia dalla presenza del codice nel fondo Lancisiano che dall’antica annotazione a matita nell’indice del codice stesso (Fig. 6).

 

Fig. 6.  COD. IX.6.7. Frontespizio e particolare dell’Annotazione. Biblioteca Lancisiana.

 

Il fondo musicale del Santo Spirito, conservato presso la Biblioteca Lancisiana, include una selezione di quattro pregevoli libri liturgici stampati contenenti il salterio, risalenti al 1763 (Fig. 7). Questi volumi, verosimilmente, vennero impiegati nel corso delle cerimonie religiose, rappresentando una testimonianza significativa delle pratiche liturgiche dell’epoca4.

 

Fig. 7.  Salterio. Particolare della legatura e del frontespizio. Biblioteca Lancisiana.

 

Il codice LX.1.5 conserva l’opera di Girolamo Diruta intitolata “Il Transilvano. Dialogo sopra il vero modo di sonar organi et istromenti da penna” (Fig. 8), riconosciuta come una pietra angolare nello sviluppo della musica per tastiera e nella teoria musicale del Rinascimento. Originariamente parte del fondo primitivo della Biblioteca dell’Ospedale Santo Spirito, il manoscritto è caratterizzato dal timbro ovale con la croce di Lorena, che ne attesta l’appartenenza istituzionale.

  

Fig. 8.  Codice lancisiano LX.I.5. Il Transilvano. Particolare frontespizio e partitura. Biblioteca Lancisiana.

 

Girolamo Diruta, frate francescano e teorico musicale di spiccata rilevanza, realizzò quest’opera innovativa, considerata uno dei primi metodi strutturati dedicati agli strumenti a tastiera nell’ambito della musica europea. La trattazione si rivelò cruciale per la formazione di organisti e compositori liturgici, fornendo un paradigma teorico e tecnico che avrebbe influenzato profondamente le pratiche musicali del periodo.

In linea con il pensiero di altri importanti teorici musicali rinascimentali, tra cui Gioseffo Zarlino e Cirillo, Diruta attribuiva alla musica, e in particolare all’organo come strumento sacro per eccellenza, una funzione educativa e spirituale imprescindibile. Il “Transilvano” non solo consolidò le basi teoriche della prassi musicale per tastiera, ma esercitò anche un impatto significativo sui compositori del XVII secolo. Inoltre, la sua diffusione raggiunse contesti educativi e ospedalieri, dove la musica assumeva un duplice ruolo: da un lato come strumento terapeutico, dall’altro come mezzo formativo destinato ad elevare sia il sapere musicale sia il benessere spirituale delle comunità coinvolte.


Dott.ssa Patrizia Ricca, Responsabile della Conservazione Documentale; Referente Biblioteca Lancisiana, Servizio Archivistico, Visite guidate - ASL Roma 1

Per la corrispondenza: patrizia.ricca@aslroma1.it

 

  1. L’Archivio musicale dell’Ospedale S. Spirito in Sassia non è conservato integralmente in un’unica sede. Nel corso del tempo, la sua documentazione si è frammentata e dispersa tra diverse istituzioni. Nonostante queste perdite gli studiosi hanno contribuito a una parziale ricostruzione ideale dell’archivio musicale interpellando fonti conservate presso l’Archivio di Stato di Roma, la Biblioteca Lancisiana, le Biblioteche di Santa Cecilia e quella di Ratisbona.
  2. Bibliotecario della Biblioteca Lancisiana.
  3. Ricordiamo che Alessandro VI, al secolo Roderic de Borja i Borja è stato il 214º vescovo di Roma e papa spagnolo dall'11 agosto 1492 alla morte.
  4. Nel Settecento, il Salterio manteneva una posizione centrale nella pratica religiosa, fungendo da strumento per la preghiera personale e, soprattutto, per l’utilizzo liturgico e musicale. Sebbene la sua funzione fosse in evoluzione rispetto ai secoli precedenti, il salterio restava un libro liturgico composto da 150 salmi di Davide, spesso accompagnati da inni, antifone e cantici. In ambito musicale, i salmi venivano eseguiti in canto gregoriano o in polifonia, specialmente nelle cappelle come la Sistina o quella dell’Ospedale Santo Spirito in Sassia, talvolta con accompagnamento strumentale nei periodi più recenti.

BIBLIOGRAFIA

Allegra A. La Cappella Musicale di S. Spirito in Saxia di Roma: appunti storici (1551-1737). Roma: Istituto Editoriale "S. Michele", 1940. Estratto da: Note d’Archivio per la Storia Musicale Anno XVII, n. 1-2 (gennaio-aprile 1940)

Barker N. Music, medicine and religion at the Ospedale di Santo Spirito: 1550–1750. Woodbridge: The Boydell Press, 2024

De Angelis P. Musica e musicisti nell’Arcispedale di Santo Spirito in Sassia dal Quattrocento all’Ottocento. Collana di studi storici sull’Ospedale di Santo Spirito in Saxia e sugli ospedali romani. Roma, 1950.

Mattei-Gentili G. 'Membra disiecta' dell'Archivio musicale di Santo Spirito in Saxia. Roma: Nova et Vetera, 1937.

Melella, P. (1992). Vita musicale e arte organaria a Santo Spirito nel Cinquecento: note e documenti. In: Antolini B. M., Morelli A., Spagnuolo V. V. (a cura di). La musica a Roma attraverso le fonti d’archivio: Atti del convegno internazionale, Roma, 4-7 giugno 1992. (Strumenti della Ricerca Musicale; 2). Lucca 1994.

https://www.handelforever.com/docs/saggi/dongregoriodegiudici/6prestigiosecappelle.htm#1-