Anno Accademico 2024-2025

Vol. 69, n° 3, Luglio - Settembre 2025

Simposio: Il San Gallicano compie 300 anni (1725-2025): la storia dell' "Ospedalone", dalla sua fondazione a IRCCS di Dermatologia e Venereologia

14 maggio 2025

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Il San Gallicano, da ospedale a IRCCS di Dermatologia e Venereologia

A. Di Carlo

Con la Bolla papale Bonus ille del 1725 venivano definite chiaramente sin dalla fondazione le finalità dell’ospedale San Gallicano, curare e assistere le persone più neglette afflitte da malattie cutanee. Storicamente, il passaggio a metà ‘800 da una gestione religiosa ad una direzione laica coincise con la caduta dello Stato Pontificio e portò a una maggiore apertura nei confronti della scienza medica dell’epoca. Sotto la direzione del Manassei, primo direttore laico (1860-1867), l’Ospedale San Gallicano si aprì infatti alla comunità scientifica nazionale e internazionale, diventando un vero ospedale dermatologico1-7. Il Manassei, titolare dal 1859 della Cattedra di Dermatologia dell’Università Pontificia (Studium Urbis), per un certo periodo mantenne il doppio incarico, ma nel 1866 preferì optare per la carriera accademica, lasciando la Direzione del San Gallicano allo Schilling. Il Manassei fu anche il primo Presidente della Società Italiana di Dermatologia e Sifilografia fondata nel 1886, la quale fu preceduta soltanto dalla fondazione della Società Austriaca e Tedesca. Il secondo direttore fu Schilling (1867-1893) e durante la sua direzione furono accettati i primi pazienti affetti da Sifilide, i quali venivano curati fino ad allora presso l’Ospedale San Giacomo, detto degli Incurabili; in questo stesso periodo il Maiocchi iniziò la sua brillante carriera come Assistente interno del San Gallicano per poi vincere le Cattedre di Dermatologia di Parma e poi di Bologna. Sotto la direzione del Ciarrocchi (1893-1925) la patologia venerea fu interamente inclusa nell’ambito dermatologico, in quanto l’Istituto cominciò ad occuparsi anche dei pazienti affetti da Gonorrea. Lo stesso Ciarrocchi introdusse la terapia Rontgen nella cura delle Tigne89, a seguito dei lavori originali del Sabouraud, e dette nuovo impulso alla terapia dermatologica, formulando nuove preparazioni galeniche, fino a ieri ancora presenti nella manualistica.

Le vicende più recenti del San Gallicano si legano alla storia della sifilide non solo nella diagnosi e terapia della malattia, ma anche sotto l’aspetto preventivo e sociale, sull’esempio della filantropa A. Ravizza a Milano. Nella prima metà del ‘900 l’ospedale San Gallicano svolse una funzione di primo piano nella lotta contro la sifilide. Nacquero a tal fine le Sale Celtiche, istituite già alla fine dell’800 (Decreto Crispi) con la funzione di ricoverare donne affette da malattie veneree (principalmente lue e gonorrea) in fase contagiosa. La Sala Lancisi venne appunto adibita al ricovero di queste donne e, secondo i dati riportati dal Meineri (Direttore 1934-1953), dal 1937 al 1944 la media dei ricoveri nelle Sale Celtiche fu di 650 all’anno, con un impressionante aumento alla fine dell’ultimo conflitto mondiale (3000 ricoveri in un anno nel 1944-45)10.

L’ospedale andò incontro nella prima metà del ‘900 a due importanti svolte. La prima del 1926, quando il San Gallicano venne individuato quale “Centro studi per applicazioni di terapia fisica e di ricerca nella lotta contro il cancro alle dipendenze della Direzione generale della sanità pubblica”, rimanendo comunque l’attività assistenziale (art 7: “Gli infermi poveri restano a carico dell’Istituto”). Veniva inoltre disposta l’apertura all’esterno della Spezieria come Farmacia al pubblico.

Il secondo evento fu nel 1939, quando il San Gallicano da ospedale regionale divenne Istituto di Ricerca e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), dedicato cioè alla ricerca applicata (bed to bench) nella specialità Dermovenereologia. Gli IRCCS sono definiti con il successivo D.L. 288/2003: “Enti a rilevanza nazionale dotati di autonomia e personalità giuridica che, secondo standards di eccellenza, perseguono finalità di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale, nel campo biomedico ed in quello dell'organizzazione e gestione dei servizi sanitari, unitamente a prestazioni di ricovero e cura di alta specialità”.

Con il riconoscimento dell’ospedale quale IRCCS ed a seguito anche dei notevoli progressi compiuti in quegli anni dalla Dermatologia così come da altre discipline, il San Gallicano andò   incontro a una profonda ristrutturazione. A partire infatti dal 1976 l’Istituto venne suddiviso in una Ripartizione clinica e una sperimentale. La prima comprendeva innovative UOC e UOSD (rispettivamente: Dermatologia Clinica, Dermatologia Allergologica e Professionale, Dermatologia Oncologica, Dermatologia Pediatrica, MST, Medicina Migrazioni e Turismo e Dermatologia Tropicale, Dermatologia Estetica, Chirurgia Plastica Dermatologica). Vennero al riguardo acquisite nuove strumentazioni (capillaroscopia, teletermografia, ecografia, artoscan-RMN, microscopio elettronico videodermatoscopi, microscopia confocale, simulatore solare, laser ad eccimeri) e in Chirurgia plastica la tecnica del linfonodo sentinella e l’elettrochemioterapia.

La Ripartizione sperimentale comprendeva 4 principali Laboratori (Fisiopatologia, Istopatologia, Biochimica e Centro studi Porfirie, Microbiologia) diretti da personalità di elevato livello scientifico (Proff. L. Balus, GC. Topi, F. Caprilli, S. Passi, M. Nazzaro-Porro).

Questa svolta storica senza dubbio è da attribuire in gran parte all’opera del prof. Paolo Nazzaro, figura di primo piano nel campo della Dermovenereologia non solo in Italia, che si dedicò totalmente, con le sue parole, “a consolidare e ravvivare la grande tradizione dermatologica del San Gallicano”.

Fu poi il Prof. Ferdinando Ippolito a completare il disegno del prof. Nazzaro, dopo la prematura scomparsa di questi (1975), con la graduale assunzione del personale medico e del personale laureato dei Laboratori, superando non poche difficoltà burocratiche. I risultati nel decennio seguente furono eccellenti (e.g. Simposio Internazionale sulla Malattia di Behçet, 1964; Simposio Internazionale di Dermatologia Pediatrica Dir. GW. Korting, M. Monacelli, 1974; Simposio Internazionale sulla Porfiria Cutanea Tardiva (Casistica San Gallicano: 142 casi porfiria (124 PCT) nel 1981; Simposio sulla Toxoplasmosi al CNR 1981, International Meeting on Porphyrins and Porphyrie al San Gallicano nel 1990.

Meritano anche una citazione di questo storico periodo: il primo caso segnalato in Italia di porfiria epatoeritrocitaria (GC. Topi)11, il brevetto dell’acido azelaico nel suo impiego nelle iperpigmentazioni e acne giovanile (M. Porro)13, la Riunione al San Gallicano di Istopatologia cutanea del Club Europeo Unna-Darier, il Corso di perfezionamento in Istopatologia Dermatologica per dermatologi e anatomo-patologi (in concorso con l’Università La Sapienza), il Meeting Nazionale sulla dermatite seborroica (1993), l’impiego in campo clinico diagnostico della teletermografia14.

In occasione della epidemia HIV di fine ‘900, con la Legge AIDS 135/1990 e sulla base della notevole casistica clinica, il San Gallicano venne riconosciuto quale U.O. di III livello di diagnosi e cura della malattia HIV (con 4 posti letto). I risultati furono di rilievo, tra cui la segnalazione della riemergenza della sifilide negli anni 2000, dati che confermano la storica importanza dell’Istituto quale centro “sentinella” per MST-HIV12.

Peraltro il San Gallicano si avvale di importanti Strutture di supporto e complemento dell’attività clinico-scientifica, quali la Biblioteca, la Farmacia, il Bollettino e il Servizio di Fotografia clinica.

La Biblioteca San Gallicano, istituita nel 1926 consta di 1300 monografie, 200 testi storici di letteratura medica (Fournier, Sifilide 1924), 2063 testi umanistici, 60 periodici correnti, Link digitali (Biomed Central Open Access, Cilea, Cochrane, Bibliosan).

Il Bollettino del San Gallicano venne iniziato dal Primario Pietro Schilling nel 1873 e fino a pochi anni orsono ha pubblicato accanto alla casistica clinica anche originali lavori di Dermatologia sperimentale.

La Farmacia San Gallicano, aperta al pubblico esterno nel 1926, ha provveduto a preparazioni galeniche originali con buoni risultati anche sul piano commerciale.

In definitiva vanno qui ricordati, epoca per epoca, i nostri Maestri quali Casimiro Manassei, Pietro Schilling, Gaetano Ciarrocchi, quindi Pio Pediconi 1925-34, Angelo Meineri fino al 1952, Umberto Granelli fino al 1965, Paolo Nazzaro fino al 1975 e Ferdinando Ippolito, dal 1977 al 1984. Frequentarono anche l’Istituto Domenico Majocchi (Clinica Dermosifilopatica Università di Parma) e Antonio Tosti (Università di Palermo).

Negli più recenti anni ’90, l’eccessiva spesa sanitaria ospedaliera ha portato a nuovi criteri di gestione ospedaliera (budgeting) riducendo i posti letto e organizzando i week hospital, day hospital, day surgery, che hanno consentito di ridurre sensibilmente i costi dell’assistenza.

Alle soglie del XXI secolo, l’Istituto è stato trasferito insieme al Regina Elena (IFO), nella nuova e moderna sede dell’EUR dove continua a svolgere attività clinica e di ricerca applicata con risultati positivi, viste le riconferme periodiche da parte del Ministero della Salute (IF anno 2022: 360).

Vengono studiate in particolare le dermopatie infiammatorie, i farmaci biologici, le MST, l’Oncologia, le porfirie e le dermatosi rare, nuove tecniche in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. Da citare anche il COVID Team in collaborazione con IRE.

La Ricerca traslazionale è rivolta alla metabolomica e lipidomica cutanea, alla vitiligine, ai nuovi farmaci, aggiornati marcatori in dermatopatologia, biofilm microbici.

L’attività gestionale corrente comporta prestazioni di ricovero e cura di alta qualificazione, definizione di percorsi diagnostico-terapeutici, linee guida nazionali ed internazionali15.

Le prospettive future del San Gallicano sono le stesse che riguardano gli attuali 52 IRCCS nazionali che, a fronte del recente DL 23 dicembre 2022, n. 200 di Riordino della disciplina degli IRCCS, sono chiamati a risolvere importanti problemi della ricerca biomedica, quali adeguati finanziamenti, definizione del ruolo del Ricercatore, reti specialistiche, TTO = Technology Transfer Office, spin-off con l’industria, bandi europei, personale altamente qualificato e un proficuo interscambio con le Università.


Prof. Aldo Di Carlo, già Direttore scientifico IRCCS San Gallicano – Roma

Per la corrispondenza: ignazioguidi@virgilio.it

BIBLIOGRAFIA

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