Dott. Renato Giordano

UOC Diabetologia e Dietologia, ASL ROMA 1

Articolo pubblicato in:

Anno Accademico 2024-2025

Vol. 69, n° 2, Aprile - Giugno 2025

Conferenza: La comunicazione in Sanità: l’innovazione della 'Theatrical Based Medicine'

18 febbraio 2025

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La comunicazione in Sanità: l’innovazione della 'Theatrical Based Medicine'

R. Giordano

“I due libri su cui ho più meditato per imparar di Medicina sono stati il Teatro ed il Mondo”
Carlo Goldoni


Introduzione

La Medicina Narrativa (NM) è stata fondata verso la metà degli anni ‘90 del secolo scorso da Rita Charon, per dare risposta all’esigenza di leggere oltre alla malattia in senso biologico (disease), il vissuto della malattia da parte del paziente. La Medicina Narrativa permette migliori approcci da parte dei medici alle malattie, anche perché alla base di questa, vi è uno studio basato sulla Medicina dell’Evidenza (EBM).

L’EBM, anch’essa teorizzata ufficialmente negli anni ‘90 (Sackett et al.), invece integra l’esperienza clinica individuale con la migliore evidenza clinica esterna disponibile, prodotta da una ricerca sistematica. Ma se lo scopo della Medicina Narrativa è migliorare la comprensione e la comunicazione medico-paziente, ecco che allora, affinché la Narrative vada ad integrarsi perfettamente alla Evidence, c’è uno spazio di apprendimento attualmente non coperto, quello appunto in cui va a posizionarsi la Theatrical Based Medicine (TBM) (Fig. 1).

Cioè manca quello che “tecnicamente” si deve accostare alla Narrative e/o Evidence per migliorare la performance. Le domande che ci poniamo sempre più spesso sono: come potenziare la comunicazione? Come rafforzare l’empatia? Come migliorare la compliance? E ancora, come esprimere partecipazione ai sentimenti senza essere travolti, da quella che alcuni sociologi hanno chiamato eccesso di generosità? Non è solo con dei corsi teorici che si riesce a migliorare. O con uno splendido lavoro letterario-sociologico. Serve la pratica, e la consapevolezza di come usare il proprio corpo e le emozioni come elementi fondamentali nella comunicazione. QUINDI LA TBM INSEGNA TECNICHE PRATICHE DI COMUNICAZIONE IN MEDICINA.

 
Fig. 1. Logo della “Theatrical Based Medicine” (TBM).  
La TBM è una tecnica di comunicazione

Da sempre il teatro si occupa delle problematiche che sono alla base della comunicazione dal vivo. Da sempre studia e insegna come “passare”, come riuscire empaticamente e olisticamente a comunicare sentimenti e contenuti, ma usando necessariamente anche una tecnica (che consenta un buon livello di performance quotidiana), cioè appoggiandosi a delle “linee guida interpretative”. E la TBM utilizza le tecniche della scena, plurimillenarie, ma anche in continua evoluzione, per fornire al medico (ed al Team dei lavoratori della sanità) degli strumenti validi, non solo per gestire le difficoltà legate al rapporto con il paziente, dalla deresponsabilizzazione alla scarsa compliance, all’aderenza, ma anche per dare un significato più profondo e completo al proprio agire. La TBM è attiva dal 2009, ed è stata registrata e validata in tutto il Mondo dal 2011.

L’approccio Narrative Based è importantissimo, ma questo approccio non può essere ridotto al semplice ascolto del paziente (o ad una narrazione reciproca). La pratica clinica Theatrical Based richiede un nuovo atteggiamento mentale ma anche un’attenzione alla tecnica sia corporea che interpretativa. Se la comunicazione si basa sul non verbale (55%) cioè prossemica (l'uso che si fa dello spazio dove si colloca il corpo), mimica facciale (6 principali emozioni), gestualità (movimenti di mani e braccia), postura (posizioni del corpo), sul paraverbale (38%), e solo in piccola parte sul verbale (7%), bisognerà fare attenzione e lavorare sulla prossemica, sulla mimica e sulla mimesis, sulla gestualità, sulla postura, nel versante del non verbale, tutte cose che aiuteranno poi nella cura e nella comunicazione. E sulla voce, il tono, il timbro, il volume, le pause, i silenzi per potenziare il paraverbale.

D’altronde non va dimenticato che la grande maggioranza delle cause legali contro medici nascono da una comunicazione inefficace. I pazienti denunciano molto più spesso per il comportamento interpersonale che non per incompetenza o negligenza. Il colloquio medico tende per vari motivi a non essere dialogico, cosa necessaria nella comunicazione a due, e d’altronde in teatro nessuno confonderebbe mai un monologo con un corto teatrale o con un atto unico. E nel dialogo teatrale è necessario ascoltare con attenzione la battuta che precede la nostra per poter dire bene la propria. Ed evitare l’effetto “dialogo tra sordi”. Quindi le percentuali sulla comunicazione che si basano sugli studi pubblicati negli anni ‘70 del secolo scorso da Albert Mehrabian vanno leggermente rivisti non dimenticando che IN QUESTO TEMPO DI PAROLE FUTILI L’ATTORE ED IL MEDICO SONO I CUSTODI DELLA PAROLA NECESSARIA, QUELLA CHIARA E ONESTA CHE CORRISPONDE IN MODO EMPATICO AL CONTENUTO.

Gestire la scena del quotidiano

 Cosa ci dice l’EBM? Nel momento in cui, attraverso l’esperienza empirica, si dimostra che ad un particolare sintomo corrisponde con certezza una malattia, si costruisce una “teoria” che permette di controllare o sradicare tale fenomeno o prevenirne l’insorgenza futura.

Se questo è alla base delle scienze mediche, anche la parte “letteraria/teatrale”, quella della comunicazione, della relazione anamnestica, di per sé abbastanza “fallibile” necessita di tecniche pratiche basate sull’Evidenza (la reazione del cosiddetto Pubblico), per evitare che le buone intenzioni teoriche non sortiscano risultati indesiderati nella pratica.

Da sempre chi si è occupato di Teatro ha cercato di sviluppare queste tecniche e di alcune di queste, modificate, si avvale la TBM per aiutare la comunicazione, l’interazione, la conoscenza partecipata, senza però farsi travolgere dall’emotività, come ci raccomanda Denis Diderot nel suo settecentesco paradosso sul comportamento dell’attore: “l’attore deve emozionare restando freddo”, dice Diderot. Però dopo aver denunciato il “paradosso” non ci spiega come intervenire tecnicamente. E nel secolo scorso sono nate delle tecniche pratiche molto importanti. La TBM si avvale delle due più importanti tecniche/metodi sviluppatesi nel Novecento: quella di Stanislavskij ed il suo Teatro d’Arte di Mosca, e quella dell’Actors Studio americano di Lee Strasberg, metodo al quale in particolare fa riferimento la TBM. Invece per l’arte della pantomima e del silenzio ci si rifà alle tecniche dei maestri Eugene Delcroix, Jean Luis Barrault e Jacques Lecocq. Non dimenticando l’importanza della Medicina Interculturale e quindi utilizzando anche tecniche pratiche di Butoh ed altre legate all’I Ching e la musica, in particolare quella jazz. E lavorando con la Magia, l’Illusionismo e la commedia dell’Arte per la maschera.

Se l’ermeneutica è un mezzo di comprensione della realtà, ed ermeneutica viene dal greco interpretare, allora possiamo pensare che la svolta interpretativa può essere molto interessante in campo sanitario, in particolare nel mondo delle patologie croniche.

La tecnica TBM è stata adottata dalla Regione Lazio sia nell’ambito della prevenzione che nelle terapie, in particolare quelle croniche e neoplastiche. Si svolgono regolarmente master nella tecnica presso la ASL ROMA 1. Ma anche in altre parti d’Italia (ASL Ogliastra in Sardegna, Ente Ospedaliero Universitario di Careggi a Firenze, etc.) e del Mondo. Si insegna poi comunicazione con la tecnica TBM in vari Master all’Università di Roma 2 Tor Vergata e a livello sperimentale in alcune facoltà di Medicina.

Il “Role Playing” è teatro

Il Role Playing (RP), è una tecnica ormai molto utilizzata nei corsi medici interattivi. Il RP richiede ai partecipanti di rappresentare, ricreare la realtà ed i ruoli, quello del paziente, del medico, dei parenti, dell’infermiere o di altri componenti del team, e come lavoro è molto utile ed interessante. Ma l’improvvisazione, condotta da non “professionisti” della comunicazione teatrale rischia spesso di diventare “amatoriale”, termine che in scena è sinonimo di dilettantismo e di scarsa partecipazione emotiva. E senza una tecnica l’improvvisazione finisce per essere fine a sé stessa ed i risultati sono notevolmente inferiori a quelli che potrebbero essere. Ma questo è un rischio che non si correrebbe se ci fosse una strutturazione adeguata, una griglia dove possano muoversi l’autore e gli attori per rendere più credibile la loro performance e non farli sentire in imbarazzo durante la medesima.

Il RP della TBM risolve il problema con una impostazione tecnica. Ho ripreso la griglia di lavoro dalla “Poetica” di Aristotele, opera in cui il grande filosofo greco teorizza come deve essere strutturato un testo teatrale che deve contenere sei elementi: trama, personaggio, pensiero o idee, linguaggio, musica, spettacolarità.

Naturalmente nella revisione odierna sono state necessarie delle modifiche, legate ai tempi diversi ed alle diverse necessità: il tempo (15/20 minuti massimo), la trama (situazione e storia da raccontare), con la strutturazione e la calibratura della sceneggiatura che abbia un climax al centro ed un finale ben definito. I personaggi, con un’analisi del carattere e la definizione dei ruoli oltre a quello dell’attore, (il regista, l’autore, etc.). Accostando alla storia principale delle storie secondarie che diano sviluppo a tutti gli interpreti, in modo che l’improvvisazione abbia delle regole e dei paletti ben precisi.

Il RP della TBM, permette in tempi molto brevi di creare delle strutture ben definite dove tutti hanno un ruolo e dove non scappa il sorrisino imbarazzato di chi non riesce ad immedesimarsi in una storia. Il risultato è sorprendente ed ha anche una importante valenza di coesione: si crea gruppo e collaborazione tra persone che neanche si conoscono in tempi brevissimi.

È consigliabile filmare sempre il risultato del lavoro e farlo poi rivedere ai partecipanti al RP analizzando i comportamenti e la gestione tecnica.

Theatrical Case History

L’unione tra la Medicina e gli studi umanistici teatrali si sviluppa anche leggendo e mettendo in scena dei classici teatrali a tema. Così come la Narrative utilizza testi letterari come “La morte di Ivan Il’ič” di Lev Tolstoj o “La montagna incantata” di Thomas Mann, la TBM usa “Il malato immaginario” di Moliere, “Knock o il Trionfo della Medicina” di Jules Romains, “Medico per forza” di Petrolini o “Woizeck” di Buchner. Oppure “Wit”, un testo teatrale di Margaret Edson, da cui è stato tratto un film spesso citato e commentato anche dalla Narrative. È la storia di una paziente malata di cancro che lotta e interagisce in modi assolutamente diversi con una infermiera, con un giovane medico e con il primario.

Quindi come fa la NBM, ma in modo molto diverso, la TBM aiuta la Medicina Clinica con un lavoro sulle abilità testuali ed interpretative nella pratica della Medicina. Con una forma di addestramento rigoroso e disciplinato in training teatrale e con la riflessione sulle proprie esperienze cliniche i medici (ed i team) possono imparare ad assistere i loro pazienti proprio sulla base di quanto i pazienti dicono col verbale, col paraverbale ed il non verbale. Non sottovalutando l’importanza della comunicazione interculturale.

Ed anche ai pazienti si rivolge la TBM. Sono stati già organizzati dei corsi basati su Case History che vedevano la partecipazione di pazienti insieme ai medici ed al personale paramedico. Oltre all’immediato risultato di fortissima positività emotiva, sono in corso studi clinici per verificare se tali approcci migliorino anche l’aderenza alle terapie, l’inerzia terapeutica e l’approccio generale alla patologia.

Ormai da molto tempo presento dei Case History strutturati utilizzando la TBM in Congressi e Corsi con esiti molto soddisfacenti. E sono molte le Società Scientifiche italiane che utilizzano o hanno utilizzato la tecnica (SID, AME, FADOI, AMD, SIMG, ADI, SIMDO, etc.). Cito solo, come esempio, il caso clinico presentato al XIX Congresso Nazionale della Associazione Medici Diabetologi (AMD) di Roma nel maggio 2013. Ho raccontato il caso di Elvis Presley, nella cui morte (e forse non molti lo sapevano) ha avuto un ruolo molto importante il diabete. Con l’aiuto della tecnologia sono “tornato indietro nel tempo”, ho avuto un incontro-dialogo con Elvis, ho presentato alla platea il quadro clinico di Presley, sono “entrato” nel suo ultimo concerto dove era appesantito, sofferente e si capiva che lo scompenso metabolico lo stava distruggendo. L’ho convinto (dopo le relazioni introduttive di alcuni illustri colleghi) a provare una terapia innovativa portata dal futuro, una terapia con insulina basale + analogo del GLP1. Ma gli ho anche detto che solo cambiando stile di vita oltre alla terapia si poteva salvare. L’abbiamo visto farsi sostituire da un sosia, ed infine con un ultimo colpo di teatro l’ho incontrato oggi, ancora in vita, un vispo ottantenne, solo appena “originale” nella sua somiglianza a Presley e un po’ fissato nel voler cantare una canzone famosa: My Way.

Ovviamente l’impatto nel presentare un caso clinico ed una terapia innovativa in questo modo è stato molto forte.

Conclusioni

Un interessante terzo cerchio che collega la EBM e la NBM è diventata la TBM, tecnica di Medicina Teatral-Narrativa creata da Renato Giordano, attraverso l’apertura verso l’olismo come categoria che introduce nella diagnosi e nella terapia. L’utilizzo delle tecniche teatrali per rompere quella che in gergo artistico si chiama la “quarta parete” (quella che rende difficile la comunicazione), può diventare il modo più interessante per avvicinarsi ancora di più ad una patient centered care, basata anche su delle tecniche di comunicazione in particolare in un momento in cui il medico (o l’operatore sanitario) passa sempre più tempo davanti al computer, inizia ad interagire con l’IA, e l’informatizzazione della sanità rende sempre più importanti i pochi minuti dell’incontro tra medico e paziente.


Prof. Renato Giordano, UOC Diabetologia e Dietologia ASL Roma 1

Per la corrispondenza: regiordano.rg@gmail.com

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